La Protezione civile ha fatto retromarcia dopo le proteste della Comunità

L’Adige-Garda solo per emergenze

08/07/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo

L’ingeg­n­er Lan­dri­ni, fun­zionario del­la pres­i­den­za del con­siglio, dipar­ti­men­to del­la , ha esclu­so in maniera tas­sati­va che si pos­sa mai uti­liz­zare la gal­le­ria Adi­ge Gar­da come rego­la­tore di liv­el­lo del lago. L’even­tu­al­ità era sta­ta avan­za­ta dal diret­tore del­la pro­tezione civile, Gui­do Berto­la­so, come estremo rime­dio per raf­fred­dare la lagu­na alle foci del Po trop­po riscal­da­ta dagli scarichi del­la cen­trale ter­moelet­tri­ca di por­to Tolle por­ta­ta al mas­si­mo del­la pro­duzione per far fronte alla crisi. L’u­ni­co sis­tema per far scor­rere più acqua nel Po era aumentare il pre­lie­vo dal Gar­da, e per evitare che il liv­el­lo scen­desse oltre la soglia crit­i­ca s’era ipo­tiz­za­to di riem­pire il lago devian­do l’ac­qua del­l’Adi­ge. La era insor­ta, imi­ta­ta da alcu­ni comu­ni riv­ieraschi (fra cui Gar­da): lo «scol­ma­tore» Adi­ge-Gar­da è sta­to real­iz­za­to per risol­vere crisi derivan­ti da un ecces­so di por­ta­ta del fiume, e non potrà mai e poi mai essere usato come un qualunque rubi­net­to per rego­lare i liv­el­li del lago.