Trafugata una croce del 1700 dalla parrocchia di San Martino

Ladri all’opera

03/08/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Enrico Dugoni

Più volte la par­roc­chia di S. Mar­ti­no di Moni­ga è sta­ta col­pi­ta da ver­gog­nosi atti van­dali­ci, ad opera dei soli­ti ignoti che, intro­ducen­dosi nel tem­pio con final­ità tutt’altro che sacre, finis­cono per depredare e dan­neg­gia­re ogget­ti e arre­di sac­ri. Per la chiesa, ret­ta dal par­ro­co don Gio­van­ni Bertaio­la, non c’è tregua. L’ultimo fat­to è di questi giorni e non è facile sta­bilire con esat­tez­za quan­do sia avvenu­to, poichè il sac­er­dote si sarebbe accor­to casual­mente del­la sparizione dell’oggetto in ques­tione. Ci rife­ri­amo ad un fur­to piut­tosto grave: ignoti si sareb­bero introdot­ti nel­la chiesa per impos­ses­sar­si di un prezioso sim­bo­lo litur­gi­co. Ad essere sta­ta trafu­ga­ta è infat­ti la croce astile, uti­liz­za­ta nelle pro­ces­sioni. Si trat­ta di una real­iz­zazione di gran val­ore, real­iz­za­ta ne XVIII sec­o­lo. La croce è doppia ed è lun­ga una cinquan­ti­na di cen­timetri. Grande l’amarezza di don Gio­van­ni Bertaio­la nell’accorgersi del­la man­can­za di tale ogget­to, let­teral­mente ven­er­a­to nelle fun­zioni più solen­ni. L’amarezza del par­ro­co è grande anche per­ché la croce era sta­ta sot­to­pos­ta ad un inter­ven­to di restau­ro poco tem­po fa. Il man­u­fat­to sacro raf­figu­ra da una parte il Cristo cro­ce­fis­so in oro con quat­tro evan­ge­listi ai lati. Dall’altra, è effi­gia­ta una Madon­na in argen­to con quat­tro cheru­bi­ni. La stele pre­sen­ta alla base una sfera con un sup­por­to metal­li­co. Facile per i ladri, visti i mate­ri­ali di real­iz­zazione, intuire il val­ore venale dell’oggetto e quin­di impos­ses­sarsene, con un dan­no notev­ole per tut­ta la comu­nità reli­giosa, forte­mente devota a questi antichi sim­boli del cat­to­lices­i­mo. La sparizione del­la preziosa e anti­ca croce è sta­ta denun­ci­a­ta alla stazione dei di Maner­ba che stan­no ora inda­gan­do per cer­care di risalire agli autori, ver­i­f­i­can­do even­tu­ali lega­mi con i prece­den­ti colpi. Oltre agli atti van­dali­ci subiti dal­la chiesa, si allun­ga così anche la serie di fur­ti avvenu­ti in breve tem­po. Alcu­ni mesi fa sono sta­ti rubati anche due antichi can­de­lieri in leg­no. Ma non è tut­to. In un’altra occa­sione era­no sta­ti trafu­gati due por­ta­can­dele in fer­ro bat­tuto. Un bot­ti­no che si era arric­chi­to delle offerte, e del rel­a­ti­vo con­teni­tore, pre­sente in una delle navate. X

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