A Montichiari è rimasto il solo collegamento per Londra, più qualche cargo

L’aeroporto cercauna ricetta anti-crisi

30/10/2008 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
William Geroldi

L’aeroporto «» di Mon­tichiari bat­te nuove rotte per scrol­lar­si di dos­so la fas­tidiosa immag­ine di sca­lo sfor­tu­na­to. E trat­ta per siglare un accor­do di con­sulen­za con la Miro Radi­ci Finance (Mrf), eclet­ti­ca hold­ing che fa capo all’omonimo grup­po dell’imprenditore tes­sile berga­m­as­co Miro Radici.I ver­ti­ci dell’aeroporto bres­ciano e la Mrf dis­cu­tono da tem­po dell’affidamento di una con­sulen­za per far crescere il mer­ca­to mer­ci e passeg­geri di Mon­tichiari, al momen­to ridot­to al solo volo per Lon­dra; va un po’ meglio il mer­ci con le Poste e la cino-tedesca Jade men­tre è fal­li­ta Ocean Airlines.LE TRATTATIVE non si sono anco­ra con­cluse, ma ne Mon­tichiari ne Miro Radi­ci Finance negano i con­tat­ti. La hold­ing berga­m­as­ca con­fer­ma così l’interesse per lo sca­lo di Mon­tichiari e implici­ta­mente cer­ti­fi­ca le poten­zial­ità di svilup­po (se nel frat­tem­po l’azionariato tro­verà un’intesa intorno alla gov­er­nance che vede da tem­po pro­tag­o­nisti di una sor­ta di cupio dis­solvi soci verone­si e soci bresciani).La Mrf infat­ti è già pre­sente a Mon­tichiari con il 33 per cen­to del­la Gei, la soci­età impeg­na­ta nel­la real­iz­zazione di una piattafor­ma logis­ti­ca con cir­ca 250mila metri qua­drati di mag­a­zz­i­ni cop­er­ti sull’area ex Sei, a due pas­si dal­lo sca­lo al quale sarà col­le­ga­ta gra­zie alla trasfor­mazione di due bretelle aero­por­tu­ali dismesse da decen­ni e des­ti­nate ad un uso stradale. Adesso Mrf offre la sua con­sulen­za ed espe­rien­za ad un aero­por­to in forte deb­ito di ossigeno come è Mon­tichiari; e per far questo ricorre nien­te­meno che agli ex ver­ti­ci del­la Sacbo, la soci­età di ges­tione di Orio al Serio, dal pres­i­dente Ilario Tes­ta, il diret­tore gen­erale Rober­to Bel­loni, al diret­tore com­mer­ciale Francesco Fassi­ni. Tut­ti pas­sati a dar man forte all’impegno di Mrf nel­la definizione di politiche di svilup­po dell’azienda nell’ambito delle infra­strut­ture e del­la logis­ti­ca. Tes­ta, gli ulti­mi 15 anni trascor­si alla cloche di Sacbo, Bel­loni e Fassi­ni han­no il mer­i­to di aver guida­to l’aeroporto berga­m­as­co anno dopo anno ver­so tra­guar­di esaltan­ti, tali da far­lo primeg­gia­re a liv­el­lo nazionale. Ora, se tan­to mi da tan­to, l’esperienza di Tes­ta, Bel­loni e Fassi­ni (i pri­mi due siedono nel con­siglio di ammin­is­trazione di Mrf) su Mon­tichiari potrebbe tradur­si in un rin­no­va­to slan­cio di energie, più pro­saica­mente nell’arrivo di passeg­geri e mer­ci. Sen­za dimen­ti­care che sul «D’Annunzio» si vocif­era da tem­po dell’interesse dei couri­er di Orio al Serio e la real­iz­zazione del polo logis­ti­co apre delle vere e pro­prie pra­terie in ter­mi­ni di spazi.IN TUTTO QUESTO si innes­ta domani l’importante assem­blea dei soci del­la D’Annunzio chia­mati a votare il con­siglio di ammin­is­trazione e il pres­i­dente. Cinque i mem­bri da eleg­gere, tre bres­ciani e due in rap­p­re­sen­tan­za del Cat­ul­lo. Come andrà a finire? La Cam­era di com­mer­cio di Bres­cia deciderà di restare alla fines­tra dopo aver pre­so la stra­da di Abem che riven­di­ca la con­ces­sione autono­ma del D’Annunzio? E chi indosserà la coro­na, con qualche spina, del­la pres­i­den­za? Vig­ilio Bet­tin­soli, il vice-pres­i­dente, ha i «gal­loni» per far­lo e i book­mak­er lo pren­dono in con­sid­er­azione. Ma la ges­tione di un aero­por­to è ben più che una scommes­sa.

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