D’Annunzio spa: anche la Camera di Commercio oggi darà il «via libera»

L’aeroporto di Montichiari

07/02/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Moniga del Garda

La nasci­ta del­la nuo­va soci­età di ges­tione del­l’aero­por­to «D’An­nun­zio» di Mon­tichiari pros­egue il suo per­cor­so e questo pomerig­gio, alle 16, toc­cherà al diret­ti­vo del­la Cam­era di com­mer­cio di Bres­cia pro­nun­cia­r­si sul­la pro­pos­ta avan­za­ta dai diri­gen­ti del «Cat­ul­lo» di Verona. Una pro­pos­ta che è pri­ma sta­ta pre­sen­ta­ta al Con­siglio provin­ciale, che lunedì scor­so l’ha approva­ta all’u­na­nim­ità con alcune rac­co­man­dazioni, e che, dopo il pas­sag­gio in Cam­era di Com­mer­cio, tornerà all’assem­blea gen­erale del­la «Cat­ul­lo spa» lunedì. Quali altri osta­coli pos­sono esservi sul cam­mi­no di ques­ta delib­era veronese che san­cirà lo scor­poro dal­l’aero­por­to del ramo di azien­da rel­a­ti­vo allo sca­lo di Mon­tichiari? Qualche socio del­la «Cat­ul­lo spa» por­rà obiezioni insor­montabili? Si è esauri­to il fuo­co di sbar­ra­men­to del Comune di Verona, che non era d’ac­cor­do su questo scor­poro? Sono domande che tro­ver­an­no rispos­ta defin­i­ti­va solo lunedì, ma le recen­ti dichiarazioni dei diri­gen­ti del Cat­ul­lo, del­la Provin­cia e del­la Cam­era di Com­mer­cio bres­ciane sem­bra­no volte all’ot­timis­mo. Sem­bra­no pro­fi­lar­si solo osta­coli eco­nomi­ci, ma super­abili, e le parole pro­nun­ci­ate ven­ti giorni fa da Fer­nan­do San­son, pres­i­dente del­la «Cat­ul­lo spa», ai Rotary — «spero viva­mente che l’assem­blea del Cat­ul­lo approvi all’u­na­nim­ità ques­ta nos­tra pro­pos­ta» -, sem­bra­no pren­dere for­ma reale. Lo stes­so pres­i­dente del­la Cam­era di com­mer­cio, Francesco Bet­toni, si dichiara ottimista e aggiunge che «noi bres­ciani vogliamo con forza questo accor­do, che sig­nifi­ca dar peso alla nos­tra autono­mia e questo pri­mo pas­so è essen­ziale per dar fidu­cia ai nuovi part­ners tec­ni­ci e impren­di­to­ri­ali». Si com­pli­men­ta quin­di col Con­siglio provin­ciale che ha approva­to all’u­na­nim­ità l’ade­sione alla pro­pos­ta veronese e allo statu­to che deter­mi­na la nasci­ta dell’« spa». Ma Bet­toni non dimen­ti­ca che il pun­to sulle «linee gui­da» per lo scor­poro d’azien­da, il quale recita che «deve essere assi­cu­ra­to da parte degli Enti bres­ciani, che parte­ci­pano alla cos­ti­tuzione del­la nuo­va soci­età il pre­vio adem­pi­men­to inte­grale degli obb­lighi assun­ti nei con­fron­ti del­la soci­età Vale­rio Cat­ul­lo con il ver­sa­men­to del­la resid­ua som­ma a fon­do per­du­to di 5 mil­iar­di (di lire) alla Cat­ul­lo stes­sa». «Quei sol­di sono a bilan­cio già da tem­po — spie­ga Bet­toni — e li verser­e­mo in base agli accor­di». Ammon­ta quin­di a nove mil­iar­di e mez­zo di lire (4 mil­ioni e 906 mila euro) il totale che Provin­cia e Cam­era di Com­mer­cio dovran­no presto ver­sare alla Cat­ul­lo, tenen­do con­to che la nuo­va soci­età D’An­nun­zio vale cir­ca 30 mil­iar­di e il 15% cor­risponde a 4,5 mil­iar­di. Fon­di da ver­sare per il futuro di un aero­por­to che, a causa soprat­tut­to del man­ca­to riconosci­men­to dei con­tribu­ti statali a cop­er­tu­ra delle spese per i vig­ili del fuo­co e il con­trol­lo aereo, ha sop­por­ta­to fino­ra perdite per cir­ca 25 mil­iar­di. Uno sca­lo che ha un futuro sicuro nel trasporto mer­ci e che solo a par­tire dal 2003 inizierà a gener­are ricavi, «in quan­to solo in tale eser­cizio entr­erà in fun­zione l’hangar mer­ci», si legge nei pre­sup­posti d’in­te­sa per lo scor­poro. Pri­ma di quel­la data servi­ran­no part­ners cor­ag­giosi, che cre­dono in quel­l’in­ves­ti­men­to, poiché, come recita l’ar­ti­co­lo 37 del­la nuo­va D’An­nun­zio spa, «in caso di col­lo­ca­men­to di azioni sul mer­ca­to, all’azionar­i­a­to dif­fu­so sarà ris­er­va­ta una quo­ta non infe­ri­ore al 20% del cap­i­tale sociale». Un aus­pi­cio che il Con­siglio provin­ciale ha sot­to­scrit­to all’u­na­nim­ità come nec­es­sario, «con la prospet­ti­va di coin­vol­gere anche i Comu­ni che ruotano attorno all’aero­por­to», un pas­so inevitabile che anche la Cam­era di Com­mer­cio ha più volte sol­lecita­to con vigore.

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