Marco Franchini «vola» in Puglia

L’aeroporto rimane senza il direttore

11/09/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
f.d.c.

Mar­co Fran­chi­ni, diret­tore del­la ges­tione e del­lo svilup­po del­l’aero­por­to D’An­nun­zio di Mon­tichiari, las­cia la soci­età Cat­ul­lo (che gestisce le strut­ture bres­ciane e veronese) per dirigere il sis­tema aero­por­tuale del­la regione Puglia. Il suo incar­i­co è divenu­to oper­a­ti­vo già dal 1° set­tem­bre e l’aero­por­to bres­ciano perde uno dei pro­tag­o­nisti che han­no reso pos­si­bile il «mira­co­lo bres­ciano» di ria­per­tu­ra di una pista che fino al mar­zo 1999 ser­vi­va solo ai voli del­l’Ae­ro­club. Fran­chi­ni arrivò all’aero­por­to Cat­ul­lo di Vil­lafran­ca nel 1988 come imp­ie­ga­to, dive­nen­do quat­tro anni dopo il respon­s­abile delle relazioni esterne e dopo altri due ebbe la respon­s­abil­ità anche degli affari gen­er­ali. Ha lavo­ra­to a stret­to con­tat­to con tre pres­i­den­ti del­la soci­età Cat­ul­lo spa: iniz­iò con Vir­gilio Asilep­pi per pros­eguire con Mas­si­mo Fer­ro e con­clud­ere con l’attuale Fer­nan­do San­son. Nel 1988 i passeg­geri tran­si­tati nel­l’aero­por­to Cat­ul­lo di Verona era­no 350 mila ed oggi Cat­ul­lo e D’An­nun­zio ne rac­col­go­no oltre 2 mil­ioni, il tut­to gra­zie anche alla meti­colosa opera del diri­gente veronese. «Ho sem­plice­mente rac­colto i risul­tati ottenu­ti da una grande azien­da gesti­ta da con­sigli di ammin­is­trazione atten­ti e lungimi­ran­ti — spie­ga con mod­es­tia Fran­chi­ni — Il seg­re­to del suc­ces­so è sta­to quel­lo di coin­vol­gere tutte le realtà ter­ri­to­ri­ali attorno all’aero­por­to sen­za che alcuno preva­lesse sug­li altri ma tut­ti lavo­rassero insieme». Oggi la soci­età Cat­ul­lo ha 350 dipen­den­ti, un indot­to di 1200 per­sone ed un cap­i­tale «sociale» enorme: 40 mila ind­i­rizzi nel mon­do e 10.000 con­tat­ti con tour oper­a­tor, nonché un’al­ta qual­ità di servizi riconosci­u­ta dai mas­si­mi organi isti­tuzion­ali e di ges­tione degli aero­por­ti europei. Il «D’An­nun­zio» di Mon­tichiari da parte sua nei pri­mi otto mesi del­l’an­no, da gen­naio ad agos­to, ha avu­to 186.857 passeg­geri con un incre­men­to del 108% rispet­to allo stes­so peri­o­do del­l’an­no scor­so (quan­do i passeg­geri furono 89.667) riguardan­ti, per la stra­grande mag­gio­ran­za (162.040 passeg­geri) voli di lin­ea e char­ter inter­nazion­ali. Oltre ai 145.836 passeg­geri che in otto mesi han­no usufruito dei voli Rayanair a bas­so cos­to per Lon­dra (un suc­ces­so anda­to ben oltre ogni pre­vi­sione), ben 35.212 passeg­geri han­no vola­to con i char­ter dal D’An­nun­zio prin­ci­pal­mente ver­so e dalle local­ità estive del­la Tunisia e del Maroc­co e dal­la Bielorus­sia per rice­vere i bam­bi­ni delle famiglie col­pite dal­la cat­a­strofe di Cher­nobil. Mar­co Fran­chi­ni las­cia comunque una buona ered­ità di per­son­ale adde­stra­to con i suoi sis­te­mi di effi­cien­za, rapid­ità e sis­tem­atic­ità ma il suo non sarà un addio dagli scali del sis­tema aero­por­tuale del Gar­da. «Non si trat­ta di tradire Verona — con­clude Fran­chi­ni — ma di esportare il nos­tro mod­el­lo, le nos­tre capac­ità, la nos­tra espe­rien­za e mi piac­erebbe che dal­la Puglia si guardasse al Sis­tema del Gar­da come ad un Hub per andare poi in Europa e così la Puglia può essere un ponte per il Nord Italia ver­so il baci­no del Mediterraneo».

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