Ieri gran traffico di velivoli. Sulla pista un maxi-Antonov in grado di ospitare una bobina da 67 tonnellate. Il direttore commerciale: «Nei prossimi anni potremmo arrivare al terzo posto in Italia»

L’aeroporto spera nell’hub merci

04/06/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Francesco Di Chiara

Gior­na­ta movi­men­ta­ta ieri all’aeroporto di Mon­tichiari. Char­ter per Lampe­dusa, low cost per Lon­dra, Boe­ing 747 con car­go per l’Oriente, vari aerei pri­vati in arri­vo e parten­za ma l’attenzione degli addet­ti ai lavori e dei curiosi è sta­ta soprat­tut­to atti­ra­ta per tut­ta la mat­ti­na e per il pri­mo pomerig­gio dalle oper­azioni di cari­co su un capi­ente Antonov rus­so, atter­ra­to sul­la pista bres­ciana l’altro ieri. Pesante ogget­to del cari­co è sta­ta una gigan­tesca bobi­na di funi d’acciaio, prob­a­bil­mente per uso mari­no su una qualche piattafor­ma petro­lif­era, des­ti­na­ta al por­to di Sta­vanghen in Norve­g­ia, sul Mare del Nord. Peso del­la bobi­na cir­ca 67 ton­nel­late, occu­pante più del­la metà del poten­ziale di cari­co del potente quad­ri­mo­tore Antonov mod­el­lo 124, il più capi­ente aereo com­mer­ciale in pro­duzione al mon­do. Esiste un’altro mod­el­lo, ancor più capi­ente, dota­to di sei motori, l’Antonov 225, ma ne sono in cir­co­lazione solo due mod­el­li e la Rus­sia non ne pro­dur­rà altri. A con­durre le oper­azioni di cari­co era­no pre­sen­ti sul cam­po sia Rober­to Gilar­doni, diret­tore del Car­go Cen­ter bres­ciano dal­lo scor­so luglio, e Gior­gio Pozzi, diret­tore com­mer­ciale del­la stes­sa azien­da da soli due mesi. Al lavoro sia i dipen­den­ti dell’aeroporto, che la dit­ta di trasporti coor­di­na­ta dal­la Chap­man Free­born di Seg­rate, che trasporta­tori e costrut­tori del­la Redael­li, del­la Bertuzzi e del­la Noven­ta, tutte aziende bres­ciane. Intan­to nel­la pan­cia dell’Antonov oper­a­vano in con­tem­po­ranea 14 tec­ni­ci dell’Aircompany Polet, la com­pag­nia aerea rus­sa che gestisce il volo. «Nei prossi­mi anni potrem­mo arrivare al ter­zo pos­to in Italia, per mer­ci trasportate — con­fer­ma Pozzi — dopo Malpen­sa e Fiu­mi­ci­no. La poten­zial­ità di questo sca­lo è enorme ed il prossi­mo tran­si­to del­la lin­ea dell’Alta Capac­ità e del­la Brebe­mi non potrà far altro che svilup­parne ulte­ri­or­mente il movi­men­to com­mer­ciale». Con­tin­u­ano infat­ti con l’Oriente i voli di lin­ea com­mer­ciali del­la Ocean Air­lines, men­tre nei giorni scor­si un Antonov ha por­ta­to mate­ri­ale tec­ni­co a Dubai e ieri un Boe­ing 757 da Lis­bona ha trasporta­to in ter­ra bres­ciana la stru­men­tazione musi­cale per il con­cer­to veronese di Roger Waters, ex bassista dei Pink Floyd. «La nos­tra prospet­ti­va guar­da anche ver­so il mer­ca­to dell’alimentare e dei fiori, prodot­ti che comunque neces­si­tano di con­ser­vazione a bas­sa tem­per­atu­ra — con­tin­ua Gilar­doni — le esi­gen­ze sono molto vaste e pen­si­amo di sfrut­tar­le al mas­si­mo. Presto par­tirà la costruzione del sec­on­do Car­go Cen­ter, da 4000 metri­quadri, (l’attuale ha 2500 mq di capien­za) ed un piaz­za­le nuo­vo per ospitare altri quat­tro aerei da car­go tipo Boe­ing o Antonov». Altra inter­es­sante antepri­ma è il fat­to che con mol­ta prob­a­bil­ità lo sca­lo bres­ciano diver­rà l’hub com­mer­cale per il Sud Europa ad uso di una nuo­va com­pag­nia cinese che, da otto­bre, man­ter­rà tre Boe­ing di base sul­la pista del D’Annunzio.

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