Via ai lavori al cimitero, ma tutto fermo per l’edificio sacro dell’XI secolo dedicato a San Gregorio. Il Comune vuole restaurare la chiesetta di Pai dal ’97, ma la Sovrintendenza tace

L’affresco svanisce nel silenzio

09/02/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Torri del Benaco

Al via i lavori di ampli­a­men­to del cimitero del­la frazione di Pai. Già da alcu­ni giorni è sta­to aper­to il cantiere che porterà nel pic­co­lo cam­posan­to molti nuovi loculi e colom­bare. «Saran­no cir­ca 153 i nuovi loculi e oltre 66 le colom­bare in più», con­fer­mano dal­l’uf­fi­cio tec­ni­co del Comune, alla pre­sen­za del geome­tra Pier­al­ber­to Sabai­ni il prog­et­tista e diret­tore dei lavori. «Alcune file di loculi ver­ran­no spostate e cre­ate in una zona diver­sa all’at­tuale, di modo che sia i loculi che le colom­bare vengano dis­tanzi­ate dal­la chiesa ded­i­ca­ta a San Gre­go­rio», spie­ga il sin­da­co di Tor­ri Alber­to Vedovel­li. Prog­et­to alla mano, il pri­mo cit­tadi­no ha effet­tua­to un sopral­lu­o­go al cimitero saba­to scor­so assieme ai tec­ni­ci del­l’uf­fi­cio comu­nale e al geome­tra Sabai­ni. «La dura­ta dei lavori», pros­egue Vedovel­li, «sarà di cir­ca quat­tro mesi, dopo di che il cam­posan­to sarà ricon­seg­na­to ai cit­ta­di­ni». Cos­to del­l’­op­er­azione: 250 mil­ioni di lire (129mila euro), come si legge nel­la delib­era dei pri­mi mesi di set­tem­bre, quan­do era sta­to approva­to il prog­et­to defin­i­ti­vo del­l’am­pli­a­men­to cimi­te­ri­ale. Così resterebbe anco­ra da fare solo l’op­er­azione di recu­pero dei preziosi affres­chi del­la Chiesa di San Gre­go­rio, che si tro­va pro­prio all’in­ter­no del cimitero di Pai e a ridos­so dei loculi che ora saran­no spo­sta­ti. La chieset­ta, sec­on­do una tradizione locale, sarebbe la più anti­ca di tut­ta la riv­iera veronese del Gar­da assieme a quel­la denom­i­na­ta «San Zen de l’oselèt» di Castel­let­to di Bren­zone, ed era il luo­go dep­u­ta­to a «veg­liare sul­l’eter­no riposo delle ani­me del­la gente di Pai», come ripor­ta­to anche dal libro edi­to dal­la e dal Cen­tro Stu­di per il ter­ri­to­rio bena­cense e scrit­to dal pro­fes­sor Giu­liano Sala alcu­ni anni fa. La costruzione roman­i­ca infat­ti, risalente con ogni prob­a­bil­ità ai sec­oli XI o XII, con­tiene dei preziosi affres­chi, oggi qua­si total­mente dis­trut­ti dal­l’usura e dalle intem­perie. «Qualche anno fa, mi pare nel 1997», dice il sin­da­co, «ave­va­mo com­pi­u­to il restau­ro del tet­to del­la chiesa ded­i­ca­ta a San Gre­go­rio e ave­va­mo pre­so con­tat­ti con la Sovrin­ten­den­za ai Beni ambi­en­tali di Verona per ottenere il placet al ripristi­no degli affres­chi». Ma da allo­ra ad oggi, nes­suna notizia in mer­i­to è arriva­ta agli uffi­ci comu­nali di Viale Fratel­li Lavan­da. Con il risul­ta­to che, tra poco, prob­a­bil­mente degli affres­chi del­la Chiesa di San Gre­go­rio resterà trac­cia solo nel libro di Giu­liano Sala o nelle men­ti di pochi anziani di Pai. «E pen­sare», con­cldue l’asses­sore di Pai Rita Mena­pace che con la Sovrin­ten­den­za ha un con­to aper­to ormai da molti mesi per le autor­iz­zazioni al restau­ro del­l’al­tra chiesa impor­tante di Pai e cioè quel­la di San Mar­co, «forse potrem­mo anche ottenere dei con­tribu­ti da una ban­ca o dal­la Provin­cia per il recu­pero di questi affres­chi». La Sovrin­ten­den­den­za di Verona è avvisata.

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