La commissione per la regolazione dei livelli decide ma non si sa chi usufruisce dell’acqua del Garda. È la misura limite fissata sopra lo zero idrometrico di Peschiera per evitare che si alzi troppo come è successo nell’autunno scorso

Lago, al massimo 90 centimetri

Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Si è riu­ni­ta a Par­ma, nel­la sede del­l’Au­torità di baci­no del fiume Po, la com­mis­sione per la rego­lazione dei liv­el­li del . Nel grup­po di lavoro — com­pos­to da rap­p­re­sen­tan­ti del min­is­tero dei Lavori pub­bli­ci, del­l’Au­torità di baci­no del fiume Adi­ge, delle Regioni Lom­bar­dia e Vene­to, del­la Provin­cia autono­ma di Tren­to, delle Province di Verona, Bres­cia e Man­to­va e di un espo­nente per i Comu­ni riv­ieraschi verone­si e uno per quel­li bres­ciani — anche il sen­a­tore in qual­ità di rap­p­re­sen­tante dei sin­daci scaligeri. «Com­pi­to del­la com­mis­sione», scrive l’onorev­ole del­la Lega Nord e vice sin­da­co di Peschiera ai pri­mi cit­ta­di­ni del­la Riv­iera degli Olivi «è quel­lo d’in­di­vid­uare sce­nari e con­seguen­ti pos­si­bili soluzioni di tipo tec­ni­co, recu­peran­do dati e infor­mazioni di base rel­a­tivi alle uti­liz­zazioni irrigue in ter­mi­ni di con­ces­sioni, di super­fi­ci irri­ga­bili e del­la sus­sis­ten­za di even­tu­ali sub con­ces­sioni». «I risul­tati sino ad oggi ottenu­ti sono però lim­i­tati», ammette il sen­a­tore che indi­vid­ua tra le cause del rilen­to dei lavori l’ingeg­nere Gae­tano Quar­ta, capo del Nucleo oper­a­ti­vo del Mag­is­tra­to alle acque di Man­to­va. Diri­gente fat­to ogget­to di mille critiche nel­l’au­tun­no scor­so durante la lagheg­gia­ta che ha mes­so in ginoc­chio più di un paese riv­ieras­co e per il quale lo stes­so onorev­ole ave­va chiesto in mar­zo, in una inter­rogazione riv­ol­ta ai min­istri di Grazia e gius­tizia, del­l’In­ter­no e del­l’Am­bi­ente, la rimozione dal­l’in­car­i­co. «Quar­ta nega l’ev­i­den­za, inter­viene a lun­go e sof­fre per la pre­sen­za di per­sone che giu­di­ca incom­pe­ten­ti nelle riu­nioni del­la Com­mis­sione», alza il tiro Chin­car­i­ni sbalordi­to per l’in­ca­pac­ità degli organi com­pe­ten­ti di fornire un quadro chiaro e lin­eare delle varie con­ces­sioni. «E’ assur­do ma allo sta­to attuale dopo infi­nite dis­cus­sioni abbi­amo appu­ra­to che le uniche con­ces­sioni certe riguardano l’Enel e risal­go­no al 1933. Altro al momen­to non è dato conoscere». «In prat­i­ca», spie­ga l’onorev­ole del­la Casa delle Lib­ertà «non si riesce ad avere una lista com­ple­ta dei fruitori del­l’ac­qua del Gar­da stante la pre­sen­za di una serie di sub con­ces­sioni di cui si è per­sa trac­cia». Una situ­azione para­dos­sale che non può far med­itare sul­la ges­tione del­l’in­tero sis­tema Gar­da inter­con­nes­so a l’Adi­ge, il Po, i tre laghi di Man­to­va, il Sar­ca, impianti idroelet­tri­ci e l’idrovia Fis­sero Tar­taro. Il tut­to anco­ra al momen­to sogget­to al con­trol­lo ed al parere di ben dieci enti diver­si anche se le recen­ti dis­po­sizioni attua­tive del­la legge Bas­sani­ni han­no trasfer­i­to alla e Vene­to le com­pe­ten­ze in mate­ria di demanio idri­co e di dife­sa del suo­lo. Tra tante incertezze la Com­mis­sione ha comunque fis­sato una rego­la tem­po­ranea: il liv­el­lo mas­si­mo autun­nale del più grande lago d’I­talia non dovrà tas­sati­va­mente super­are i 90 cen­timetri sopra lo zero idro­met­ri­co di Peschiera. Un lim­ite uffi­ciosa­mente già in vig­ore da tem­po ma dis­at­te­so come dimostra la lagheg­gia­ta di fine duemi­la. La prossi­ma riu­nione del­la Com­mis­sione, con­vo­ca­ta per l’8 otto­bre, dovrà invece indi­care quan­ti metri cubi d’ac­qua in usci­ta dal Gar­da si dovran­no garan­tire ai con­ces­sion­ari del­la provin­cia di Man­to­va per le effet­tive neces­sità d’irrigazione.