Nessuna crisi o emergenza per il turismo gardesano a seguito della crisi idrica generale che investe tutti i laghi prealpini.

Lago di Garda. Nessuna emergenza.

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Di Luca Delpozzo

Nes­suna crisi o emer­gen­za per il tur­is­mo garde­sano a segui­to del­la crisi idri­ca gen­erale che investe tut­ti i laghi prealpini.Infatti, anche se il lago reg­is­tra oggi, un + 16 cen­timetri sopra lo zero idro­met­ri­co di Peschiera (il min­i­mo stori­co è sta­to nel set­tem­bre 2003 con un + 8 cm), nes­sun pregiudizio viene arreca­to all’uso tur­is­ti­co delle acque del Gar­da: bal­neazione, vela, surf, sci nau­ti­co, da dipor­to, ecc. pos­sono essere rego­lar­mente prat­i­cati. Va cer­ta­mente ris­er­va­ta la dovu­ta atten­zione agli scogli affio­ran­ti (che si con­cen­tra­no in pic­cole aree del bas­so lago) da parte di chi nav­i­ga e alla pro­fon­dità effet­ti­va­mente esistente nei pun­ti scelti dagli aman­ti del tuffo in acqua.Anche la nav­igazione pub­bli­ca effet­tua tut­ti i servizi in piena armo­nia con gli orari e le corse sta­bilite: soltan­to gli alis­cafi sono sta­ti sos­ti­tu­iti con i cata­ma­rani, anch’essi mezzi veloci ma con un pescag­gio inferiore.Basta soltan­to ricor­dare alcu­ni dati fisi­ci per inquadrare e bene com­pren­dere la situ­azione: il , con 370 Km2, 50 Km3 di acqua, una pro­fon­dità media di cir­ca 135 m, può asso­lu­ta­mente sop­portare, sen­za dan­no alcuno per il tur­is­mo, un’oscillazione idri­ca di 60–70 cm, per­ché queste sono le mis­ure di cui trat­tasi e ogget­to di escur­sione. Diver­sa, invece è la situ­azione per l’uso agri­co­lo e indus­tri­ale, i cui set­tori sono sì forte­mente penal­iz­za­ti. Ma questo è un altro problema.

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