Lago di Garda: si al progetto per la depurazione della sponda bresciana

19/03/2016 in Attualità
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Di Redazione

L’attuale rete di col­let­ta­men­to del lago di Gar­da, divi­so tra tre Province e due Regioni, è cos­ti­tui­ta da un sis­tema ad anel­lo che con­voglia le acque reflue dei Comu­ni in spon­da bres­ciana e in spon­da veronese all’impianto di depu­razione di Peschiera del Gar­da, un sis­tema che in questi ulti­mi anni sta evi­den­zian­do sem­pre più i pro­pri limiti.

La neces­sità di rivedere l’intero sis­tema – ha dichiara­to il Pres­i­dente del­la Provin­cia di Bres­cia, Pier Lui­gi Mot­tinel­li – ormai data­to e soprat­tut­to non più adegua­to allo svilup­po demografi­co e urban­is­ti­co di un’area a forte vocazione tur­is­ti­ca, ha por­ta­to, nel cor­so degli anni, l’Ufficio d’Ambito, su sol­lecitazione di e dei Sin­daci del­la zona, a esam­inare più soluzioni, con l’obiettivo di rifare intera­mente il col­let­tore fog­nario in spon­da bres­ciana elim­i­nan­do la con­dot­ta sub­lacuale che con­voglia i reflui di  Tig­nale, Toscolano e Salò al col­let­tore in spon­da veronese”.

Anche con il coin­vol­gi­men­to dell’ATO veronese e la cos­ti­tuzione dell’Asso­ci­azione Tempo­ranea di Scopo Gar­da ambi­ente, si è giun­ti a definire l’ipotesi di inter­ven­to, che prevede il col­let­ta­men­to del­la spon­da bres­ciana del lago a un nuo­vo depu­ra­tore, che si intende costru­ire nell’area dell’attuale depu­ra­tore di Visano, con il man­ten­i­men­to del con­voglia­men­to al depu­ra­tore di Peschiera dei soli comu­ni di Desen­zano e Sirmione, una soluzione che Gar­da Uno ha recen­te­mente svilup­pa­to con il prog­et­to preliminare.

Il prog­et­to – ha con­clu­so il Pres­i­dente Mot­tinel­li – prevede la real­iz­zazione di cir­ca 80 km di col­let­tori che col­legher­an­no i comu­ni da Tig­nale a Padenghe al depu­ra­tore di Visano e la real­iz­zazione del col­let­tore da Visano al lago. Si trat­ta di un’opera impor­tante che andrà a miglio­rare la qual­ità delle acque del lago di Gar­da, un pat­ri­mo­nio nat­u­rale che va tutelato”.

Sul pun­to ha con­corda­to anche Daniela Ger­ar­di­ni, Pres­i­dente del Con­siglio di Ammin­is­trazione dell’Ufficio d’Ambito: “Nel Con­siglio di oggi abbi­amo con­di­vi­so l’ipotesi prog­et­tuale svilup­pa­ta da Gar­da Uno, che dunque entra a pieno tito­lo nel Piano d’Ambito dell’ATO. Si trat­ta ovvi­a­mente di un’opera che richiederà un impeg­no finanziario molto ril­e­vante. Aus­pi­co dunque che ques­ta nos­tra deci­sione rap­p­re­sen­ti il viati­co per la con­ces­sione dei finanzi­a­men­ti nec­es­sari che il Min­is­tero dell’Ambiente si è impeg­na­to a con­sid­er­are, con il press­ing dei par­la­men­tari bres­ciani, pro­prio in ragione del con­testo nat­u­rale interessato”.

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