Continua questa sera e domani il salotto in piazza Malvezzi, dalle 21.

Un lago di incontri a Desenzano: tanti ospiti per “La Gardesana”

Di Francesca Gardenato

La piaz­za, da sem­pre luo­go d’incontri e dibat­ti­ti cul­tur­ali, a Desen­zano del Gar­da accoglie il nuo­vo for­mat “La Garde­sana — Un lago di incon­tri”, talk-show all’italiana, ispi­ra­to a trasmis­sioni storiche come “Mau­r­izio Costan­zo Show”. Dal 10 al 13 set­tem­bre, ogni sera si par­la del­la “Bellez­za” in piaz­za Malvezzi (Palaz­zo Tode­s­chi­ni, se piove) per la pri­ma edi­zione del­la rasseg­na volu­ta dal­la Fon­dazione , con il patrocinio e il con­trib­u­to di Comune e Cam­era di com­mer­cio.

Un mini­ci­clo a ingres­so libero, ogni sera dalle 21, con vari ospi­ti moderati dal gior­nal­ista Gio­van­ni Terzi e accom­pa­g­nati al pianoforte dal M° Fab­rizio Paler­mo. Come si con­fà a un salot­to cul­tur­ale. Un’oretta di chi­ac­chiere a cielo aper­to: «sul­la Bellez­za, tema ispi­ra­tore dell’evento», spie­ga Gio­van­ni Terzi, ideatore del for­mat. Come doman­da e spun­to di rif­les­sione, viene pos­ta l’affermazione del Principe Miskin (da “L’idiota”) di Dos­to­evskij: “La bellez­za salverà il mon­do?

«È il fil rouge di ques­ta edi­zione: anal­iz­za­ta sot­to diver­si pun­ti di vista, è una bellez­za che può essere riscop­er­ta e ritrova­ta nelle pic­cole cose quo­tid­i­ane, una bellez­za in gra­do di coin­vol­gere ogni aspet­to del­la nos­tra vita. Una bellez­za che è quel­la del lago di Gar­da, luo­go magi­co che da sec­oli affasci­na poeti e scrit­tori, o del­la paro­la con i suoi sig­ni­fi­cati mutevoli».

Sul­la paro­la si è con­cen­tra­to il dibat­ti­to di aper­tu­ra, mart­edì sera. Un pour-par­ler tra gli ospi­ti, giun­to al ter­mine mal­gra­do le pre­vi­sioni meteo, ma sen­za una reale con­clu­sione. Sul pal­co, il can­tau­tore e musicista Mario Lavezzi e, anche ideatori dell’evento, la scrit­trice desen­zanese Camil­la Bare­sani e il gior­nal­ista del Cor­riere del­la Sera Giuseppe Di Piaz­za. A sig­illo del­la pri­ma pun­ta­ta, l’intramontabile “Can­zone del sole”, omag­gio al grande Lucio Bat­tisti. «È sta­to il mio mae­stro», ha det­to il can­tau­tore. Dopo aver ese­gui­to a sor­pre­sa la sua ver­sione live, voce e chi­tar­ra, di “Angeli Sporchi” (ovvero “Vita” inter­pre­ta­ta da Moran­di e Dal­la), Lavezzi ha volu­to ren­dere omag­gio a uno dei ‘padri’ del­la musi­ca ital­iana. Tra citazioni, aned­doti, video e alcu­ni flash ogni ospite si è fat­to tes­ti­mone di una bellez­za in con­tin­uo divenire. Del resto, citan­do J.Milton, “La bellez­za è la mon­e­ta del­la natu­ra, non bisogna accu­mu­la­rla ma far­la cir­co­lare”. Come in perenne viag­gio sono le parole («incrostazioni di sig­ni­fi­cati», le definisce Bare­sani) attra­ver­so i sec­oli, con la loro forza evoca­ti­va e i loro cam­bi di sen­so, nel­la boc­ca o nel­la pen­na di chi le usa. C’è chi i ter­mi­ni li ha coniati, nel­la musi­ca o nel­la let­ter­atu­ra: Celen­tano e D’Annunzio ne sono maestri. Emblem­ati­co il video del Lon­fo di Gigi Proi­et­ti. C’è pure chi rein­ven­ta, chi attinge dal lin­guag­gio del web o da idio­mi stranieri. I neol­o­gis­mi entra­no nel quo­tid­i­ano. Le nuove tec­nolo­gie han­no cam­bi­a­to il modo di scri­vere e il peso delle parole, spes­so abusate o strop­ic­ciate. Dalle let­tere all’amata a un sms (o un tweet) la comu­ni­cazione è assai cam­bi­a­ta, eppure non c’è paro­la più eter­na dell’amore. E tra un mod­er­no “tvb” e un più clas­si­co “ti voglio bene” il pub­bli­co del­la Garde­sana non rin­nega la tradizione.

Dopo la paro­la e la bellez­za del male (ieri, con lo psichi­a­tra Mas­si­mo Picozzi e l’avvocato Anna­maria Bernar­di­ni de Pace, lo scrit­tore Mar­co Cesati Cassin e il gior­nal­ista Gian­lui­gi Nuzzi), restano due ser­ate del­la Garde­sana: “alla ricer­ca del­la bellez­za” (ques­ta sera) con l’astronauta Pao­lo Nespoli, Livia Pomodoro, Ste­fa­nia Roc­ca, Fabio Novem­bre, Ste­fano Zec­chi e Car­lo Capasa, per finire con la rif­les­sione clou (e l’attesa rispos­ta) “la bellez­za ci salverà?” (ven­erdì 13), insieme a don Anto­nio Mazzi, Francesca Lanci­ni, Lucio Pres­ta e Umber­to Brin­dani.