Continua il calo e la Navigarda sostituisce le corse di aliscafi con i catamarani, dal pescaggio più ridotto

Lago, livelli in picchiata

Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

in cadu­ta lib­era. La man­can­za di pre­cip­i­tazione piovose, il gran cal­do, l’al­ta evap­o­razione ma soprat­tut­to il deflus­so di acqua dal­la diga di Salionze sono le cause di un Benà­co sem­pre più basso.Ieri il più grande lago d’Italia reg­is­tra­va sul­la colon­ni­na di Por­ta Verona, a Peschiera, 20 cen­timetri sopra lo zero idro­met­ri­co. In prat­i­ca il Gar­da perde ogni giorno più di un cen­timetro avvic­i­nan­dosi alla soglia d’allarme pos­ta attorno a quo­ta +10.Una situ­azione, al momen­to anco­ra sot­to con­trol­lo, anche se poi c’è da reg­is­trare che da oggi la ha deciso di sos­ti­tuire le corse degli alis­cafi, mezzi nau­ti­ci che han­no bisog­no di un mag­gior pescag­gio, con i cata­ma­rani. Un seg­nale, min­i­mo mag­a­ri, ma comunque non cer­to indi­ca­tore di una situ­azione facile. «Dal pun­to di vista prati­co non cam­bia nul­la», tran­quil­liz­za comunque il diret­tore del­la Nav­i­gar­da Mar­cel­lo Cop­po­la. «L’attracco ai moli delle sponde bena­cense è garan­ti­to ovunque e per i tur­isti in gita sul Gar­da non si reg­is­tra alcun tipo di disagio».A fronte dei +20 sopra lo zero idro­met­ri­co c’è anche da reg­is­trare l’uscita nel Min­cio, dal­la diga di Salionze per irri­gare la cam­pagna man­to­vana, di 64 metri cubi d’acqua al sec­on­do. «Sarà così fino a domani (oggi per chi legge, ndr), poi dal 1 al 3 agos­to si scen­derà a 58 metri cubi d’acqua al sec­on­do», illus­tra Pier , seg­re­tario del­la . «Nel caso il lago scen­desse a +5, si chi­ud­ereb­bero ulte­ri­or­mente i “rubi­net­ti” del man­u­fat­to rego­la­tore, ver­san­do nel Min­cio 15 metri cubi d’acqua al sec­on­do. Il tut­to sec­on­do un accor­do già deciso tra l’Aipo e i con­sorzi degli agri­coltori», riv­ela Ceresa.Consorzi che, a ben vedere, vor­reb­bero trasfor­mare il lago di Gar­da in uno scol­ma­tore per irri­gare la cam­pagna vir­giliana. Il moni­to arri­va dai sin­daci del­la cos­ta bena­cense, riu­ni­ti su inizia­ti­va del­la Comu­nità del Gar­da e con­trari alla ven­ti­la­ta ipote­si di uti­liz­zare nei mesi autun­nali l’acqua del­l’Adi­ge, medi­ante la gal­le­ria Mori-Tor­bole, per alzare il lago in vista del­la sta­gione irrigua 2008. In prat­i­ca il più grande lago d’Italia diven­terebbe un ser­ba­toio d’acqua per l’agricoltura a valle. L’idea dei man­to­vani è sta­ta riv­e­la­ta alla stes­sa Comu­nità del Gar­da da Lui­gi Mille, diret­tore del­l’Aipo, l’agenzia inter­re­gionale per il fiume Po dal­la quale dipen­dono le sor­ti del Gar­da. Una pro­pos­ta che ha avu­to il mer­i­to di com­pattare le ammin­is­trazioni lacus­tri con­trarie solo al pen­siero di una sim­i­le sug­ger­i­men­to. Il moti­vo? I pri­mi cit­ta­di­ni temono non solo il peg­gio­ra­men­to del­la qual­ità delle acque, ma anche l’abbassamento del­la tem­per­atu­ra che met­terebbe in peri­co­lo la fun­zione ter­more­go­la­trice eserci­ta­ta dal lago a ben­efi­cio del­l’in­tera regione che ben­e­fi­cia di un cli­ma sub-mediterraneo.Il prob­le­ma di fon­do rimane comunque la caren­za d’acqua, dovu­ta alla sic­c­ità e alla scar­sità di pre­cip­i­tazioni anche nevose. E in questo peri­o­do del­la sta­gione è forte la doman­da degli agri­coltori man­to­vani che devono irri­gare decine di migli­a­ia di ettari di col­ture. Sul ver­sante oppos­to ci sono le prob­lem­atiche col­le­gate all’in­dus­tria del tur­is­mo e la neces­sità di tenere i liv­el­li del Gar­da sopra una cer­ta soglia di sicurez­za anche per la pub­bli­cazione. Rispet­to allo stes­so peri­o­do del­lo scor­so anno il Gar­da è più bas­so di 18 cen­timetri. Pres­soché uguale invece il con­fron­to con l’es­tate del 2005: + 22. Vale però la pena di ricor­dare che il min­i­mo stori­co si reg­istrò il 15 set­tem­bre del 2003 con il lago di Gar­da a quo­ta +8 dal­lo zero idro­met­ri­co. Nel caso il liv­el­lo arrivasse a 0 cen­timetri la super­fi­cie lacus­tre sarebbe così bas­sa che l’ac­qua non defluirebbe più spon­tanea­mente nel fiume Min­cio. Sem­pre a liv­el­lo sta­tis­ti­co il mas­si­mo stori­co d’al­tez­za del Benà­co è sta­to reg­is­tra­to il 29 giug­no 1879 con +217. Il mas­si­mo nel “peri­o­do rego­la­to”, il 13 novem­bre 1960 con + 212.Va tenu­to pre­sente però come dal 1950 sia in fun­zione a Peschiera lo sbar­ra­men­to arti­fi­ciale, meglio noto come diga di Salionze che per­me­tte di rego­lare il lago mod­u­lan­do le para­toie a pre­sidio del fiume Min­cio e dei canali, Vir­gilio e Seri­o­la che ser­vono per l’ir­rigazione delle cam­pagne mantovane.Il Con­siglio supe­ri­ore dei Lavori Pub­bli­ci nel 1965 ha deciso che in via ordi­nar­ia la soglia di al-larme è pos­ta a +15 cen­timetri per il min­i­mo e a + 140 per il mas­si­mo. In casi eccezion­ali i lim­i­ti sono spos­ta-ti a ‑5 e a +150. S.J.