Sul Garda delegazione di professori della scuola di cucina del Sichuan. In programma stage incrociati con allievi di un istituto asiatico

L’Alberghiero guarda alla Cina

04/11/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
se.za.

All’al­berghiero Cate­ri­na de’ Medici di Gar­done Riv­iera è arriva­ta una nuo­va del­egazione di pro­fes­sori cine­si, del­l’is­ti­tu­to supe­ri­ore di cuci­na del Sichuan, che si tro­va a Cheng­du, cit­tà di dieci mil­ioni di abi­tan­ti, cap­i­tale del­la provin­cia. Divisa in due cam­pus (Bei Xiang Zhi e Qing Jiang Dong Lu), su un’area di 41mila metri qua­drati, la scuo­la è orga­niz­za­ta in cinque dipar­ti­men­ti: cuci­na cinese, del­l’Ovest, man­ag­er di hotel, lingue straniere, arti. Accoglie 3.500 stu­den­ti (i dor­mi­tori sono in gra­do di ospi­tarne sta­bil­mente 2.300), e, in otto cen­tri, tiene cor­si pro­fes­sion­ali per 500 adul­ti dis­oc­cu­pati. Dal ’94 è col­le­ga­ta a un col­le­gio francese, col quale effet­tua scam­bi di inseg­nan­ti e stu­den­ti. L’al­tra sera, nel cor­so di una cena uffi­ciale cui han­no parte­ci­pa­to anche fun­zionari del Provved­i­tora­to di Bres­cia, il cuo­co Huang Weib­ing, uno dei capi-del­egazione, ha spie­ga­to a Clau­dio Maz­za­cani, pre­side del­l’Al­berghiero (800 allievi tra Gar­done Riv­iera e la sede stac­ca­ta di Desen­zano), che i cine­si vor­reb­bero effet­tuare stage sul del­la dura­ta di tre mesi. Per con­tro Maz­za­cani ha ricorda­to che i ragazzi del «Cate­ri­na de’ Medici» sono andati a lavo­rare un po’ ovunque, nel­l’am­bito di prog­et­ti finanziati dal­la Comu­nità euro­pea, con­ven­zioni stip­u­late con catene e strut­ture alberghiere, col­lab­o­razioni con enti locali. E, ora, c’è l’in­ter­esse a sbar­care in Cina, con stage di tre set­ti­mane. Bisogn­erà trovare gli spon­sor in gra­do di dare una mano nel coprire le spese di viag­gio (quelle di sog­giorno sareb­bero a cari­co delle famiglie ospi­tan­ti). «Mi fa piacere che una scuo­la pic­co­la come la nos­tra pos­sa dare idee e con­clud­ere accor­di con una grande come la vos­tra ‑ha det­to Maz­za­cani-. Abbi­amo 34 clas­si e siamo dis­posti a man­darvele tutte, una alla vol­ta. Il Cate­ri­na de’ Medici è sor­to nel 1961 (allo­ra si chia­ma­va Vil­la Alba), pri­mo isti­tu­to alberghiero del­l’in­tera Lom­bar­dia, tra i pri­mi 20 d’I­talia. Adesso ce ne sono 300. Inoltre pos­si­amo vantar­ci di avere ben sette chef tra i migliori 15 del­la nazione. Lo affer­mano le guide Miche­lin, del­l’E­spres­so e del Gam­bero rosso». Nei prossi­mi giorni la del­egazione arriva­ta da Cheng­du, com­pren­dente anche inseg­nan­ti di cor­si di elet­tron­i­ca, mec­ca­ni­ca, tes­sile e sul­l’am­bi­ente, vis­iterà altre scuole: a Ossana, in val di Sole (Trenti­no); a Como («Il Seti­fi­cio» e la «Mag­istri Comaci­ni»; a Verona, ecc. Il grup­po avrebbe volu­to recar­si pure a Sas­suo­lo, per vis­itare una fab­bri­ca di ceramiche, ma nes­suno degli impren­di­tori con­tat­tati ha accetta­to. Nem­meno il tem­po di alzare la cor­net­ta e di ascoltare la richi­es­ta, da parte del­l’a­gen­zia viag­gi, e quel­li met­te­vano giù il tele­fono. Ter­ror­iz­za­ti nel sen­tire «odore di Cina» che, con un mil­iar­do e 300 mil­ioni di abi­tan­ti, sta met­ten­do a dura pro­va la nos­tra econo­mia e ha manda­to fuori mer­ca­to molte aziende italiane.

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