Il sodalizio, da anni impegnato per la valorizzazione del territorio, lancia un appello al Comune per gli interventi di restauro Il Centro turistico giovanile: «Senza progetti si rischia di perdere i finanziamenti europei»

L’allarme del Ctg: «Ultimo treno per salvare il forte»

02/10/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Camilla Madinelli

In fat­to di sto­ria, mon­u­men­ti e tes­ti­mo­ni­anze artis­tiche Riv­o­li non ha da invidiare mete più conosciute. La vit­to­riosa battaglia che Napoleone com­bat­tè qui nel 1797 è sen­za dub­bio il mar­chio più famoso, che ha por­ta­to fino a Pari­gi il nome di Riv­o­li, e la sto­ria napoleon­i­ca è ben doc­u­men­ta­ta e tes­ti­mo­ni­a­ta dal che si tro­va in cen­tro paese. Ma a Riv­o­li gli scavi sul­la Roc­ca han­no anche por­ta­to alla luce reper­ti preis­tor­i­ca, c’è la chieset­ta di San Michele a Gaium, del XII sec­o­lo, men­tre il forte Wohlge­muth tes­ti­mo­nia la più tar­da vocazione del­la Val d’Adige a luo­go mil­itare e di for­ti­fi­cazioni. E poi anco­ra le cor­ti, la casa del botan­i­co Cal­zo­lari, la caser­ma Masse­na, l’ex polver­iera… Ma il tur­is­mo sten­ta a decol­lare, anche se da tem­po gli ammin­is­tra­tori pub­bli­ci cer­cano di dar­gli la gius­ta spin­ta. «Riv­o­li nasconde poten­zial­ità che aspet­tano soltan­to di essere svilup­pate», dice Mau­r­izio Deli­bori, respon­s­abile del cen­tro tur­is­ti­co gio­vanile Ctg Monte . «Non par­lo solo di gran­di opere, ma anche di ordi­nar­ia ammin­is­trazione vol­ta alla val­oriz­zazione tur­is­tic. Per esem­pio, la seg­nalet­i­ca tur­is­ti­ca è davvero scarsa. La pic­co­la chiesa di Gaium, o meglio quel­lo che ne è rimas­to, sagres­tia e cam­panile, si trovano in una zona pae­sag­gis­ti­ca e ambi­en­tale bel­lis­si­ma, ma tut­ta da riva­l­utare. Il Comune poi», dice Deli­bori, «deve asso­lu­ta­mente insis­tere con la Sovrin­ten­den­za ai beni stori­ci e artis­ti­ci affinché fac­cia presto un inter­ven­to di recu­pero. La Sovrin­ten­den­za inter­venì già cir­ca cinquant’anni fa, ora è tem­po che por­ti avan­ti l’opera con un altro restau­ro». Sec­on­do il respon­s­abile del Ctg Monte Bal­do qual­cosa si può e si deve fare anche per la zona arche­o­log­i­ca del­la Roc­ca: «Anche in questo caso i cartel­li sono scar­si e il sen­tiero non è più ben trac­cia­to. L’area deve avere pan­nel­li che spiegh­i­no i pun­ti pre­cisi dei ritrova­men­ti, illus­tri­no i reper­ti e ren­dano la zona inter­es­sante anche al tur­ista che sale sen­za una gui­da. Ora sul­la Roc­ca, eccezionale pun­to di vista sull’intera valle, c’è il nul­la. I mate­ri­ali che lì sono sta­ti ritrovati, come i vasi in coc­cio a boc­ca quadra­ta, giac­ciono abban­do­nati nelle can­tine del Comune. Anche una mostra tem­po­ranea in occa­sione di qualche man­i­fes­tazione in paese potrebbe val­oriz­zarli, nell’attesa di trovare una col­lo­cazione muse­ale fis­sa». Oltre alla seg­nalet­i­ca tur­is­ti­ca, a pan­nel­li e opus­coli infor­ma­tivi e a sem­pli­ci lavori di sis­temazione di sen­tieri, il Ctg rilan­cia prog­et­ti di più ampio respiro, anche per non perdere l’ultimo treno nel­la cor­sa agli stanzi­a­men­ti europei per lo svilup­po di inizia­tive tur­is­tiche e cul­tur­ali. «Nell’arco dei prossi­mi tre anni l’Unione euro­pea ridur­rà i finanzi­a­men­ti per l’Italia e non ci sarà più la pos­si­bil­ità di affi­dar­si a questi preziosi con­tribu­ti», con­tin­ua Deli­bori. «Sarebbe un pec­ca­to spre­care i finanzi­a­men­ti ora disponi­bili, per­ché Riv­o­li ha mol­ta stra­da anco­ra da per­cor­rere: una col­lab­o­razione con l’ potrebbe val­oriz­zare il forte e la polver­iera stes­sa può offrire nuovi spazi. Ser­vono però prog­et­ti pre­cisi e idee chiare, che a mio avvi­so pos­sono essere for­ni­ti da per­sone esperte del­la mate­ria e che conoscono la realtà e le esi­gen­ze del ter­ri­to­rio. Chiedo al Comune», con­clude Deli­bori, «di val­utare l’idea di una com­mis­sione ester­na, com­pos­ta da per­sone che gra­tuita­mente met­tano a dis­po­sizione del­la comu­nità espe­rien­za e com­pe­ten­za. Basterebbe un pri­mo incon­tro per capire subito la fat­tibil­ità del­la cosa, le energie da met­tere in cam­po e le strade da per­cor­rere insieme».

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