Il livello del Garda, pur basso, non desta ancora preoccupazione fra gli esperti

L’allarme fra 45 milioni di metri cubi d’acqua

28/12/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Il liv­el­lo del­l’ac­qua del Gar­da, pur bas­so in rap­por­to alla sta­gione, non des­ta alcu­na pre­oc­cu­pazione nel­la pat­tuglia di esper­ti incar­i­cati di mon­i­torare il baci­no. Lo affer­ma Vin­cen­zo Ces­chi­ni, geol­o­go e vicepres­i­dente del­la , che fir­ma sul­l’ul­ti­mo numero del notiziario del­l’ente, un arti­co­lo sul­la dis­ci­plina del­l’in­va­so. Il liv­el­lo in questi giorni è fer­mo a più 27 cen­timetri sul­lo zero di Peschiera (che a sua vol­ta cor­risponde a 64 metri sul liv­el­lo del mare). Sec­on­do gli accor­di sot­to­scrit­ti quan­do venne costru­ito lo sbar­ra­men­to di Salionze, che di fat­to trasfor­ma il Gar­da in un baci­no arti­fi­ciale, il min­i­mo asso­lu­to è fis­sato a più 15, sem­pre sul­lo zero idro­met­ri­co: il Gar­da può quin­di scen­dere di altri 12 centimetri.Siccome un cen­timetro di liv­el­lo equiv­ale a 3,7 mil­ioni di metri cubi d’ac­qua, potran­no essere immes­si nel lago anco­ra qua­si 45 mil­ioni di metri cubi. Il peri­o­do ann­uo di mas­si­mo pre­lie­vo si reg­is­tra fra mag­gio ed agos­to, quan­do mag­giore è la sete delle cam­pagne del man­to­vano, e da quel pun­to di vista non ci sono prob­le­mi. Ces­chi­ni anzi indi­ca due motivi per essere rel­a­ti­va­mente sod­dis­fat­ti del­l’at­tuale liv­el­lo. In pri­mo luo­go è pos­si­bile guardare ai mesi del­la pri­mav­era, con­trasseg­nati dal dis­ge­lo e dal mas­si­mo appor­to degli afflu­en­ti, in tut­ta tran­quil­lità: il mas­si­mo è fis­sato a 140 cen­timetri sopra lo zero, e ci vor­ran­no quin­di più di 400 mil­ioni di metri cubi — qua­si un dec­i­mo di tut­ta l’ac­qua con­tenu­ta nel lago — pri­ma di arrivare a liv­el­li di allarme. In sec­on­do luo­go le più mod­erne navi del­la flot­ta , i cata­ma­rani, pes­cano molto meno del «vec­chi» bat­tel­li ad eli­ca e quin­di non han­no dif­fi­coltà di alcun genere nelle loro manovre. Uni­co incon­ve­niente è cos­ti­tu­ito dal­la fanghiglia che s’ac­cu­mu­la più abbon­dante dove la poca acqua tende a ristagnare e a qualche scari­co di fog­natu­ra nel bas­so lago che, mes­so allo scop­er­to, crea indub­bi dis­a­gi. Ma, seg­nala Ces­chi­ni, da questo pun­to di vista i prob­le­mi aut­en­ti­ci ver­ran­no negli anni avvenire. Fino­ra infat­ti l’ac­qua del lago è servi­ta sem­pre e solo per scopi irrigui, e, in pic­col­is­si­ma parte, idroelet­tri­ci. Ma la richi­es­ta di acqua pota­bile in con­tin­uo aumen­to per tut­ta la pia­nu­ra padana, prospet­ta come prob­a­bile la dis­tribuzione negli acque­dot­ti pota­bili del­l’ac­qua del Gar­da, che le anal­isi con­fer­mano qua­si ovunque per­fet­ta­mente bevi­bile. Ne con­segue un aumen­to d’im­por­tan­za del­la com­mis­sione liv­el­li alla quale viene asseg­na­to anche il com­pi­to di vig­i­lare sul­la qual­ità delle acque. Recen­te­mente, pro­prio la com­mis­sione liv­el­li ha pro­pos­to di innalzare a più 30 il min­i­mo: con 15 cen­timetri d’ac­qua in più, qualche scari­co rimar­rebbe nascosto.