Maria Luisa Crosina domani sera racconta al pubblico della Rocca il mito, l'arte e gli usi gardesani della nota pianta

L’alloro: simbolo di gloria e medicina portentosa

24/10/2002 in Cultura
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Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Pro­tag­o­nista in tavola non meno che in far­ma­cia, sim­bo­lo d’onore e di pro­fezia, ha cin­to il capo a gente som­ma, che d’al­tro can­to non ha mai pen­sato di dormir­ci sopra: è l’al­loro, nat­u­ral­mente, stra­or­di­nar­ia pianta d’o­rig­ine asi­at­i­ca, dal­la sto­ria anti­ca e dai sim­boli pluri­mi, che predilige gli ambi­en­ti mediter­ranei, ma che bene dimo­ra anche sul­la riv­iera garde­sana. Pianta sacra ad Apol­lo (che in essa vide tra­mu­tar­si l’a­ma­ta Dafne), bel­lis­si­ma nel­l’aspet­to, gen­erosa d’aro­ma e di virtù: a par­larne, domani sera alle 20.30 in Roc­ca, in una con­feren­za a cav­al­lo tra la far­ma­co­pea più empir­i­ca e la dis­ser­tazione più col­ta e piacev­ole, sarà , stu­diosa di grande spes­sore e chiarez­za, che ama spaziare tra sto­ria, filosofia, sim­bolo­gia, let­ter­atu­ra, arti in genere. Appun­ta­men­to da non perdere, dal quale si potrà uscire anche strin­gen­do tra le mani un vaset­to di quel­l’o­lio d’al­loro dai poteri ter­apeu­ti­ci (prepara­to seguen­do le indi­cazioni di un’an­ti­ca ricetta e offer­to al pub­bli­co) che anche a Riva del Gar­da, come in tut­to il Gar­da, si è estrat­to fino all’inizio del sec­o­lo scorso.Il tito­lo del­la ser­a­ta (pro­gram­ma­ta, in col­lab­o­razione con il Comune, dal di Scien­ze Nat­u­rali di Tren­to, all’in­ter­no del­la mostra sulle spezie cura­ta da Fioren­za Tisi) dà la misura di quali affasci­nan­ti ambiti si andrà a esplo­rare: «Il sacro alloro, mito, arte e impieghi nel Gar­da». E sulle moltepli­ci pro­pri­età medica­men­tose del­la pianta sacra ad Apol­lo, attes­tate nel­l’an­ti­chità, ma anco­ra oggi riconosciute in far­ma­cia, Crosi­na dice: «Se Plinio, nel­la sua “Sto­ria Nat­u­rale”, cita moltissi­mi malan­ni con­tro cui il decot­to d’al­loro è rime­dio effi­cace (si va dal­la cura di vesci­ca e utero, a quel­la delle mor­si­ca­ture velenose, da rime­dio con­tro la tosse, ten­dini­ti, male d’orec­chio, a med­i­c­i­na por­ten­tosa con­tro la stes­sa sor­dità…), non scor­diamo che anco­ra nel 1837 Roques con­sigli­a­va le sue tisane come ecc­i­tan­ti del sis­tema diger­ente, per rialzare il tono gen­erale del­l’or­gan­is­mo e per riat­ti­vare la cir­co­lazione; alcu­ni vec­chi medici uti­liz­za­vano il decot­to o la pol­vere delle foglie perfi­no in pre­sen­za di pare­si. Anco­ra oggi, comunque, nei testi spe­cial­iz­za­ti mod­erni, l’al­loro viene indi­ca­to come vali­do sti­molante delle vie intesti­nali, del­l’ap­peti­to, nei casi di ane­mia, di amenor­rea da ato­nia e nei dis­tur­bi leg­geri di natu­ra ner­vosa. Il decot­to delle foglie, mesco­la­to ai bag­ni, è for­ti­f­i­cante per i bam­bi­ni malati e deboli, alle­via le mial­gie e i dolori reumati­ci, si mostra anche indi­ca­to, così come le foglie polver­iz­zate, in pre­sen­za di piaghe tor­pi­de e ulcere».Per saperne di più su ques­ta pianta, la con­feren­za di Crosi­na diven­ta davvero un appun­ta­men­to imprescindibile.

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