Proposta dell’associazione esercenti Nacem alle amministrazioni

L’alto Garda si mette in rete per vincere le sfide del turismo

07/01/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Sin­er­gia, sis­tema e col­lab­o­razione: sono queste le parole chi­ave emerse nel cor­so dell’incontro pro­mosso dal­la Nacem, asso­ci­azione che rag­grup­pa com­mer­cianti ed eser­centi dell’alto lago. In aper­tu­ra dei lavori il pres­i­dente Vit­to­rio Dapret­to ha sot­to­lin­eato: «La Nacem ha il dovere di pre­dis­porre in modo costrut­ti­vo una rispos­ta organ­i­ca e orga­niz­za­ta ai futuri sce­nari tur­is­ti­ci». È toc­ca­to a Ste­fano Che­lo­di, con­sulente mar­ket­ing, focal­iz­zare l’attenzione sul­la cul­tura dell’accoglienza e sul­la la creazione di un sis­tema che abbia come uni­co obi­et­ti­vo la sod­dis­fazione del cliente e la sua fideliz­zazione. «Per fare questo», ha sostenu­to, «è nec­es­sario che tutte le com­po­nen­ti sociali svol­gano fino in fon­do il loro ruo­lo, inclu­so il Comune, che deve essere reg­ista e sostenere gli sforzi del ter­ri­to­rio». Il pres­i­dente del­la Con­f­com­mer­cio, Fer­nan­do Moran­do, ha con­fer­ma­to, quale mem­bro del con­siglio d’amministrazione del­la funi­via Mal­ce­sine Monte , che nel prossi­mo inver­no dovrebbe essere final­mente disponi­bile un impianto di inneva­men­to arti­fi­ciale. «La prospet­ti­va è quel­la di costru­ire un carosel­lo sci­is­ti­co sul Monte Bal­do che col­leghi il ver­sante veronese con La Pol­sa e San Valenti­no», ha con­clu­so. Alessio Rabag­no, del­la Nacem, si è sof­fer­ma­to sug­li stru­men­ti di ges­tione del ter­ri­to­rio. Gior­gio Burat­ti, vicepres­i­dente Fipe, ha pre­cisato come in ambito tur­is­ti­co con­vi­vano due esi­gen­ze: quel­la di chi deve scari­care ener­gia (i gio­vani) e quel­la di chi invece cer­ca il recu­pero fisi­co e men­tale. «Entrambe le esi­gen­ze sono legit­time e pos­sono con­vi­vere», ha aggiun­to Burat­ti, sot­to­lin­e­an­do l’esigenza di tute­lare la sicurez­za nei luoghi dep­u­tati al diver­ti­men­to. Il pres­i­dente Ucts di Riva del Gar­da, Fran­co Gam­ba, ha espres­so la neces­sità di met­tere in rete la parte alta del lago, che ha carat­ter­is­tiche sim­ili e che può davvero cos­ti­tuire un sis­tema tur­is­ti­co com­pet­i­ti­vo. Gam­ba ha sot­to­lin­eato come l’offerta del Bal­do pos­sa diventare strate­gi­ca per l’alto Gar­da, come l’ipotesi, abboz­za­ta da Rabag­no, del­la costruzione a Mal­ce­sine di un golf. Gam­ba ha con­clu­so pro­po­nen­do la cos­ti­tuzione di un tavo­lo per­ma­nente di con­fron­to dove pos­sano sedere i sin­daci di Mal­ce­sine, Tor­bole, Riva e Limone, oltre ai pres­i­den­ti delle asso­ci­azioni di cat­e­go­ria. Il locale pres­i­dente degli alber­ga­tori locali, Emil Bergonzi­ni, ha aus­pi­ca­to un sem­pre più stret­to rac­cor­do tra le cat­e­gorie eco­nomiche. In una recente ricer­ca, inoltre, è sta­to elab­o­ra­to l’identikit del tur­ista tipo: ha fra i 30 e 50 anni, arri­va sul Gar­da in auto e piani­fi­ca da solo le vacanze. A sti­lare il pro­fi­lo è sta­ta la Tourism Man­age­ment, dit­ta di mar­ket­ing di Affi. L’agenzia, diret­ta da Emanuele Gal­lizioli, esper­to di comu­ni­cazione e pro­mo­tore nel 2002 dell’Osservatorio tur­is­ti­co del Gar­da, prog­et­to mai decol­la­to, ha elab­o­ra­to i dati rel­a­tivi a un cam­pi­one di 150mila pre­sen­ze. I risul­tati del rap­por­to sono sta­ti dis­tribuiti a set­te­cen­to oper­a­tori eco­nomi­ci del­la spon­da ori­en­tale del Gar­da, che han­no così ulte­ri­ori chi­avi di let­tura per capire la pro­pria clien­tela. «Il tur­ista del­la Riv­iera degli Olivi orga­niz­za autono­ma­mente la pro­pria vacan­za (solo il 15 per cen­to tramite agen­zia) per­ché già conosce il Gar­da», affer­ma Gal­lizioli, «in media è già sta­to qui almeno 13 volte, a dimostrazione che il Benà­co non è una des­ti­nazione una tan­tum come pos­sono essere molte local­ità tur­is­tiche legate alla moda o dif­fi­cil­mente rag­giun­gi­bili. In base a ques­ta con­sid­er­azione bisogna capire che l’ospite non va sfrut­ta­to, ma gesti­to. Se è vero che gli arrivi dipen­dono in parte dal­la con­giun­tu­ra eco­nom­i­ca è altresì cer­to che la capac­ità di far­li ritornare è deter­mi­na­ta qua­si esclu­si­va­mente dal­la rispos­ta locale ai bisog­ni dei turisti».

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