Brenzone, Malcesine e Torri hanno scritto a Provincia, Aptv e Ulss 22 per ottenere una corsa in più. Manca la coincidenza tra veronese e trentino: a Rovereto si va solo in auto

L’alto lago lancia l’Sos trasporti

16/12/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Luca Belligoli

I sin­daci di Mal­ce­sine, Bren­zone e Tor­ri del Bena­co, rispet­ti­va­mente Giuseppe Lom­bar­di, Gia­co­mo Simonel­li e , pun­tano il dito con­tro le inef­fi­cien­ze del trasporto pub­bli­co, seg­na­lan­do i pesan­ti dis­a­gi cui si devono adattare gli stu­den­ti che fre­quen­tano le scuole supe­ri­ori di Rovere­to. I tre sin­daci han­no pre­so car­ta e pen­na e han­no scrit­to una let­tera all’amministrazione provin­ciale e per conoscen­za all’Azienda provin­ciale trasporti di Verona e al diret­tore del dis­tret­to 1 dell’Ulss 22, Bez­zan, per chiedere l’attivazione di un servizio di auto­bus aggiun­ti­vo. La man­ca­ta coin­ci­den­za degli orari dell’autobus del­la Soci­età Trenti­no trasporti che col­le­ga da Riva del Gar­da a Rovere­to con l’orario dei trasporti Aptv crea pesan­ti dis­a­gi ai ragazzi verone­si che devono fre­quentare le lezioni a Rovere­to. La cor­ri­era dell’Aptv, che per­corre da sud a nord la riv­iera degli ulivi, al mat­ti­no arri­va a Tor­bole alle sette e un quar­to, 20 minu­ti dopo di quel­la che da Riva va a Rovere­to. «La Soci­età Trenti­no trasporti e la Provin­cia autono­ma di Tren­to han­no comu­ni­ca­to l’impossibilità di pos­tic­i­pare la cor­sa, che parte da Riva del Gar­da, per­ché pre­dis­pos­ta allo scopo di per­me­t­tere agli alun­ni i rag­giun­gere gli isti­tu­ti supe­ri­ori (di Rovere­to) per l’inizio delle lezioni (7.50), e per dar modo ai numerosi pen­dolari di rag­giun­gere la cit­tà di Tren­to pri­ma delle 8.30», scrivono alla Provin­cia di Verona i sin­daci di Mal­ce­sine, Bren­zone e Tor­ri del Bena­co. «La rifor­ma del­la scuo­la tar­ga­ta Morat­ti», pros­eguono, «prevede per il sec­on­do ciclo la fre­quen­za obbli­ga­to­ria delle scuole supe­ri­ori e degli isti­tu­ti pro­fes­sion­ali; l’impossibilità di uti­liz­zare il mez­zo pub­bli­co com­por­ta una restrizione del­la scelta dell’itinerario sco­las­ti­co e la con­seguente restrizione del dirit­to allo stu­dio». «La pos­si­bil­ità di giun­gere a Rovere­to con il mez­zo pub­bli­co offre mag­giori oppor­tu­nità per assi­cu­rare una cresci­ta educa­ti­va, cul­tur­ale e pro­fes­sion­ale più rispon­dente alle atti­tu­di­ni di ogni ragaz­zo», pros­eguono Lom­bar­di, Simonel­li e Pas­sionel­li, «il quale ha così la facoltà di fre­quentare scuole che non sono pre­sen­ti sul­la spon­da ori­en­tale del , come ad esem­pio l’Istituto d’arte, Infor­mat­i­ca, le scuole pro­fes­sion­ali di estetista e par­ruc­chiere, liceo delle Scien­ze sociali». «A ciò si aggiunge il mag­gior sen­so di tran­quil­lità dei gen­i­tori, che affi­dano i loro ragazzi al servizio di trasporto pub­bli­co svolto, da sem­pre, con il mas­si­mo rispet­to del­la sicurez­za». Attual­mente gli stu­den­ti che dai tre pae­si dell’alto Gar­da van­no a fre­quentare le scuole di Rovere­to non super­a­no la venti­na, «Ma potreb­bero essere molti di più», ten­gono a sot­to­lin­eare i tre sin­daci, «poiché non tutte le famiglie pos­sono far­si cari­co dell’impegno quo­tid­i­ano del trasporto, o del cos­to del per­not­ta­men­to, o di una scuo­la con­vit­to. Si ril­e­va anche che molte per­sone usufruis­cono dei servizi san­i­tari offer­ti dagli ospedali di Rovere­to e di Tren­to, oltre ai molti tur­isti che uti­liz­zano il mez­zo pub­bli­co per recar­si in queste città».

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