Servizi collettivi e, forse, gestione ai Comuni

L’alto lago rivoluziona il trasporto pubblico

12/02/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Alto Lago

Sarà una pic­co­la riv­o­luzione nei trasporti pub­bli­ci. Più effi­caci, più atten­ti alle esi­gen­ze delle frazioni e dei cit­ta­di­ni. Per la pri­ma vol­ta nel­la sto­ria, Riva del Gar­da, Arco e Nago Tor­bole, tre comu­ni dell’Alto Gar­da trenti­no abi­tati da 30 mila per­sone, han­no stip­u­la­to una con­ven­zione tra loro per poten­ziare il servizio di trasporto pub­bli­co. L’Alto Gar­da, una piana di alcu­ni chilometri qua­drati è ormai con­fig­ura­bile come una sor­ta di ter­zo polo urbano del­la provin­cia dopo Tren­to e Rovere­to. Con lo svilup­po edilizio dila­gante, che per inciso divo­ra verde e ettari agri­coli, toglien­do quel fas­ci­no che tan­ti tur­isti cer­cano, e le dis­tanze tra un cen­tro abi­ta­to e l’altro sono pres­soché invis­i­bili. Anche le ammin­is­trazioni han­no com­in­ci­a­to a ragionare in ter­mi­ni urbani almeno per alcu­ni servizi come quel­lo del trasporto. Che va rior­ga­niz­za­to con cura. Sec­on­do gli asses­sori com­pe­ten­ti, Fab­rizio Miori, Mar­co Tanas e Alber­to Mar­tinel­li non si può ragionare sulle vec­chie diret­tri­ci, Riva-Tren­to via Sarche e Riva-Rovere­to. Quel­lo elab­o­ra­to dalle ammin­is­trazioni dell´Alto Gar­da è un cir­cuito sin­er­gi­co, che supera le evi­den­ti impasse di un trasporto pub­bli­co riv­e­latosi insuf­fi­ciente, con dis­crepanze su orari e coin­ci­den­ze. Occor­rono per­cor­si più det­tagliati, servizi di minibus, taxi col­let­tivi a chia­ma­ta. Anche per­ché alcune frazioni come Pre­gasi­na, una per­la incas­to­na­ta sul monte tra Limone e Riva del Gar­da e a pic­co sul lago, sono state tagli­ate fuori dal servizio pub­bli­co offer­to dall’Atesina. L’accordo, fir­ma­to nei giorni scor­si dai sin­daci dei tre Comu­ni, sarà por­ta­to in Provin­cia e sot­to­pos­to all’attenzione del­la Giun­ta provin­ciale. Non si esclude che le com­pe­ten­ze in ambito di trasporti pub­bli­ci pos­sano pas­sare diret­ta­mente dal­la Provin­cia ai Comu­ni, com’è già suc­ces­so per Tren­to e Rovereto.

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