Con il libro storico firmato da Mauro Grazioli

L’alto lago si racconta attraverso il turismo

21/11/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Una vera ricostruzione delle orig­i­ni e dell’evoluzione del tur­is­mo altog­a­rde­sano, a par­tire dai suoi pri­mi «vagi­ti» e fino ai giorni nos­tri, è appe­na anda­ta ad arric­chire l’elenco delle pub­bli­cazioni bena­cen­si. Si trat­ta di un’opera di Mau­ro Grazi­oli: un ricer­ca­tore trenti­no che anal­iz­za a fon­do il per­cor­so tur­is­ti­co sull’alto lago. Il tito­lo sin­te­tiz­za l’argomento: «L’industria del forestiere» (edi­to dall’Unione com­mer­cio e tur­is­mo di Riva del Gar­da, stam­pa­to da Grafi­ca 5 di Arco). Il vol­ume non dimen­ti­ca alcun aspet­to dei muta­men­ti che han­no accom­pa­g­na­to l’evoluzione dell’industria tur­is­ti­ca garde­sana dagli anni Trenta in poi. Un’industria, quel­la dell’ospitalità, che grad­ual­mente è anda­ta ad accostar­si e poi a sos­ti­tuire qua­si per intero l’attività agri­co­la e indus­tri­ale vera e pro­pria, pur sen­za sop­pi­antar­le com­ple­ta­mente, specie in prossim­ità del Gar­da trenti­no. E così si parte dai pri­mi, lon­tanis­si­mi e illus­tri can­tori del lago (Dante, Petrar­ca, Bem­bo, Bon­fa­dio, Cat­ta­neo, Grat­taro­lo), per arrivare alle più recen­ti e forse più cel­e­brate descrizioni che del lago offre Goethe. Ma la ricostruzione di Grazi­oli non si limi­ta cer­to alla let­ter­atu­ra: le pagine sono scan­dite da tut­ti gli appun­ta­men­ti più impor­tan­ti che han­no deter­mi­na­to la trasfor­mazione del lago, dei borghi che vi si affac­ciano, del­la gente che ci abi­ta e delle abi­tu­di­ni. Tut­ti ele­men­ti legati a filo doppio all’ospitalità e ai vari aspet­ti del­la sua trasfor­mazione: approc­cio tra per­sone e appor­to eco­nom­i­co in pri­mo luo­go. A questo propos­i­to, acquista un par­ti­co­lare peso la costruzione delle strade che da Sud per­me­t­tono di rag­giun­gere l’alto lago e la cit­tad­i­na di Riva. La Garde­sana Ori­en­tale venne aper­ta l’11 agos­to del 1929 (nel trat­to tra Navene e Tor­bole). Nell’autunno del­lo stes­so anno era pos­si­bile rag­giun­gere l’alto lago diret­ta­mente da Verona. Ma nel testo ven­gono ripresi e ripro­posti anche alcu­ni com­men­ti dell’epoca entu­si­asti per la costruzione del­la . «La nuo­va stra­da con­giungerà Riva a Gar­done, i due mas­si­mi cen­tri del Gar­da. Solo allo­ra i viag­gia­tori fret­tolosi potran­no final­mente godere i panora­mi inar­riv­abili, in cui le roc­ce imper­vie si intrec­ciano a limon­eti e aranceti, nell’orgia di verde che si esalta in tut­ta la sin­fo­nia delle sue infi­nite tonal­ità». La stra­da, che col­le­ga tut­to­ra la spon­da bres­ciana del lago a Riva, sarà inau­gu­ra­ta nell’ottobre del 1931, dopo nep­pure tre anni di lavori diret­ti da Ric­car­do Coz­za­glio. Con il libro stori­co fir­ma­to da Mau­ro Grazi­oli L’alto lago si rac­con­ta attra­ver­so il tur­is­mo L’industria delle vacanze dagli anni Trenta a oggi Una vera ricostruzione delle orig­i­ni e dell’evoluzione del tur­is­mo altog­a­rde­sano, a par­tire dai suoi pri­mi «vagi­ti» e fino ai giorni nos­tri, è appe­na anda­ta ad arric­chire l’elenco delle pub­bli­cazioni bena­cen­si. Si trat­ta di un’opera di Mau­ro Grazi­oli: un ricer­ca­tore trenti­no che anal­iz­za a fon­do il per­cor­so tur­is­ti­co sull’alto lago. Il tito­lo sin­te­tiz­za l’argomento: «L’industria del forestiere» (edi­to dall’Unione com­mer­cio e tur­is­mo di Riva del Gar­da, stam­pa­to da Grafi­ca 5 di Arco). Il vol­ume non dimen­ti­ca alcun aspet­to dei muta­men­ti che han­no accom­pa­g­na­to l’evoluzione dell’industria tur­is­ti­ca garde­sana dagli anni Trenta in poi. Un’industria, quel­la dell’ospitalità, che grad­ual­mente è anda­ta ad accostar­si e poi a sos­ti­tuire qua­si per intero l’attività agri­co­la e indus­tri­ale vera e pro­pria, pur sen­za sop­pi­antar­le com­ple­ta­mente, specie in prossim­ità del Gar­da trenti­no. E così si parte dai pri­mi, lon­tanis­si­mi e illus­tri can­tori del lago (Dante, Petrar­ca, Bem­bo, Bon­fa­dio, Cat­ta­neo, Grat­taro­lo), per arrivare alle più recen­ti e forse più cel­e­brate descrizioni che del lago offre Goethe. Ma la ricostruzione di Grazi­oli non si limi­ta cer­to alla let­ter­atu­ra: le pagine sono scan­dite da tut­ti gli appun­ta­men­ti più impor­tan­ti che han­no deter­mi­na­to la trasfor­mazione del lago, dei borghi che vi si affac­ciano, del­la gente che ci abi­ta e delle abi­tu­di­ni. Tut­ti ele­men­ti legati a filo doppio all’ospitalità e ai vari aspet­ti del­la sua trasfor­mazione: approc­cio tra per­sone e appor­to eco­nom­i­co in pri­mo luo­go. A questo propos­i­to, acquista un par­ti­co­lare peso la costruzione delle strade che da Sud per­me­t­tono di rag­giun­gere l’alto lago e la cit­tad­i­na di Riva. La Garde­sana Ori­en­tale venne aper­ta l’11 agos­to del 1929 (nel trat­to tra Navene e Tor­bole). Nell’autunno del­lo stes­so anno era pos­si­bile rag­giun­gere l’alto lago diret­ta­mente da Verona. Ma nel testo ven­gono ripresi e ripro­posti anche alcu­ni com­men­ti dell’epoca entu­si­asti per la costruzione del­la Garde­sana Occi­den­tale. «La nuo­va stra­da con­giungerà Riva a Gar­done, i due mas­si­mi cen­tri del Gar­da. Solo allo­ra i viag­gia­tori fret­tolosi potran­no final­mente godere i panora­mi inar­riv­abili, in cui le roc­ce imper­vie si intrec­ciano a limon­eti e aranceti, nell’orgia di verde che si esalta in tut­ta la sin­fo­nia delle sue infi­nite tonal­ità». La stra­da, che col­le­ga tut­to­ra la spon­da bres­ciana del lago a Riva, sarà inau­gu­ra­ta nell’ottobre del 1931, dopo nep­pure tre anni di lavori diret­ti da Ric­car­do Coz­za­glio. Bruno Festa

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