È stato indicato come vino (rosso)su cui investire e il Consorzio porta l’annata ’97 en primeur a Torino e Bolzano

L’Amarone? Meglio dei Bot

06/08/2000 in Curiosità
Parole chiave: -
Di Luca Delpozzo
L. Bu.

buono e non solo da bere. Assieme ad altri gran­di rossi ital­iani il del­la Valpo­li­cel­la è indi­ca­to fra quel­li da tenere in deb­i­ta con­sid­er­azione per fare inves­ti­men­ti; insom­ma per far quat­tri­ni. E i pro­dut­tori su cui puntare in Valpo­li­cel­la sono parec­chi. Stan­do a quan­to sug­gerisce il set­ti­manale il Mon­do , i rendi­men­ti per questo tipo di oper­azione finanziaria sono sta­ti piut­tosto inter­es­san­ti. Pro­prio quest’anno, infat­ti, si vedono i pri­mi frut­ti delle obbligazioni Melior­ban­ca 1999–2003 al 2%, con war­rant (cioè un dirit­to di opzione entro una cer­ta data su un deter­mi­na­to tito­lo) esercitabile ogni anno su un lot­to di sei diverse bot­tiglie di vino. Questo inves­ti­men­to a un anno dall’emissione ha infat­ti reso il 10% più del doppio dei vec­chi amati Bot; una per­centuale cal­co­la­ta da Melior­ban­ca che si ottiene, spie­ga il Mon­do , som­man­do al 2% min­i­mo garan­ti­to il val­ore che i lot­ti di bot­tiglie han­no acquis­ta­to sul mer­ca­to al momen­to dell’esercizio del war­rant. Anche per le ven­dite en primeur del Brunel­lo di Mon­tal­ci­no i risul­tati sono sta­ti più che pos­i­tivi. En primeur è un ter­mine francese che indi­ca la ven­di­ta di un vino a un deter­mi­na­to prez­zo nell’anno suc­ces­si­vo alla , ma la cui con­seg­na è pre­vista solo dopo un peri­o­do di invec­chi­a­men­to di qualche anno. Insom­ma una ven­di­ta in anticipo: si paga, a un prez­zo con­corda­to, pri­ma di avere la mer­ce. Nel caso del Brunel­lo di Vil­la Ban­fi l’investimento su bot­tiglie del ’96 ha frut­ta­to il 100% in quat­tro anni! Un mec­ca­n­is­mo a cui un paio d’anni fa qual­cuno ave­va pen­sato anche in Valpo­li­cel­la, ma poi non se ne fece nul­la. I pro­dut­tori di pun­ta non man­cano e il Mon­do , sul­la base delle indi­cazioni dei mag­giori esper­ti enolo­gi ed enote­cari ital­iani, ne ha fat­to l’elenco. A fian­co di Baro­lo, Bar­baresco, Brunel­lo, Sas­si­ca­ia, nel­la lista dei superquo­tati (i fuori­classe con una con­sol­i­da­ta sto­ria di suc­ces­si alle spalle) fig­u­ra­no la Poja di Alle­gri­ni e gli Amarone Castel­lani, Quintarel­li, La Lodolet­ta di Romano Dal Forno. Nel­la lista dei quo­tati (etichette di suc­ces­so già molto apprez­zate) ci sono gli Amarone di Bertani, di Ste­fano Accor­di­ni, Corte Sant’Alda, il Maz­zano del­la Masi, quel­lo dei Fratel­li Speri, il Vigne­to Alto di Tom­ma­so Bus­so­la. Infine nel­la terza lista, quel­la degli emer­gen­ti (pro­dut­tori gio­vani o già affer­mati che si stan­no met­ten­do in mostra con deter­mi­nazione e han­no i numeri per sfon­dare) c’è l’Amarone di Zena­to. Un bel bigli­et­to da visi­ta al quale si aggiunge una inizia­ti­va inter­es­sante pro­mossa dal Con­sorzio di tutela che è la pre­sen­tazione en primeur dell’Amarone 1997 al Salone del gus­to di Tori­no, dal 25 al 29 otto­bre, e al Mer­a­no Wine Fes­ti­val, dall’11 al 13 novem­bre. In prat­i­ca si potrà assag­gia­re pri­ma dell’immissione sul mer­ca­to l’annata ’97, ritenu­ta una delle migliori del decen­nio per l’Amarone. Alle degus­tazioni porter­an­no i loro vini qua­si 50 pro­dut­tori. Una pro­duzione d’elite su cui si potrebbe puntare per fare un buon inves­ti­men­to. Sem­pre che non si preferisca berselo.

Parole chiave: -