Dopo aver realizzato un orfanatrofio in India, nuova raccolta di fondi per un’altra opera. L’associazione costruirà laboratori per i piccoli abbandonati

«Lamkama» per i bambini

Di Luca Delpozzo
Sara Mauroner

La vita è un dono da con­di­videre. Questo il mot­to di Lanka­ma, asso­ci­azione che si pro­pone di rac­cogliere fon­di per con­tribuire alla cresci­ta e all’e­d­u­cazione di tan­ti bam­bi­ni dimen­ti­cati in una delle zone più povere del mon­do, l’In­dia. E che ora tor­na in India a costru­ire una serie di lab­o­ra­tori per dare ai bim­bi oltre ad un tet­to anche una pro­fes­sion­al­ità. L’as­so­ci­azione è sta­ta fon­da­ta nel 2001 a Desen­zano da Loredana Pros­peri­ni dopo un viag­gio in quel lon­tano Paese e l’in­con­tro con la dis­per­a­ta povertà del­la gente: da lì è nata la neces­sità di fare qual­cosa, di un impeg­no atti­vo per i più deboli, i bim­bi. Da allo­ra più di ottan­ta per­sone han­no scel­to di aderire a ques­ta inizia­ti­va che oggi coin­volge 250 pic­coli indi­ani del­l’An­drha Pradesh, una delle regioni più povere del sub­con­ti­nente. «I bam­bi­ni che sti­amo aiu­tan­do sono orfani o prove­ni­en­ti da famiglie poveris­sime — spie­ga Loredana Pros­peri­ni, pres­i­dente del­l’as­so­ci­azione — apparten­gono alla cas­ta degli intoc­ca­bili e per questo sono esclusi dal­la soci­età indi­ana. L’u­ni­co modo per far­li uscire dal ghet­to in cui sono con­fi­nati è dare loro un’istruzione, così da pot­er essere un domani auto­suf­fi­ci­en­ti e diventare un esem­pio per le gen­er­azioni che ver­ran­no. La nos­tra è una pic­co­la inizia­ti­va, una goc­cia nel mare — sot­to­lin­ea la pres­i­dente — ma vogliamo che riman­ga tale. In questo modo infat­ti abbi­amo la pos­si­bil­ità di conoscer­li bene tut­ti: il loro vis­su­to, i loro dis­a­gi, i loro sog­ni. Così ci sen­ti­amo come apparte­nen­ti ad un’u­ni­ca famiglia». Il legame che unisce i bam­bi­ni con i pro­pri gen­i­tori adot­tivi è infat­ti molto sal­do. A fare da tramite tra l’I­talia e l’In­dia è Padre Joseph Dovari, vali­do pun­to di rifer­i­men­to per i pic­coli orfani, il quale a sua vol­ta ha potu­to stu­di­are gra­zie ai gen­i­tori ital­iani che molti anni fa lo han­no adot­ta­to a dis­tan­za. Tramite email o pos­ta nor­male, rego­lar­mente Padre Joseph invia let­tere dal­l’In­dia con notizie aggior­nate e fotografie. Gra­zie ai fon­di rac­colti nel cor­so degli ulti­mi anni, Lanka­ma ha potu­to costru­ire nel vil­lag­gio di Kesara­pal­li la «Smil­ing Chil­dren’s home» (Casa dei bam­bi­ni sor­ri­den­ti) che oggi ospi­ta cir­ca un centi­naio di orfani. Notev­ole è sta­to anche l’im­peg­no dimostra­to da alcu­ni spon­sor che si sono atti­vati per parte­ci­pare alla cresci­ta del­l’as­so­ci­azione. Tra questi sono pre­sen­ti i Lions Club di Desen­zano del Gar­da che han­no con­tribuito alla real­iz­zazione e al miglio­ra­men­to del­la Casa dei bam­bi­ni sor­ri­den­ti. Ma il coin­vol­gi­men­to del club non riguar­da soltan­to la rac­col­ta di fon­di. Ogni anno infat­ti Loredana Pros­peri­ni si reca con alcu­ni volon­tari in India per seguire per­sonal­mente i pic­coli e per portare loro beni di pri­ma neces­sità. E all’ul­ti­ma spedi­zione del mese di agos­to ha parte­ci­pa­to anche Dona­ta Vig­nozzi, neo­pres­i­dente del club desen­zanese. «L’es­pe­rien­za in orfan­otrofio è sta­ta davvero uni­ca — spie­ga — i bam­bi­ni sono spe­ciali e ti riem­pi­ono il cuore di gioia. Nonos­tante la loro situ­azione infat­ti sono sem­pre sor­ri­den­ti e pieni di entu­si­as­mo. Al mio arri­vo ho incon­tra­to Sadeer, il pic­co­lo indi­ano che ho adot­ta­to tre anni fa, il quale mi ha subito stret­ta in un forte abbrac­cio. Durante il peri­o­do trascor­so a Kesara­pal­li abbi­amo acquis­ta­to le divise per i bam­bi­ni, biancheria e quan­t’al­tro. Ma non solo, i pic­coli si sono anche diver­ti­ti con noi. Abbi­amo orga­niz­za­to gite al mare e giochi di squadra come la cac­cia al tesoro e la cor­sa con i sac­chi. È un’es­pe­rien­za che tut­ti dovreb­bero provare, da quan­do sono tor­na­ta in Italia infat­ti ho una car­i­ca par­ti­co­lare che mi spin­gere a coin­vol­gere con il mio entu­si­as­mo più gente pos­si­bile». Ma quali sono i prog­et­ti futuri del­l’as­so­ci­azione? Accan­to all’am­pli­a­men­to del­la strut­tura del­l’or­fan­otrofio già in parte real­iz­za­ta gra­zie al con­trib­u­to dei Lions, ver­rà acquis­ta­to un ter­reno di cir­ca 3 mila mq des­ti­na­to alla costruzione di pic­coli lab­o­ra­tori (sar­to­ria, faleg­name­ria, idrauli­ca) in cui i ragazzi potran­no impara­re un mestiere. Per­ché la vita è un dono da condividere.

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