Sorgerà sul lungolago un monumento dedicato alle lavandaie. Un vicolo già le ricorda

Lanciato un concorso d’idee per le scuole

Di Luca Delpozzo
Sara Mauroner

Presto anche le lavandaie di Desen­zano avran­no un mon­u­men­to loro ded­i­ca­to. E’ nato infat­ti un grup­po per pro­porre il ricor­do di un’antica tradizione ormai cadu­ta in dis­u­so ma che per molto tem­po ha coin­volto le donne del luo­go. Mamme, nonne e anche bis­nonne di molti desen­zane­si han­no por­ta­to al lago i pan­ni, le lenzuo­la e le cam­ice per lavar­le nelle acque del lago. Diver­si i pun­ti dove le donne si trova­vano per insaponare con la lis­ci­va la pro­pria biancheria per poi sci­ac­quar­la e sten­der­la al sole. Come doc­u­men­tano alcune fotografie del tem­po, il luo­go prefer­i­to era quel­lo del por­to, in cor­rispon­den­za del­lo scivo­lo per le barche. Lo stes­so Car­duc­ci ricor­da le lavandaie di Desen­zano in una prosa scrit­ta nel 1883; ma anche vico­lo Lavandaie, tra via Roma e il lun­go­la­go, è una trac­cia sig­ni­fica­ti­va. Alber­to Rigo­ni, che già due anni fa ave­va lan­ci­a­to la pro­pos­ta, si è ora mes­so in azione con altri desen­zane­si per far sì che l’idea si con­cretizzi. Il mon­u­men­to sarà col­lo­ca­to sul lun­go­la­go e la sper­an­za del grup­po è che ven­ga real­iz­za­to entro la fine del prossi­mo anno. «Presto par­tire­mo con un con­cor­so di idee ind­i­riz­za­to alle scuole e agli isti­tu­ti d’arte del­la zona — spie­ga Rigo­ni — l’obiettivo è infat­ti quel­lo di coin­vol­gere gli stu­den­ti nel real­iz­zare l’opera. Nel frat­tem­po siamo alla ricer­ca del­lo scultore».