Nell’hotel Laurin una conferenza dedicata al grande pittore gardesano. Slitta all’autunno la mostra rinviata a causa delle scosse

Landi «profeta» in patria

23/01/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
se.za.

Nel­lo splen­di­do salone dell’hotel ris­torante Lau­rin di Salò, si è tenu­ta ieri una gior­na­ta cel­e­bra­ti­va del pit­tore Ange­lo Lan­di, nato a Salò nel 1879 e mor­to a Morgna­ga nel 1944. L’evento di ieri è una tap­pa in vista del­la grande mostra del prossi­mo autun­no, che, non fos­se per il ter­re­mo­to, sarebbe sta­ta allesti­ta nel­la Sala dei Provved­i­tori del Palaz­zo comu­nale, ora inag­i­bile, e al Vit­to­ri­ale di Gar­done Riv­iera. Al momen­to non è pos­si­bile sapere dove si ter­rà. In dicem­bre e gen­naio i 70 quadri fini­ran­no in mostra alla reg­gia di Caser­ta. Una soluzione che per­me­t­terà di val­oriz­zare l’opera del Lan­di e, in par­ti­co­lare, il suo mon­u­men­tale affres­co del­la cupo­la del san­tu­ario del­la Madon­na di Pom­pei. L’operazione è con­dot­ta con­giun­ta­mente dal munici­pio e dal­la Asso­ci­azione cul­tur­ale «L’arengario» di cui è pres­i­dente Leonar­do Peli, vice Bruno Gnut­ti. Nel 1905 Lan­di ha dec­o­ra­to il sof­fit­to del­la sala dell’hotel Vit­to­ria e, suc­ces­si­va­mente, lo scalone del Palaz­zo comu­nale. Trasfer­i­tosi a , dove è rimas­to fino al 1915, è sta­to nom­i­na­to «Acca­d­e­mi­co di Brera» da Vit­to­rio Emanuele II. Dopo avere parte­ci­pa­to alla Bien­nale di Venezia, si è vis­to asseg­nare dal Coman­do supre­mo l’incarico di eseguire opere di scene del­la guer­ra , e ritrat­ti di uffi­ciali dell’esercito (quadri esposti a Roma nel ’19). Dal ’20 al ’22 ha com­pi­u­to un viag­gio in Amer­i­ca Lati­na. Poi si è sta­bil­i­to nel­la cap­i­tale, ha dip­in­to per due lunette rap­p­re­sen­tan­ti San Francesco e San­ta Chiara, dec­o­ra­to il sof­fit­to del salone delle feste dell’hotel Savoia di Gar­done Riv­iera, sog­gior­na­to a Pari­gi. Dal ’40 al ’42 ecco­lo lavo­rare al san­tu­ario di Pom­pei. Ieri, dopo il salu­to dell’assessore provin­ciale Aris­tide Peli e dei sin­daci Giampiero Cipani e Alessan­dro Baz­zani, lo stu­dioso Luciano Anel­li ha ricorda­to come Lan­di sia sta­to un cos­mopoli­ta: Venezia, Milano, Sudamer­i­ca, Africa, Roma, la Fran­cia, eccetera. «Una vita ric­ca di sen­ti­men­ti e di avven­ture — ha spie­ga­to Anel­li-. Negli ulti­mi tem­pi è ritor­na­to sul Gar­da, per sta­bilir­si defin­i­ti­va­mente a Morgna­ga. C’era pure don­na Luciana Pan­ta­leo, l’ultima amante, giun­ta dal­la cit­tà lagunare. Immag­i­nate con quale sod­dis­fazione del­la sec­on­da moglie!». Il criti­co d’arte ha par­la­to del Lan­di ritrat­tista (intro­spet­ti­vo più che ambi­en­tale, e molto mod­er­no), dec­o­ra­tore (di ville, alberghi, edi­fi­ci sac­ri), pae­sag­gista, cro­nista di guer­ra (400 i quadri dip­in­ti in trincea). Un uomo colto, che si è lega­to al sim­bolis­mo, rin­un­cian­do a seguire i futur­isti. Anel­li ha pre­sen­ta­to una serie di dia­pos­i­tive, con i ritrat­ti di Gia­co­mo Puc­ci­ni, la testi­na di un bam­bi­no, la ragaz­za con la chi­tar­ra (la tavoloz­za con­tin­ua a schiarir­si, diven­ta più lieve e leg­gera), due donne impeg­nate a cucire, il vec­chio pesca­tore che ram­men­da le reti, un fante sul Grap­pa, un solda­to che si spi­doc­chia, le strade di Pari­gi, la Sen­na, i cafè chan­tant e le bal­ler­ine cre­ole. Mar­cel­lo Ric­cioni ha invece spie­ga­to gli inter­ven­ti del Lan­di a Vil­la Simoni, l’attuale Lau­rin, nel Palaz­zo comu­nale, nell’ex hotel Vit­to­ria. E si è dilun­ga­to, con pas­sione ed entu­si­as­mo, sug­li affres­chi del­la cupo­la del san­tu­ario di Pom­pei. Il pit­tore dip­inse 300 fig­ure, spenden­do per i col­ori e i car­toni 110mila delle 130mila lire rice­vute, così da guadagnare appe­na 20mila lire. E’ rimas­to sulle impal­ca­ture a 50 metri di altez­za, fino ad ammalar­si di pol­monite. Ma alla fine ha por­ta­to a com­pi­men­to un’opera stra­or­di­nar­ia. Ric­cioni ha lan­ci­a­to un appel­lo: i pri­vati e gli anti­quari che abbiano i car­toni prepara­tori dei lavori con­tat­ti­no il munici­pio di Salò, e li met­tano a disposizione.