Gerard Vos, olandese

L’angelo custode della Fraglia parla sei lingue

11/09/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Malcesine

Ger­ard Vos, olan­dese di Groni­gen, è l’ ange­lo cus­tode del­la base nau­ti­ca del­la Fraglia vela Mal­ce­sine. Ha 31 anni e par­la oltre all’olandese, tedesco, inglese, spag­no­lo, francese, ital­iano e dialet­to garde­sano . Vos (che in olan­dese sig­nifi­ca volpe) si occu­pa dell’ alag­gio delle barche, che a centi­na­ia cala in acqua e car­i­ca sui car­rel­li con la gru, degli attrac­chi alle boe e di molte altre incomben­ze ed è l’interprete uffi­ciale nelle molte regate inter­nazion­ali che la Fraglia orga­niz­za al cam­po di rega­ta di Navene fre­quen­ta­to dal­la nazionale olimpi­ca ital­iana e da cam­pi­oni e squadre stranieri. «La pri­ma vol­ta che sono venu­to sul Gar­da ave­vo quat­tro anni. Con mio padre Henk e mia madre Ittie sono sta­to in campeg­gio per diverse esta­ti a Lazise e pro­prio lì ho impara­to a nuotare. Poi a 13 anni, durante le vacanze estive, ho accom­pa­g­na­to mio padre, che all’epoca era autista d’autobus, in un viag­gio che ha fat­to tap­pa a Mal­ce­sine. In quel­la occa­sione con tut­ta la comi­ti­va sono sal­i­to su uno di quei gran­di moto­scafi a noleg­gio che por­tano i tur­isti in gita sul lago. E vis­to che già allo­ra parla­vo bene sia l’inglese che il tedesco, oltre ovvi­a­mente all’olandese, il tito­lare del­la dit­ta di noleg­gio moto­scafi mi ha offer­to di lavo­rare per lui». Com­in­cia così la sto­ria di Ger­ard Vos, che con la famiglia vive alla Fraglia vela. «Una set­ti­mana più tar­di», pros­egue, «dopo aver ottenu­to il con­sen­so di mia madre, ho pre­so servizio. All’epoca non sape­vo nem­meno una paro­la d’italiano. “Quand ghè i nigol (le nuv­ole che minac­ciano piog­gia) riva la buras­ca”, ques­ta è sta­ta la pri­ma frase che ho impara­to. Quest’occupazione esti­va è dura­ta per diverse sta­gioni; nel frat­tem­po ho fre­quen­ta­to la scuo­la media, quel­la supe­ri­ore e mi sono iscrit­to all’ alla facoltà di Econo­mia e Com­mer­cio». Ma l’idea di lavo­rare dietro una scriva­nia non lo allet­ta­va ed ecco a 21anni l’abbandono degli stu­di. «Cinque anni fa mi sono sposato con Macu . Ho conosci­u­to mia moglie a Tar­i­fa, in Spagna, sul­la Cos­ta del Sol dove sono anda­to in vacan­za con il mio ami­co Alessan­dro Com­er­lati, ex sur­fista pro­fes­sion­ista di Mal­ce­sine. All’epoca ci trasferiva­mo in Spagna al ter­mine del­la sta­gione tur­is­ti­ca sul Gar­da; lui si allena­va con il wind­surf e io mi gode­vo il mer­i­ta­to riposo». Da quel momen­to varie le occu­pazioni: pri­ma nell’azienda del­lo skip­per Rober­to Bena­mati che com­mer­cial­iz­za mate­ri­ale nau­ti­co e quin­di la Fraglia vela Mal­ce­sine. Ger­ard Vos ha anche un pas­sato da sporti­vo: «In Olan­da ho gio­ca­to a foot­ball fino a 20 anni con buoni risul­tati otte­nen­do la pro­mozione in quel­la che in Italia è l’equivalente del­la serie C. Una mia pas­sione è sta­ta anche il wind­surf; per poter­lo prati­care in un laghet­to vici­no a Gronin­gen ped­ala­vo per 15 chilometri trainan­do con la bici­clet­ta un car­rel­lo sul quale sis­tema­vo tavola, albero e vela». «Era des­ti­no che doves­si las­cia­re il mio Paese per andare a vivere sul Gar­da», con­tin­ua Ger­ard, «cre­do di esser­mi innamora­to del lago già quan­do pic­col­is­si­mo tran­gu­gia­vo boc­cate d’acqua nel ten­ta­ti­vo di imitare mio padre che nuo­ta­va davan­ti a me. Mia figlia Ele­na, che ha cinque anni ed è nata in Olan­da, fin dai prim­is­si­mi mesi di vita ha res­pi­ra­to le arie del Bena­co. Pot­er vivere in un luo­go stra­or­di­nario come questo è una grande for­tu­na; io e la mia famiglia ci tro­vi­amo benis­si­mo con la gente del pos­to e abbi­amo molti ami­ci. Mi sen­to mal­cesinese, dopo tut­ti questi anni pos­so dire di conoscere bene il lago. Spes­so quan­do c’è ven­to forte o arri­va una tem­pes­ta all’improvviso devo uscire al largo con il gom­mone a motore del­la Fraglia per recu­per­are barche in avaria e sur­fisti in dif­fi­coltà. In quei momen­ti pro­vo sen­sazioni fan­tas­tiche; cav­al­co con gioia le onde; più sono gran­di e alte e più mi diverto».

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