Borelli: “Questo è un traguardo che oltre a premiare noi, è un’ottima notizia per tutti i pazienti che entrano in ospedale”

L’AOD certificata nella gestione del rischio

13/06/2007 in Sanità
Di Luca Delpozzo

L’Azienda Ospedaliera di Desen­zano del Gar­da, è la pri­ma strut­tura san­i­taria con­ti­nen­tale ad essere sta­ta cer­ti­fi­ca­ta in mer­i­to alla Ges­tione del Ris­chio in ambito San­i­tario (Risk Man­age­ment). A trib­utare quest’importantissima cer­ti­fi­cazione è sta­to il RINA S.p.A. di Gen­o­va, fonda­to nel 1861 con il nome di “Reg­istro Ital­iano Navale” e, dopo oltre 140 anni, si pro­pone anche alle strut­ture san­i­tarie attra­ver­so una gam­ma di servizi per porre sot­to con­trol­lo gli aspet­ti ges­tion­ali, l’analisi e mon­i­tor­ag­gio dei rischi. Insom­ma, un approc­cio piani­fi­ca­to al miglio­ra­men­to glob­ale dell’offerta san­i­taria con stru­men­ti capaci di fornire adeguati liv­el­li di sicurez­za e d’efficienza.“La nos­tra Azien­da – spie­ga il Diret­tore Gen­erale Mau­ro Borel­li -, sta lavo­ran­do da oltre un anno per ottenere quest’importantissima cer­ti­fi­cazione che, in poche parole, com­pro­vi non solo la sicurez­za degli ospi­ti e degli oper­a­tori, ma assi­curi loro anche la ris­er­vatez­za e la certez­za infor­ma­ti­va durante la per­ma­nen­za nel­la strut­tura san­i­taria. Ovvi­a­mente, siamo orgogliosi di essere rius­ci­ti a rag­giun­gere questo liv­el­lo d’eccellenza per quan­to riguar­da la ges­tione del ris­chio, soprat­tut­to in un momen­to in cui la San­ità è sot­to­pos­ta ad un vero tiro incro­ci­a­to per dei casi che han­no inter­es­sato l’utenza negli ospedali italiani”.Direttore, com’è avvenu­ta ques­ta certificazione?“Il 6, 7 ed 8 giug­no scor­si, sono giun­ti nel­la nos­tra Azien­da tre cer­ti­fi­ca­tori del RINA al fine di ver­i­fi­care la nos­tra con­for­mità rispet­to al mod­el­lo “Fed­er­san­ità-ANCI” che, in mate­ria di ges­tione del ris­chio, è un pun­to impre­scindibile a cui nes­suno si può sot­trarre. Pri­ma di ques­ta cer­ti­fi­cazione l’AOD, con il fon­da­men­tale ausilio dei con­sulen­ti del­la IDR (Ingeg­ne­r­ia Del Ris­chio, Ndr), si è prepara­ta per rispettare tut­ti i pun­ti pre­visti per garan­tire all’ospite, sia questo paziente od oper­a­tore, la sicurez­za durante la sua per­ma­nen­za nel­la strut­tura sanitaria”.E com’è andata?“Grazie al lavoro di tut­to il nos­tro per­son­ale che è sta­to coor­di­na­to dall’Avv. Pier Mario Azzoni e dal Dr. Anto­nio Rovere, la cer­ti­fi­cazione ha inter­es­sato tutte le Unità Oper­a­tive dei nos­tri tre Pre­si­di e, soprat­tut­to, cinque pun­ti sen­si­bili: Rian­i­mazione, Pron­to Soc­cor­so, Sale Oper­a­to­rie, Attiv­ità aneste­si­o­logiche, Sale par­to. Ques­ta ver­i­fi­ca si è sno­da­ta in tre macro-aree: una parte gen­erale che con­siste in sostan­za nel­la ver­i­fi­ca del­la fase doc­u­men­tale e pro­ce­du­rale riguardante la pre­sen­za dell’ospite nel­la strut­tura; i req­ui­si­ti trasver­sali quali il con­sen­so infor­ma­to, la preparazione e la cartel­la clin­i­ca del paziente, l’accesso nei locali e la loro manuten­zione; infine, i req­ui­si­ti ver­ti­cali che, in prat­i­ca, sono tutte le Unità Oper­a­tive e, soprat­tut­to, i cinque pun­ti sen­si­bili che pri­ma ho cita­to. Bene, durante l’ispezione, tut­ti gli aspet­ti in esame han­no super­a­to i con­trol­li pre­visti. Questo fat­to, oltre ad essere un even­to stori­co, ci riem­pie d’orgoglio”.E’ sta­ta una ver­i­fi­ca difficile?“Assolutamente sì. Essendo l’AOD la pri­ma azien­da ospedaliera a sot­to­por­si ad una cer­ti­fi­cazione del sis­tema azien­dale per la cer­ti­fi­cazione del ris­chio, ques­ta è sta­ta “la pri­ma vol­ta” per tut­ti. Le pic­cole “non con­for­mità” reg­is­trate, si sono ver­ifi­cate pro­prio per questo moti­vo e gli esam­i­na­tori del RINA, che si sono dimostrati puntigliosi in tut­ta la ver­i­fi­ca, ne han­no evi­den­te­mente tenu­to con­to. Come ho det­to pri­ma, un vero e pro­prio successo”.Un suc­ces­so che per un paziente cosa significa?“Forse la cosa più impor­tante: la sua per­ma­nen­za in Ospedale, in ogni sin­go­la fase, sarà mon­i­tora­ta sec­on­do dei pro­ces­si ben defin­i­ti al fine, se non pro­prio di debel­lare il ris­chio clin­i­co, di diminuirne sen­si­bil­mente l’incidenza. Cre­do che sia questo l’obiettivo di una strut­tura sanitaria”.E per gli oper­a­tori del­la san­ità cosa significa?“Che in Lom­bar­dia c’è dell’ottima san­ità, tra le prime al mon­do. Inoltre, non mi sor­prende che un’Azienda Sa-nitaria lom­bar­da, in una mate­ria così del­i­ca­ta qual è la ges­tione del ris­chio, sia la pri­ma in Europa a cer­ti­fi­car­si sec­on­do questo avan­za­to mod­el­lo. Infine, desidero ricor­dare, pro­prio a dimostrazione che la San­ità in Lom­bar­dia è al Top, che oltre alla cer­ti­fi­cazione del sis­tema per la ges­tione del ris­chio sec­on­do il mod­el­lo Fed­er­san­ità — ANCI,da parte del RINA esiste quel­la ISO9001:2000 per la Qual­ità dei pro­ces­si e, infine, la ver­i­fi­ca da parte del­la statu­nitense Joint Com­mis­sion per quan­to riguar­da la per­ma­nen­za del paziente nel­la strut­tura san­i­taria. Cre­do che tut­to questo con­cor­ra a deter­minare l’efficienza del sis­tema san­i­tario regionale”