I dati raccolti dalla Provincia descrivono Riva come un'isola felice

L’aria è «quasi» pulita, grazie al Garda

17/01/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Aria irres­pirabile, allar­mi inquina­men­to un po’ ovunque e cit­tà chiuse al traf­fi­co. C’è anche l’au­men­to del­lo smog, oltre al pau­roso abbas­sa­men­to delle risorse idriche, tra gli effet­ti del­la scar­sità di pre­cip­i­tazioni degli ulti­mi mesi. Il Trenti­no, purtrop­po, non ha fat­to eccezione e, nel­l’ul­ti­ma set­ti­mana, anche nel nos­tro capolu­o­go il bios­si­do d’a­zo­to ha super­a­to per due volte la soglia d’at­ten­zione. Uni­ca a sal­var­si, in questo pre­oc­cu­pante quadro, è Riva, che risul­ta essere una sor­ta di iso­la felice.Delle nove cen­tra­line col­lo­cate in provin­cia, infat­ti, quel­la di Riva ha for­ni­to i dati più bassi rifer­i­ti alla quan­tità di bios­si­do di azo­to. È pur vero, come han­no sot­to­lin­eato più volte gli ambi­en­tal­isti, che la cen­trali­na è col­lo­ca­ta in una zona abbas­tan­za lon­tana dal cen­tro, ma in questi giorni, Riva Schuh ha por­ta­to in busa una quan­tità di mac­chine (tran­si­tate tutte in viale dei Tigli e cioè a poche decine di metri dal par­co del­la Pace, dov’è col­lo­ca­to il ril­e­va­tore del­la Provin­cia) come forse solo a Fer­ragos­to accade. Il pic­co mas­si­mo è sta­to rag­giun­to ven­erdì scor­so con 106 micro­gram­mi per metro cubo, quan­do a Tren­to se ne sono reg­is­trati 208 (superan­do di 8 micro­gram­mi la soglia d’at­ten­zione fis­sa­ta a quo­ta 200 men­tre quel­la d’al­larme è a 400) e a Rovere­to 113. Sot­to Riva, solo Bor­go Val­sug­ana con 96 micro­gram­mi, ma si è trat­ta­to qua­si di un caso. Per tut­ta l’ul­ti­ma set­ti­mana, infat­ti, quel­la di Riva è sta­ta l’aria più res­pirabile del­la provin­cia e, ieri mat­ti­na alle 6, quan­do è sta­to com­pi­u­to l’ul­ti­mo ril­e­va­men­to, l’ap­parec­chiatu­ra reg­is­tra­va una media di “soli” 76 micro­gram­mi. «In questo sen­so — spie­ga l’ingeg­n­er Mau­r­izio Tava, respon­s­abile del­l’Uo, l’u­nità orga­niz­za­ti­va del­la tutela del­l’aria del­l’Ap­pa (Azien­da provin­ciale per la pro­tezione del­l’am­bi­ente) — Riva è sicu­ra­mente favorita dal­la vic­i­nan­za con il lago e dal­la con­seguente mag­gior ven­ti­lazione». Dei dati che quo­tid­i­ana­mente le nove cen­tra­line (quat­tro a Tren­to, due a Rovere­to, una a Bor­go Val­sug­ana, una Gru­mo a S. Michele all’Adi­ge e una ovvi­a­mente a Riva) rac­col­go­no e inviano al cen­tro del­la Provin­cia, quel­li che arrivano dal par­co del­la pace sono quel­li più con­for­t­an­ti. «Per quan­to riguar­da il bios­si­do d’a­zo­to — con­tin­ua Tava — i rilievi com­piu­ti a Riva riv­e­lano una quan­tità media di bios­si­do per metrocubo che è infe­ri­ore alla metà di quel­la ril­e­va­ta dalle altre otto colon­nine». L’u­ni­co “neo” nel­l’aria rivana, se così si può dire, è rap­p­re­sen­ta­to dal­l’o­zono, che soprat­tut­to nei mesi cal­di, rag­giunge liv­el­li abbas­tan­za alti e che, già in pas­sato, era sta­to al cen­tro di polemiche.

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