Il biologo Daniele Zanini assolve il ranuncolo indicato in estate come responsabile dei cattivi odori. Controlli per sapere se il fiume più corto del mondo è inquinato

L’Aril puzza, alghe sotto accusa

22/09/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Dopo l’in­ter­ven­to di taglio del­la veg­e­tazione spon­tanea nel­l’alveo del fiume Aril a Cas­sone, il più cor­to del mon­do, ci sono per­venute alcune seg­nalazioni che fan­no capire meglio come mai sia cap­i­ta­ta ques­ta eccezionale efflo­rescen­za nel pic­co­lo afflu­ente. La pulizia del­l’Ar­il, si era resa nec­es­saria «a segui­to delle insis­ten­ti lamentele», ave­va spie­ga­to il sin­da­co Lom­bar­di, «da parte di col­oro che abi­tano vici­no al cor­so del fiume e dai tur­isti dovute al cat­ti­vo odore emana­to dalle alghe, nonos­tante la veg­e­tazione che quest’an­no ha ricop­er­to qua­si com­ple­ta­mente il fiume, fos­se uno spet­ta­co­lo da ved­er­si». Il taglio ha sola­mente sfolti­to la veg­e­tazione spon­tanea, sen­za intac­care in alcun modo le radi­ci, così da non com­pro­met­tere l’e­qui­lib­rio eco­logi­co del cor­so d’ac­qua. «La sec­on­da metà di luglio è il peri­o­do migliore per fare ques­ta potatu­ra sen­za dan­neg­gia­re le piante», ci era sta­to spie­ga­to da Karl Tra­woger, fotografo nat­u­ral­ista appas­sion­a­to di botan­i­ca, mem­bro del Grup­po ital­iano ricer­ca orchidee spon­ta­nee e con­sulente botan­i­co del­l’Am­min­is­trazione comunale.