Quella dei Suonatori di bronzi squillanti è una passione molto diffusa e sentita nel Veronese,.

L’arte di suonare le campane

Di Luca Delpozzo
Michela Pezzani

E’ un arte antichissi­ma che coni­u­ga l’e­stro musi­cale alla tradizione arti­giana. Quel­la dei Suona­tori di bronzi squil­lan­ti è una pas­sione molto dif­fusa e sen­ti­ta nel Veronese, ma non solo dato che in occa­sione del tro­feo Sabai­ni che si ter­rà domani pomerig­gio dalle 15 alle 18,30 alla chiesa par­roc­chiale di Cavaion i grup­pi cam­pa­nari di Verona e provin­cia e alcune for­mazioni prove­ni­en­ti da Man­to­va, Bres­cia e Vicen­za si esi­bi­ran­no nel­la con­sue­ta gara annuale.Il pre­mio in palio è ambito: una cam­pana com­ple­ta del suo cep­po e del­la ruo­ta offer­ta dal­l’or­ga­niz­za­tore del­l’inizia­ti­va, il mas­tro Francesco Sabai­ni, con la sua dit­ta da 50 anni scrupoloso manu­ten­tore del mastodon­ti­co con­cer­to di 9 cam­pane del­la cat­te­drale di Verona e con­tin­u­a­tore del­la tradizione artis­ti­ca ered­i­ta­ta dal padre Emilio, scom­par­so nel 1985, che ha ded­i­ca­to la vita alla costruzione e al restau­ro dei preziosi stru­men­ti ed ha con­tin­u­a­to fino a 87 anni a lavo­rare nel­la sua bottega.Dedicato alla memo­ria del capos­tip­ite, rin­con­tro svol­gerà attorno al per­no del­lo concerto-spettacolo:l’esecuzione del pez­zo d’ob­bli­go, un bra­no tipi­co per cam­pane di stam­po pro­fano, con­seg­na­to ali’ inizio del­l’an­no ai parte­ci­pan­ti, pri­ma com­pos­to su tastiere o pianoforte e poi trascrit­to apposi­ta­mente in numeri per dare la pos­si­bil­ità a chi­unque, anche chi non sa leg­gere gli spar­ti­ti, di suonare. Errori, dif­feren­ze nel­l’ese­cuzione, rit­mo, dif­fi­coltà ed entra­ta sono­ra al momen­to gius­to e buono svilup­po delle armoniche sono gli ele­men­ti val­u­tati nel cor­so del­l’e­si­bizione nel­la quale ogni for­mazione, di cir­ca sette ele­men­ti cias­cu­na, si cimenterà sot­to la gui­da del mae­stro che “chi­amerà la suona­ta”, così come si dice in ger­go, sug­geren­do ai con­cor­ren­ti ogni cifra che cor­risponde al suo rispet­ti­vo rintocco.“Per definir­si spe­ciale una cam­pana deve essere di buona fat­tura e fusa in bron­zo di pri­ma qual­ità”, spie­ga Sabai­ni “e nat­u­ral­mente nel panora­ma degli esem­plari esisten­ti “le pro­tag­o­niste” si dis­tin­guono l’u­na dal­l’al­tra pro­prio per il tipo di fusione e di mate­ri­ale. Com­pos­ta al 78 per cen­to di rame e per 22 per cen­to di stag­no vergine ogni cam­pana dunque ha una sua per­son­al­ità e cias­cun esem­plare cos­ti­tu­isce un pez­zo uni­co e sono molte le per­sone inter­es­sate a questo sug­ges­ti­vo mon­do al quale si stan­no avvic­i­nan­do sem­pre più per­sone, tra cui molte donne”.Esperto non solo nel­la pro­duzione, ma anche nel mon­tag­gio, nel­l’in­stal­lazione, nel­la manuten­zione e nel restau­ro, coa­d­i­u­va­to nel­l’at­tiv­ità anche dal figlio Mas­si­mo e dal gen­ero Davide Francesco, con­tin­u­a­tori del­la dinas­tia, Sabai­ni conosce a mena­di­to cosa cus­todis­cono i cam­panili di Verona e din­torni e sono soprat­tut­to i par­ro­ci che si riv­ol­go­no a lui affinché pos­sa tenere d’oc­chio le par­ti mec­ca­niche dei loro “beni”, nonché le incastel­la­ture, le bul­loner­ie di sosteg­no e 1 bat­ten­ti. Toc­ca poi ai sagrestani e ai suona­tori “dare cor­da” alle voci. Michela Pezzani