In primavera termina il restauro conservativo

L’arte e la basilica tornano a splendere

13/03/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Roberto Darra

Sono ora­mai in fase di ulti­mazione i lavori di restau­ro del­la grande basil­i­ca di Lona­to. Iniziati nell’ottobre del 2000 si com­pleter­an­no entro la pri­mav­era di quest’anno. La spe­sa glob­ale par­tendo dalle opere di con­sol­i­da­men­to per arrivare ad un nuo­vo impianto elet­tri­co è sta­ta di cir­ca 700 mila euro. Prog­et­tista e diret­tore artis­ti­co è l’architetto Giulio Sig­urtà. Va det­to innanz­i­tut­to che la Basil­i­ca del­la «Nativ­ità di San Gio­van­ni Bat­tista» è opera dell’architetto lonatese Pao­lo Sora­ti­ni, di impostazione set­te­cen­tesca e al suo inter­no tro­vi­amo arte a piene mani. Basti pen­sare al cibo­rio cinque­cen­tesco, alle opere di Pao­lo e Orazio Far­i­nati, di Gio­suè Scot­ti ed in par­ti­co­lare di Francesco Paglia con i «Mis­teri del Rosario», di Andrea Celesti con la «Vis­i­tazione». Dis­cor­so a parte meri­ta la cupo­la del­la Basil­i­ca, che rap­p­re­sen­ta uno degli ele­men­ti carat­ter­iz­zan­ti del pro­fi­lo del­la cit­tà per chi proviene dal­la pia­nu­ra. L’interno del­la cupo­la fu affres­ca­to dal grande Gio­suè Scot­ti, che diede qui una delle sue prove migliori del­la pit­tura baroc­ca. «L’organismo mon­u­men­tale», spie­ga l’architetto Giulio Sig­urtà, «per quan­to riguar­da le par­ti super­fi­ciali interne, pre­sen­ta­va un cat­ti­vo sta­to di con­ser­vazione dei dip­in­ti, delle dec­o­razioni e delle tin­teggia­ture, per­tan­to neces­si­ta­vano di inter­ven­to. A ques­ta situ­azione si aggiunge­va il prob­le­ma delle moltepli­ci abra­sioni e dei deposi­ti di pol­vere che era­no accu­mu­lati nelle rien­tranze dei model­lati e sui piani delle cor­ni­ci». Ma in cosa è con­sis­ti­to il restau­ro con­ser­v­a­ti­vo? «Innanz­i­tut­to», con­tin­ua il prog­et­tista, «in opere di con­sol­i­da­men­to sta­ti­co di intonaci seguen­do par­ti­co­lari pro­ce­dure. Opere di sal­va­guardia del­la pel­li­co­la pit­tor­i­ca, dell’intonachino e dell’arriccio da pos­si­bili cadute di fram­men­ti delle par­ti cos­tituen­ti il tut­to. Inter­ven­ti di riade­sione del film pit­tori­co soll­e­va­to, di con­sol­i­da­men­to con ripristi­no di intonaci, eccetera». L’opera di puli­tu­ra del­la pel­li­co­la pit­tor­i­ca e delle par­ti dorate si è arti­co­la­ta in due fasi dis­tinte atte alla com­ple­ta rimozione del­la pati­na gri­gias­tra pre­sente sulle super­fi­ci com­pos­ta da deposi­ti sali­ni, sudi­ci­ume e fumo untu­oso, smog ambi­en­tale, pol­vere di vario genere. Per quan­to riguar­da le cadute di pel­li­co­la pit­tor­i­ca i dan­ni acci­den­tali e le stuc­ca­ture, sep­pure di lieve entità sono state rein­te­grate con un abbas­sa­men­to di tono e soprat­tut­to con la tec­ni­ca a calce. I lavori han­no anche inter­es­sato il restau­ro dei mate­ri­ali lapi­dei degli altari delle cap­pelle lat­er­ali. Assieme a queste opere è sta­to com­ple­ta­mente rifat­to l’impianto elet­tri­co usan­do tec­nolo­gie avan­zate per sal­va­guardare la parte artis­ti­ca e architet­ton­i­ca del mon­u­men­to: faret­ti di ulti­ma gen­er­azione stu­di­ate dal­la dit­ta Simens garan­ti­ran­no una omo­ge­nea e per­fet­ta illu­mi­nazione, sen­za alter­are l’effetto cro­mati­co e le tem­per­a­ture degli affres­chi, dip­in­ti e pitture.

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