Oltre 150 collezionisti all’appuntamento organizzato dal Ferrari club Tra le rarità la Balilla 508 e la 521 Topolino così simile alla Rolls

L’auto del re al raduno d’epoca

04/10/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Malcesine

Anche la macchi­na del re al raduno di auto d’epoca di domeni­ca scor­sa. Al raduno, ben orga­niz­za­to dal locale Fer­rari club, 150 i parte­ci­pan­ti: 56 le vet­ture e 18 le moto­ci­clette. Impos­si­bile però non notare quel­la splen­di­da Aston Mar­tin gri­gio met­al­liz­za­ta. Un’auto del 1960, 6 cilin­dri per 3600 di cilin­dra­ta. Un pez­zo di casa Savoia già tor­na­to in Italia da due anni. Appartenu­ta a Vit­to­rio Emanuele, ma usa­ta abit­ual­mente dal ram­pol­lo di Casa reale Fil­ib­er­to, è sta­ta acquis­ta­ta diret­ta­mente dal­la famiglia a Ginevra e por­ta­ta sino a Mal­ce­sine. Questo rac­con­ta il nuo­vo pro­pri­etario, Vini­cio Bion­dani, accom­pa­g­na­to dal­la moglie Giu­lia, facen­do ammi­rare i det­tagli del­la splen­di­da auto e i regali fre­gi sul­la rad­i­ca del crus­cot­to. Cer­to una chic­ca, ma che non face­va affat­to sfig­u­rare altre stelle e stelline: dal­la Balil­la 508 del 1935 alla fan­tozziana Bianchi­na con­vert­ibile anni Ses­san­ta. Qua­si tut­ti i marchi auto­mo­bilis­ti­ci col­ora­vano una piaz­za Statu­to inon­da­ta di sole. L’Alfa Romeo Mon­tre­al, la Lan­cia Aure­lia coupè del 1954 accan­to al mod­el­lo spy­der nero del 1956, le Porsche 356 e la 1600 rispet­ti­va­mente del 1961 e 1962, la Rover 95 sem­pre di quegli anni, un’imponente Mer­cedes del 1967. La Fiat era pre­sente con una ben con­ser­va­ta Fiat famil­iare (quel­la dei taxi di una vol­ta), le due o tre imman­ca­bili 500 e qualche pez­zo par­ti­co­lar­mente affasci­nante come la 521 Topoli­no del 1931, che, nonos­tante il nome, si con­fonde facil­mente con una Rolls. Sem­pre Fiat la 508 cabri­o­let del 1938 e la 1500 V6 del 1935. E anco­ra una gial­la Austin Arley spy­der del 1959 e una Jaguar Daim­ler vicine alla bel­lis­si­ma Lan­cia Flaminia Sport del 1963, alla Renault Car­avelle scop­er­ta del 1966 e all’Anglia del 1960, l’auto ricor­da­ta per il cristal­lo pos­te­ri­ore all’incontrario. Ben rap­p­re­sen­ta­to e non sen­za sor­p­rese anche il repar­to moto­ci­clis­ti­co: due mod­el­li Syde­car la face­vano da padrone. Una nera e luc­ci­cante Bmw 25R2 del 1951 vic­i­na all’Harley David­son blu del 1941 e a una Gino Bar­tali del 1955. Molte le marche, tra le quali Guzzi, Gilera, Motom, Ducati, Capri­o­lo e la Piag­gio Ves­pa data­ta 1956. Attraen­ti un gial­lo e ben con­ser­va­to Rumi e il più pic­co­lo motore diesel mai vis­to, appli­ca­to su di una bici Lohmann del 1951 con soli 18 cav­al­li di cilin­dra­ta e trasmis­sione a rul­lo sul­la ruo­ta pos­te­ri­ore. Dal pas­sato al futuro, si pote­va provare la nuo­vis­si­ma e futuri­bile funi­via Mal­ce­sine-Monte e, gra­zie ai 180 cen­timetri d’altezza di chi scrive, si rius­ci­va anche ad attac­car­si agli altissi­mi pomel­li del tet­to, prob­a­bil­mente anch’essi stu­diati per gen­er­azioni future. Non si sarebbe reali se si descrivessero gior­nate solo idil­li­ache e quin­di, forse pro­prio a causa di una gior­na­ta par­ti­co­lar­mente limp­i­da e tiep­i­da, occorre ril­e­vare, a parte una com­pren­si­bile coda alle stazioni del­la funi­co­lare, un ser­pen­tone di nuove e mod­erne auto da Mal­ce­sine alla cit­tà. Più di due ore in una mod­er­na scat­o­la rischi­ano di far dimen­ti­care tante mer­av­iglie. Cer­to non accade­va alle vec­chie sig­nore che han­no sfi­la­to a Malcesine.

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