Con 50 milioni di euro si rifà la fascia a lago però si disfa la Giunta

Lavori a Palacongressi e Lido

27/03/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Ambizioso, bel­lo, ammic­cante nel dis­eg­no di rior­ga­niz­zazione com­p­lessi­va del­la fas­cia lago, dal­la spi­ag­gia degli Olivi a por­to San Nicolò, si staglia quale cat­te­drale nel deser­to l’im­po­nente nuo­vo palaz­zo dei Con­gres­si. L’ar­chitet­to Cec­chet­to del­l’ di Venezia e Mau­ro Malfer, il pres­i­dente del­la Lido di Riva spa, soci­età che fa capo al Comune, lo han­no pre­sen­ta­to pri­ma alla giun­ta comu­nale e poi alla com­mis­sione urban­is­ti­ca, dopo aver­lo por­ta­to all’at­ten­zione dei con­sigli d’am­min­is­trazione del­la stes­sa Lido, del­la Pala­con­gres­si, soci­età di ges­tione delle fiere (che nel 2001 ha pro­pos­to 80 even­ti per 220 mila pre­sen­ze), e del­la Gar­da trenti­no svilup­po, soci­età pri­va­ta part­ner principe del­la munic­i­pal­ità per la ges­tione del com­par­to fieris­ti­co e immo­bil­iare. Il prog­et­to per ora rimane l’ipote­si di mas­si­ma mes­sa sul tap­peto del futuro. Anzi è l’ipote­si; l’u­ni­ca ipote­si. Oltre al sot­ter­ra­neo scon­tro di potere tra palazz­i­nari, politi­ci e ammin­is­tra­tori che ogni tan­to emerge allo scop­er­to, il piano Cec­chet­to sta per ess­er pre­so di mira anche dalle asso­ci­azioni ambi­en­tal­iste del­l’Al­to Gar­da da sem­pre attente all’ur­ban­is­ti­ca e critiche nei con­fron­ti del­la pro­gres­si­va e inar­resta­bile ero­sione del ter­ri­to­rio agri­co­lo e verde a ben­efi­cio di cemen­to e res­i­den­ziale. In ogni modo lo stu­dio pre­dis­pos­to da Cec­chet­to pro­pone alcu­ni pun­ti chi­ave. Il riu­so e riu­ti­liz­zo delle strut­ture esisten­ti. Il col­lega­men­to tra il cen­tro stori­co, il cuore del­la cit­tad­i­na e la fas­cia costiera, lun­go una dor­sale inter­na e lun­go la spi­ag­gia, con un per­cor­so ciclo pedonale che si muove su ques­ta diret­trice prin­ci­pale. La creazione di un sec­on­do cen­tro stori­co attorno ai gia­r­di­ni di por­ta ori­en­tale allo spaziale Cen­tro con­gres­si. E poi verde, molto verde con due parchi e spazio a sport e relax. Il solo prog­et­to di rior­ga­niz­zazione del Palaz­zo dei con­gres­si assorbe una fet­ta con­sid­erev­ole del­la spe­sa totale: un nuo­vo vol­ume impo­nente, avveniris­ti­co con una nuo­va sala poli­va­lente, audi­to­ri­um e teatro e una capac­ità 1.400 posti. Pre­vis­to anche l’am­pli­a­men­to dei posti bar­ca a por­to San Nicolò. Quan­to al com­pen­dio del­la colo­nia Mirala­go, Cec­chet­to ha pen­sato di inserire un cen­tro benessere, con area fit­ness, fanghi, saune e una pisci­na inter­na semi­cop­er­ta con vetrate a lago. A sud invece, nel­l’area che adesso ospi­ta il cam­po di bas­ket e alcune attiv­ità ricre­ative, è pre­vista una sec­on­da pisci­na aper­ta al pub­bli­co, semi­cop­er­ta di sapore aus­troger­man­i­co. Non si esclude pure un uti­liz­zo uni­ver­si­tario. A nord-est, qua­si a ridos­so del cam­po sporti­vo sorg­erà la nuo­va sede del Cir­co­lo ten­nis Riva. Tre campi scop­er­ti e due cop­er­ti con al cen­tro del­l’area una palazz­i­na servizi a dis­po­sizione di soci ed ospi­ti. La cosid­det­ta area ex Cat­toi subirà una grande riqual­i­fi­cazione di carat­tere ambi­en­tale con la val­oriz­zazione dei cor­si d’ac­qua dei tor­ren­ti Albo­la e Varone, la creazione di alcu­ni laghet­ti e la ripropo­sizione di una zona a can­neto nel­l’es­tu­ario sul lago. Un par­co verde insom­ma. Pre­vista, poi, la ristrut­turazione del­l’ho­tel Lido las­ci­a­ta in mano all’omon­i­ma soci­età, per una spe­sa che dagli iniziali quat­tro mil­ioni di euro è già giun­ta a qua­si dieci. Spariscono i parcheg­gi di fronte alla spi­ag­gia degli Olivi, nel­la zona a sud del­l’ex stazione e buona parte di quel­li a nord. Tre saran­no le strut­ture nuove. La riqual­i­fi­cazione del­la fas­cia lago si gio­ca, dunque, su due piani, il pri­mo è quel­lo squisi­ta­mente tec­ni­co-architet­ton­i­co e urban­is­ti­co, il sec­on­do è quel­lo di potere per la ges­tione del­la max­i­op­er­azione da 50 mil­ioni di euro, la cifra approssi­ma­ti­va ipo­tiz­za­ta dagli addet­ti ai lavori. Su questo sec­on­do fronte la battaglia in con­siglio comu­nale e nelle stanze di potere è aper­ta. La stes­sa mag­gio­ran­za che sostiene il sin­da­co Cesare Mal­ossi­ni, ha per­so pezzi per stra­da. Alcu­ni com­po­nen­ti del­la Margheri­ta e dei Ver­di han­no abban­do­na­to la coal­izione per la poca chiarez­za su tut­to l’in­ter­ven­to e soprat­tut­to per l’in­ca­pac­ità del pub­bli­co di dettare la regia del gio­co. Queste le accuse di Ivo Bom­bardel­li e Roc­co Frizzi, le due spine nel fian­co di Mal­ossi­ni, che han­no poi las­ci­a­to il car­roz­zone di mag­gio­ran­za. Una coal­izione di gov­er­no trop­po suc­cube, a loro dire, alle lob­by di potere impren­di­to­ri­ale che siedono nei con­sigli di ammin­is­trazione delle due soci­età, Lido e Pala­con­gres­si, che con­trol­lano l’in­tera oper­azione. Una delle goc­ce che ha fat­to tra­boc­care il vaso è sta­to l’af­fi­da­men­to di alcu­ni lavori di ristrut­turazione del­l’at­tuale Palaz­zo dei con­gres­si a una soci­età edile che appar­tiene tra gli altri al figlio di Mario Mal­ossi­ni, il potente con­sulente del­la stes­sa soci­età Pala­con­gres­si, già con­dan­na­to in pas­sato per ricettazione in ambito del­l’in­ches­ta sulle tan­gen­ti del­l’Au­to­bren­nero. Ma questo sarebbe solo un esem­pio, sec­on­do i due gia­cobi­ni, di un sis­tema gen­erale che va degeneran­do. Ste­fano Ischia Riva del Gar­da. Il prog­et­to è di quel­li faraoni­ci: 50 mil­ioni di euro il cal­i­bro. Obi­et­ti­vo: rior­ga­niz­zazione del­l’in­tera fas­cia lago di Riva del Gar­da che fa per­no attorno al palaz­zo dei con­gres­si. Ma non si trat­ta sem­plice­mente di una risis­temazione nuda e cru­da di un trat­to di riv­iera lun­go oltre un chilometro e largo 300 metri cir­ca, che seg­n­erà lo svilup­po tur­is­ti­co e sociale del­la cit­tad­i­na altog­a­rde­sana. Attorno alla riqual­i­fi­cazione del­la cos­ta si sta gio­can­do in questi mesi e per i prossi­mi anni una par­ti­ta suc­cu­len­ta nel mon­do politi­co impren­di­to­ri­ale del Gar­da trenti­no. I del­i­cati equi­lib­ri di potere di palaz­zo Pre­to­rio, sede del­la munic­i­pal­ità e del­la giun­ta di cen­trosin­is­tra, sono scos­si da inter­feren­ze e tem­peste che scop­pi­ano improvvise per la con­quista dei posti di coman­do in seno alle soci­età con­trol­late dal Comune; Lido e Pala­con­gres­si, che dovran­no gestire tut­ta la mas­s­ic­cia oper­azione urban­is­ti­co-immo­bil­iare. Anz­i­tut­to un’oc­chi­a­ta al prog­et­to. A dis­eg­nare l’ar­chitet­tura del­la fas­cia lago del ter­zo mil­len­nio è sta­to chiam­a­to un esper­to di fama, Alber­to Cecchetto.

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