L’obiettivo è raggiungere parametri di maggior qualità delle acque trattate. Si inzia a fine agosto. Il direttore Giacomelli: «È un vero potenziamento»

Lavori al depuratore

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Non è diret­ta­mente col­le­ga­to al prob­le­ma del­la pro­lif­er­azione delle alghe, per­ché la sua attiv­ità inter­viene a valle del baci­no garde­sano. Il depu­ra­tore con­sor­tile, infat­ti, sit­u­a­to sul­la riva del Min­cio rac­coglie le acque por­tate dai col­let­tori sub­lacuali delle sponde garde­sane: quel­lo veronese, gesti­to dall’, e quel­lo bres­ciano gesti­to dall’Azienda spe­ciale . A quest’ultimo spet­ta anche la ges­tione tec­ni­ca del depu­ra­tore di Peschiera nato per rice­vere le acque nere ma che, da sem­pre, rac­coglie anche quelle bianche frut­to delle pre­cip­i­tazioni meteorologiche.Dal 1997 l’ingegner Mario Gia­comel­li è il diret­tore dell’impianto ogget­to di un inter­ven­to di adegua­men­to che pren­derà il via entro fine agos­to. «Si trat­ta di un poten­zi­a­men­to del­la strut­tura ma si par­la di adegua­men­to», spie­ga, «per­ché l’intervento è final­iz­za­to al rag­giung­i­men­to dei para­metri di qual­ità delle acque trat­tate pre­visti per le cosid­dette zone sensibili».Sedici mil­ioni di euro è il cos­to del prog­et­to sud­di­vi­so in tre lot­ti. «Il pri­mo, i cui lavori par­ti­ran­no appun­to entro agos­to, prevede la real­iz­zazione di una ses­ta lin­ea di trat­ta­men­to dei liqua­mi prove­ni­en­ti dai col­let­tori. Il 21 luglio prossi­mo ci sarà, invece, l’in­con­tro finale per l’ag­giu­di­cazione del sec­on­do lot­to: di fat­to un com­ple­ta­men­to del pri­mo dal pun­to di vista idrauli­co». «Il che sig­nifi­ca», con­tin­ua il diret­tore, «che dopo i due stral­ci di lavori, che dovreb­bero con­clud­er­si entro il 2008, tut­to ciò che arri­va dai col­let­tori sarà ricon­dot­to ai trat­ta­men­ti del depu­ra­tore». «Questo per­me­t­terà», con­tin­ua Gia­comel­li, «anche di non dover più ricor­rere al by pass real­iz­za­to all’ingresso dell’impianto e che oggi rac­coglie quel­lo che il depu­ra­tore non riesce a trattare e lo con­voglia nel Mincio».Giacomelli sot­to­lin­ea che si trat­ta di carichi stra­or­di­nari di liqua­mi che coin­ci­dono con le pre­cip­i­tazioni abbon­dan­ti. Pri­ma del by pass, o sfio­ra­tore, questi ver­sa­men­ti era­no quel­li che fini­vano diret­ta­mente a lago. A com­pletare il prog­et­to di adegua­men­to dell’impianto i lavori del ter­zo lot­to, di cui non si conoscono anco­ra i tem­pi, e che andran­no ad agire sul­la qual­ità delle acque in usci­ta dal depu­ra­tore, miglio­ran­do ulte­ri­or­mente la situ­azione di Man­to­va e dei suoi laghi. Il pro­gram­ma dei lavori al depu­ra­tore con­sor­tile pro­cede e, riprende il diret­tore, «la nos­tra attiv­ità nul­la ha a che vedere con quan­to incide sul­la pro­duzione di alghe». Ciò nonos­tante la realtà garde­sana è ben nota e Gia­comel­li ne sot­to­lin­ea la com­p­lessità. «Cosa sap­pi­amo, ad esem­pio, di cosa por­ta giù il Sar­ca, l’immissario del lago, o gli scoli che rac­col­go­no le acque di dilava­men­to dei ter­reni agri­coli; e delle stesse fog­na­ture comu­nali che riman­gono gran­di sconosciute. È davvero un quadro di dif­fi­cile let­tura». Pro­prio per questo l’ingegnere con­di­vide l’idea di un’autorità di baci­no uni­ca e che avesse sede sul Gar­da. «Agev­ol­erebbe il lavoro di tut­ti», dice citan­do l’attuale situ­azione delle Regioni che, come pre­vis­to dal­la legge, han­no pre­dis­pos­to il pro­prio piano di tutela delle acque. «Sul Gar­da han­no giuris­dizione Vene­to, Lom­bar­dia e Trenti­no», con­tin­ua, «sono sta­ti usati gli stes­si cri­teri nel­la ges­tione del­la risor­sa acqua? Come si fa il mon­i­tor­ag­gio di con­trol­lo sul­la qual­ità? Non ci sono acque verone­si, bres­ciane e tren­tine nel Gar­da. Il lago è uno solo. Per questo», con­clude Gia­comel­li, «un coor­di­na­men­to locale sarebbe più effi­ciente anche dal pun­to di vista oper­a­ti­vo e per affrontare con più organic­ità tut­ti i prob­le­mi che si pre­sen­tano e che han­no bisog­no di risposte e inter­ven­ti uni­ci. Inclu­so quel­lo del­la pro­lif­er­azione algale».