Si sta completando il restauro del romitorio addossato ai Santi Fermo e Rustico. Un pertugio permetteva ai partigiani di nascondersi

Lavori alla chiesa rifugio

20/04/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Bazerla

Il piano di restau­ro del romi­to­rio addos­sato alla chieset­ta dei San­ti è in avan­za­ta fase di com­ple­ta­men­to: l’impresa Ale­an­dro De Car­li sta alacre­mente lavo­ran­do per con­clud­ere il restau­ro e l’associazione Francesco Fontana vor­rebbe inau­gu­rar­lo il 9 agos­to, giorno del­la fes­tiv­ità dei San­ti Fer­mo e Rus­ti­co con la cel­e­brazione del­la mes­sa all’interno del­la com­ple­ta­ta chieset­ta. Il romi­to­rio è sta­to edi­fi­ca­to nel 1719, pre­cisa­mente «ai 25 di luglio», come scrive Francesco Fontana nel suo libro di stu­di stori­ci su Lazise. Era una caset­ta per como­do di un cus­tode eremi­ta, tal padre Mog­gio di Cles. Prese pos­ses­so del­la caset­ta, divenu­to appun­to in segui­to romi­to­rio, il 3 set­tem­bre del­lo stes­so anno e «il ter­reno occor­so», scrive anco­ra il Fontana «gli fu dato in dono da Gia­co­mo Bertol­di di Cal­masi­no». Il romi­to­rio poi divenne la dimo­ra del­la famiglia Quagliot­ti e assunse le fat­tezze di una mod­es­ta casa rurale con annes­sa stel­let­ta. A restau­ro ulti­ma­to al piano ter­reno, dove era la cuci­na con ampio camino, tro­verà col­lo­cazione una sala di riu­nione, nel­la anti­ca stal­let­ta sono in real­iz­zazione due bag­ni, men­tre al piano supe­ri­ore ver­ran­no real­iz­za­ti una sala riu­nioni e uno spazio ded­i­ca­to all’archivio stori­co e fotografi­co su Lazise, cura­to e gesti­to dall’associazione Francesco Fontana. Nel cor­so dell’ultimo con­flit­to mon­di­ale il romi­to­rio divenne una sor­ta di rifu­gio dei par­ti­giani e di col­oro che diven­nero dis­er­tori dopo l’armistizio. E pro­prio al piano supe­ri­ore, dove ver­rà real­iz­za­ta la sala riu­nioni, è anco­ra oggi vis­i­bile un per­tu­gio da dove i par­ti­giani accede­vano al tet­to dell’abside del­la chiesa: qui tra la vol­ta dell’abside ed il tet­to si rifu­gia­vano per sfug­gire ai ras­trel­la­men­ti dei tedeschi e il per­tu­gio del romi­to­rio veni­va cop­er­to da un quadro a moti­vo reli­gioso, pro­prio per­chè non potesse dare nell’occhio. Oggi, gra­zie alla intrapren­den­za e caparbi­età dei soci del­la Francesco Fontana, ritor­na all’antico splen­dore la chiesa e il romi­to­rio sarà sede di una delle più attive asso­ci­azioni cul­tur­ali e filantropiche del . «L’archiv­io che andremo a creare», spie­ga Ser­gio Mar­coni del­la ben­e­meri­ta asso­ci­azione «sarà un vero e pro­prio cen­tro di rac­col­ta del­la sto­ria e delle tradizioni locali. Vor­rem­mo quin­di che i cit­ta­di­ni di Lazise che fos­sero in pos­ses­so di mate­ri­ale inter­es­sante, lo donassero all’associazione pro­prio per il suo recu­pero e la sua cus­to­dia ad uso di tut­ti». Pre­corse i tem­pi, il 29 novem­bre 1761, la nobil con­tes­sa Por­ta Bal­ladoro, la quale fece dono al comune delle reliquie dei san­ti Fer­mo e Rus­ti­co, «le quali», scrive il Fontana, «ven­nero dal Con­siglio comu­nale a piena voce accettate». «Analoga­mente alla con­tes­sa Por­ta Bal­ladoro», sot­to­lin­ea Mar­coni, «spe­ri­amo fac­ciano altri lacisien­si, aman­ti del­la sto­ria e del­la cul­tura locale per arric­chire ulte­ri­or­mente la nos­tra collettività».

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