Rinasce l’ex macello: su due piani, alpini protezione civile e 118

Lavori delle penne nere per 9mila ore

02/06/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
s.za.

L’ex macel­lo di Toscolano Mader­no, amplia­to e rimod­er­na­to, ver­rà inau­gu­ra­to saba­to 17 giug­no. Sarà uti­liz­za­to dagli , dal­la e dai servizi del 118 (ambu­lan­za del pron­to soc­cor­so). «L’ed­i­fi­cio — ricor­da il sin­da­co Pao­lo Ele­na- è sta­to uti­liz­za­to come macel­lo dal ’36 fino agli anni Ses­san­ta, poi è diven­ta­to mag­a­zz­i­no comu­nale. Era un capan­none, lo abbi­amo alza­to di un metro e mez­zo cir­ca, sud­div­i­den­do­lo così in due piani. La super­fi­cie di calpes­tio è di 640 metri quadri. Il Comune ha con­tribuito fino al grez­zo, poi ha for­ni­to il mate­ri­ale agli alpi­ni che han­no provve­du­to a effet­tuare tut­ti i lavori, per un totale di novemi­la ore; qual­cuno però dimen­ti­ca­va di fir­mare il brogli­ac­cio, e, di con­seguen­za, sono di più. Pos­si­amo sti­mare in 300 mila euro il cos­to com­p­lessi­vo del­l’in­ter­ven­to, di cui metà la spe­sa a cari­co del munici­pio, e il resto offer­to dalle penne nere, col loro assid­uo impeg­no». «La dif­fi­coltà mag­giore — aggiunge il geome­tra Alessan­dro Cap­pa, respon­s­abile del­l’uf­fi­cio tec­ni­co — è sta­ta di coor­dinare un grup­po che non fa parte di un’im­pre­sa, in modo che il… bran­co diven­tasse una forza orga­niz­za­ta. La strut­tura è in leg­no e acciaio. Abbi­amo cre­ato ampie vetrate con lucernari elet­tri­ci, e sis­tem­ato anche le per­ti­nen­ze esterne. I ser­ra­men­ti sono anti­s­fon­da­men­to». Il vicesin­da­co Rober­to Righet­ti­ni: «E pen­sare che, negli anni Novan­ta, l’im­mo­bile era sta­to mes­so all’as­ta. Ora abbi­amo rad­doppi­a­to la super­fi­cie, por­tan­do­lo da 320 a 640 metri quadri». «Il giorno del­l’in­au­gu­razione — riprende Ele­na — firmer­e­mo una con­ven­zione di dura­ta trenten­nale con gli Alpi­ni, la Pro­tezione civile e il 118. Cias­cuno occu­perà una porzione del­l’ed­i­fi­cio, e non dovrà pagare alcun affit­to. Noi ci impeg­ner­e­mo a effet­tuare le manuten­zioni stra­or­di­nar­ie». «Noi — spie­ga il pres­i­dente delle penne nere, Ugo Civieri, accom­pa­g­na­to da Agosti­no D’Oron­zo, Gian­ni Fontana, Vito Pasi­ni, Ful­vio Tagli­a­fer­ri, Mat­tia Bor­ra, seg­re­tario, Fabio Vicen­ti­ni, tesoriere, e Gian­pietro Guat­ta — ave­va­mo la sede in via Piè Cos­ta, in una ex stal­la risis­tem­a­ta. Quan­do il pro­pri­etario ha ven­du­to, ci siamo trasfer­i­ti allo Sport­ing. Adesso il traslo­co defin­i­ti­vo, in locali ampi e lumi­nosi. Acquis­ta­ti gli arre­di, adesso dob­bi­amo solo affres­care il giro scala». Gian­bor­to­lo Bar­ilet­ti, il respon­s­abile del­la Pro­tezione civile: «Il nos­tro grup­po è com­pos­to da 24 ele­men­ti, molti dei quali sono alpi­ni. Inten­di­amo dedi­car­ci con par­ti­co­lare atten­zione al mon­i­tor­ag­gio del ter­ri­to­rio: cen­tra­line del­l’en­er­gia elet­tri­ca, acque­dot­ti, tor­rente del­la , ecc. In tem­pi bre­vi vogliamo instal­lare i cartel­li che indi­cano le varie local­ità, in modo da ren­derne più sem­plice l’in­di­vid­u­azione. Spes­so, quan­do si trat­ta di soc­cor­rere un fer­i­to o un infor­tu­na­to, i mezzi non san­no dove andare». L’ed­i­fi­cio ver­rà inti­to­la­to a Fran­co Bertag­nol­li, pres­i­dente nazionale del­l’Ana dal 1972 all’81. Orig­i­nario di Mez­zo­coro­na, in provin­cia di Tren­to, è ricorda­to soprat­tut­to per l’op­er­azione-Friuli (’76–77), che diede vita alla Pro­tezione civile. Riuscì a mobil­itare 15mila volon­tari, che ripararono 3.300 case, grave­mente dan­neg­giate dal ter­re­mo­to, a edi­fi­care dod­i­ci scuole supe­ri­ori, una casa per gli stu­den­ti e otto cen­tri per gli anziani.