L’ufficio trasloca nell’ex macello: il centro è senza sportello

Lavori in via Scavi Romani Poste in esilio alla «Vicina»

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Di Luca Delpozzo
Desenzano del Garda

L’Ufficio postale di Desen­zano prepara le valige, ma il traslo­co non sarà defin­i­ti­vo: per lavori di ristrut­turazione nei locali di via Scavi Romani, le Poste trascor­reran­no cinque mesi in una sede provvi­so­ria, per poi ritornare a pri­mav­era nei vec­chi uffi­ci rin­no­vati più bel­li e fun­zion­ali. La sede prescelta per questi cinque mesi di esilio, a par­tire dal­la fine del­la set­ti­mana prossi­ma, in accor­do col Comune è sull’area dell’ex Macel­lo in via Mez­zo­colle: pro­prio ieri la Giun­ta Pien­az­za ha dato il via lib­era all’utilizzo del­la sede provvi­so­ria, che sorge appun­to su un ter­reno di pro­pri­età comu­nale. La provvi­sori­età del traslo­co è da speci­fi­care bene: i desen­zane­si sono affezionati al loro Uffi­cio Postale, pur con tut­ti i suoi difet­ti. Quali difet­ti? Innanz­i­tut­to gli uffi­ci fin trop­po spar­tani, qua­si dis­adorni e dis­tan­ti dal­la livrea col­orata, tec­no­log­i­ca e luc­ci­cante degli uffi­ci postali di ulti­ma gen­er­azione. È pro­prio per questo che è sta­ta decisa la ristrut­turazione in via Scavi Romani che non sarà solo un’operazione di immag­ine ma anche l’occasione per poten­ziare le dotazioni tec­no­logiche e mod­ern­iz­zare l’offerta dei servizi ai cli­en­ti. Così spie­gano le Poste. Ma tra i difet­ti di quel­la sede ce n’è un altro, di cui tan­to si è dis­cus­so da dieci anni a ques­ta parte: la col­lo­cazione in una stret­ta viuz­za del cen­tro stori­co accan­to alla , con una deci­na di posti auto a dis­co orario qua­si sem­pre occu­pati, e i parcheg­gi più gran­di a 300–400 metri di dis­tan­za. Mol­ta gente lo tro­va sco­mo­do, non c’è dub­bio. Eppure le Poste han­no deciso di inve­stire pro­prio sul­la vec­chia sede di via Scavi Romani e ques­ta, per Desen­zano, è tut­to som­ma­to una buona notizia: ormai tut­ti si sono resi con­to che decen­trare i servizi porterebbe alla morte del cen­tro stori­co. Par­liamo di servizi (scuole, munici­pio e poste appun­to) che por­tano indot­to e pos­si­bil­ità di lavoro anche alle centi­na­ia di negozi, di bar, di attiv­ità del cen­tro. «Le Poste — spie­gano in munici­pio — staran­no all’ex Macel­lo solo fino alla fine di mar­zo, ma poi ritorner­an­no dove sono sem­pre state. Il traslo­co ci è sta­to annun­ci­a­to già per la fine del­la prossi­ma set­ti­mana, per andare ad occu­pare due fab­bri­cati che saran­no col­lo­cati sull’area di via Mez­zo­colle. I pre­fab­bri­cati, già pron­ti per essere instal­lati sul pos­to, sono di pro­pri­età di Poste Spa e alla fine di questi mesi saran­no smon­tati e por­tati via». Il rovescio del­la medaglia: men­tre il cen­tro stori­co perde l’Ufficio postale per cinque mesi, saran­no gli abi­tan­ti dei quartieri del­la Irta e del­la Vic­i­na a guadagnare un servizio utile e più vici­no a casa. Non è una novità, del resto, che da tem­po a Desen­zano si stia pen­san­do a real­iz­zare un ter­zo uffi­cio postale da affi­an­care sta­bil­mente a quel­lo del cen­tro e a quel­lo di Riv­oltel­la. Tra i quartieri can­di­dati a ospitare il ter­zo uffi­cio ci sono pro­prio quel­li del­la Vic­i­na e delle Grezze, dove abi­tano cir­ca 3000 per­sone, las­ci­ate qua­si sen­za servizi. Ma questo è un altro tema e se ne par­lerà anco­ra in futuro.

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