Un medico, un uomo Il premio «Gasparo» incorona l’impegno di Angelo Gasparotti

Lavoro di solidarietà

29/05/2001 in Avvenimenti
Parole chiave: -
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Per il 2001 il pre­mio «Gas­paro», inti­to­la­to all’inventore del vio­li­no, è sta­to con­seg­na­to al dot­tor Ange­lo Gas­parot­ti, durante un’affollata cer­i­mo­nia svoltasi nel salone con­sil­iare del Palaz­zo comu­nale di Salò. «Nel­l’an­no del volon­tari­a­to, abbi­amo ritenu­to gius­to asseg­nare l’onorificenza a un medico che si è dis­tin­to per l’impegno e la dedi­zione ver­so gli anziani, gli ammalati e i bisog­nosi», ha spie­ga­to il sin­da­co . Lau­re­atosi nel ’57 a Par­ma, Gas­parot­ti ha lavo­ra­to nell’ospedale di Bres­cia (la cit­tà di nasci­ta) per alcu­ni mesi, diven­tan­do poi assis­tente a Salò, dove è rimas­to in servizio fino al ’92. Con le fun­zioni di pri­mario, ha diret­to il repar­to di med­i­c­i­na per due anni, rico­pren­do anche l’incarico di diret­tore san­i­tario. Si è occu­pa­to, come internista, di malat­tie del metab­o­lis­mo, in par­ti­co­lare del dia­bete mel­li­to. Nel ’68 si è spe­cial­iz­za­to in Geri­a­tria, diven­tan­do diret­tore san­i­tario del­la casa di riposo, dal ’78 al ’92. Ora mantiene la qual­i­fi­ca di con­sulente sia a Salò che nel­la Casa Bravi a S. Michele di Gar­done Riv­iera. Per un cer­to peri­o­do ha guida­to anche il ricovero di Gargnano. Ha col­lab­o­ra­to con l’Istituto di psi­colo­gia dell’ di e Bres­cia. E’ tra i fonda­tori del grup­po di volon­tari­a­to “Sol­i­da­ri­età salo­di­ana”. «Una vita ded­i­ca­ta agli altri — ha sot­to­lin­eato il sin­da­co-. Il dot­tor Gas­parot­ti ha svolto un ruo­lo fon­da­men­tale all’interno del cen­tro sociale e nel­la con­duzione del grup­po Sol­i­da­ri­età salo­di­ana, una realtà insos­ti­tu­ibile. L’ente pub­bli­co, infat­ti, non ha le strut­ture e le risorse per svilup­pare il tipo di lavoro effet­tua­to dai volon­tari». «Ho conosci­u­to Gas­parot­ti nel ’75, ed è subito diven­ta­to un eccezionale pun­to di rifer­i­men­to pro­fes­sion­ale — ha det­to Mau­r­izio De Giuli, asses­sore alla San­ità, medico pure lui -. Siamo sta­ti insieme nel­la rior­ga­niz­zazione del­la casa di riposo. Ange­lo si è sem­pre fat­to cari­co dei sogget­ti più deboli, sen­za mai cor­rere per il suc­ces­so. All’insegna dell’aforisma che dice: curare spes­so, guarire qualche vol­ta, con­so­lare sem­pre». Parole di ringrazi­a­men­to sono giunte anche dal dot­tor Gian­car­lo Rag­gi, a nome del grup­po di Sol­i­da­ri­età. La con­seg­na del pre­mio (una stat­uet­ta che ripro­duce il bus­to di Gas­paro, lo stes­so che nei mesi scor­si vol­e­va com­per­are) è sta­ta accom­pa­g­na­ta da un lunghissi­mo bat­ti­mano. «Non mi aspet­ta­vo tan­to», ha det­to Gas­parot­ti, vis­i­bil­mente com­mosso. E giù un altro scroscio di applausi. «Ringrazio tut­ti — ha pros­e­gui­to-. A ques­ta comu­nità io sono par­ti­co­lar­mente lega­to. In ospedale ho conosci­u­to la sof­feren­za fisi­ca e quel­la del­lo spir­i­to. Alla casa di riposo abbi­amo cer­ca­to di dare dig­nità e con­for­to a chi invec­chia. L’abbiamo trasfor­ma­ta in un cen­tro si servizi socio-san­i­tari: un ponte sul ter­ri­to­rio. Fare volon­tari­a­to è cari­car­si sulle spalle i pesi del­la vita, pun­tan­do sui prin­cipi del­la sol­i­da­ri­età. Siamo diven­tati gli avvo­cati per­ma­nen­ti degli anziani, che per­dono il loro ruo­lo nel­la soci­età e, tal­vol­ta, gli affet­ti famil­iari». «Abbi­amo cer­ca­to di sta­bilire un legame, in una sor­ta di scam­bio rec­i­pro­co, inte­gran­do il nos­tro lavoro con quel­lo delle isti­tuzioni». Applausi, flash e occhi arrossati.

Parole chiave: -