Migliora la sicurezza nelle strutture sanitarie Guerra a malori ed emergenze

L’azienda ospedaliera in azione

Di Luca Delpozzo

Miglio­ra la sicurez­za negli ospedali del­l’azien­da di Desen­zano. Oltre tre­cen­to dipen­den­ti, tra san­i­tari ed infer­mieri dei repar­ti d’e­mer­gen­za, saran­no presto coin­volti in un pro­gram­ma di for­mazione per affrontare i casi più gravi den­tro le mura di una strut­tura san­i­taria. In ogni repar­to ed in ogni piano ospedaliero sarà, inoltre, disponi­bile un car­rel­lo des­ti­na­to pro­prio ai pri­mi inter­ven­ti di soc­cor­so per per­me­t­tere le imme­di­ate cure a chi dovesse essere col­pi­to da un qualunque mal­ore. Le ricerche ril­e­vano che può essere indif­fer­ente­mente col­pi­to sia un dipen­dente che un vis­i­ta­tore. E i più fre­quen­ti casi sono vit­time di arresto car­dio­cir­co­la­to­rio. La tem­pes­tiv­ità del pri­mo soc­cor­so può riv­e­lar­si, quin­di, deci­si­va per sal­vare una vita umana. «Un inter­ven­to entro un min­u­to — spie­ga il diret­tore san­i­tario, Lucio Dalfi­ni — può garan­tire una prob­a­bil­ità di suc­ces­so in oltre il 60% dei casi, entro cinque minu­ti ques­ta per­centuale si abbas­sa al 17%, men­tre un inter­ven­to che viene assi­cu­ra­to tra i cinque ed i dieci minu­ti garan­tisce una prob­a­bil­ità di suc­ces­so indica­ti­va­mente del 9–10%». Negli ospedali sono sem­pre in aggua­to i mal­ori, soprat­tut­to tra i dipen­den­ti ma anche tra i vis­i­ta­tori o gli stes­si pazi­en­ti. «Per queste ragioni — riprende Dalfi­ni — abbi­amo ritenu­to utile reperire, ad ogni piano d’ospedale, un car­rel­lo che per­me­t­ta di prestare le prime cure nec­es­sarie a chi pos­sa essere col­pi­to da un male: il car­rel­lo sarà dota­to anche di un defribil­la­tore di tipo semi­au­to­mati­co nel quale sono con­tenu­ti far­ma­ci speci­fi­ci». Le aree cosid­dette «critiche» sono la Rian­i­mazione, l’E­mer­gen­za, il Pron­to Soc­cor­so e pro­prio il per­son­ale che vi è impeg­na­to sarà quel­lo coin­volto dal megaprog­et­to di for­mazione. E’ sta­to anche cre­ato un team for­ma­to dai respon­s­abili del Dipar­ti­men­to di emer­gen­za, Wal­ter Iacov­el­li e Gabriele Toma­soni, dai coor­di­na­tori dei Pron­to soc­cor­so, dal respon­s­abile del Servizio d’Ingeg­ne­r­ia Clin­i­ca, Alessan­dro Cresceri, dal­la respon­s­abile del­l’Uf­fi­cio di For­mazione, Rossel­la Goglioni, dal respon­s­abile del­la Pre­ven­zione e Pro­tezione Clau­dio Fer­ri e da alcu­ni fun­zionari e capisala. Il grup­po di lavoro, dopo aver rac­colto i prin­ci­pali dati sul­la casis­ti­ca regionale e nazionale, ha mes­so a pun­to un’or­ga­niz­zazione di emer­gen­za che, ripeti­amo, sarà arti­co­la­ta in tut­ti e sei i pre­si­di ospedalieri (Desen­zano, Lona­to, Salò Gavar­do, Maner­bio e Leno) com­in­cian­do a selezionare il per­son­ale in servizio negli ospedali per­iferi­ci. Nei mesi scor­si, infine, tut­ti i locali d’uf­fi­cio e quel­li di acces­so sono sta­ti poten­ziati nel­la dotazione delle apparec­chia­ture di sicurez­za (estin­tori, vie di fuga, indi­cazioni e segnaletica).