E a Lazise il presepe raddoppia: su due piani!

30/12/2015 in Attualità
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Di Sergio Bazerla

Nativ­ità in chiesa par­roc­chiale che fa dis­cutere. Non tan­to per il tema pro­pos­ta, nem­meno per la bellez­za e storic­ità delle stat­ue, antiche e molto belle, ma sem­mai per la orig­i­nale dis­lo­cazione del . Una sor­ta di vil­let­ta a schiera su due piani. Al piano nobile, in bel­la evi­den­za com’è gius­to che sia, la nativ­ità con il bam­bi­no al cen­tro, la Madon­na e San Giuseppe e due belle rap­p­re­sen­tazione del bue e del­l’asi­no. Una luce inten­sa focal­iz­za l’im­mag­ine del bam­bi­no. Il tut­to col­lo­ca­to in una capan­na davvero essen­ziale, prim­i­ti­va, com­ple­ta­mente  real­iz­za­ta in leg­no con un tet­to di paglia che appe­na ripara la san­ta famiglia.

Al piano ter­ra, pro­prio sot­to la nativ­ità, i pas­tori che con il loro gregge ed i loro poveri attrezzi di cam­pagna, giun­gono alla capan­na gui­dati dal­la stel­la cometa.

A real­iz­zare questo stu­pen­do pre­sepe ridot­to all’os­so è sta­to Fran­co Sar­tori, cat­e­chista di lun­ga data, ma soprat­tut­to abile faleg­name con un glo­rioso pas­sato pro­fes­sion­ale. A dar­gli man­forte un altro artista, un pit­tore, Gian­fran­co Mot­ta. “Una idea che ave­vo in tes­ta da tem­po — spie­ga Fran­co Sar­tori — e che si è con­cretiz­za­ta quest’an­no con la mes­sa in grande evi­den­za del­la nativ­ità, al piano supe­ri­ore, a vista imme­di­a­ta del vis­i­ta­tore. Pro­prio per evi­den­ziare , anche con il fas­cio di luce, la cen­tral­ità del­la nasci­ta del bam­bi­no Gesù.”

Diver­so, uni­co nel suo genere, ma molto espres­si­vo — sot­to­lin­ea una suo­ra — per­ché fa cadere l’oc­chio pro­prio sul­la famiglia di Nazareth.”

Non è quan­to mi aspet­ta­vo da un pre­sepe real­iz­za­to in chiesa — spie­ga un tur­ista lom­bar­do — per­ché su due piani mi pare una sor­ta di con­do­minio. Le stat­ue però sono antiche e bel­lis­sime.”

Mer­av­iglioso, espres­si­vo, davvero uni­co nel suo genere — esor­disce Mon­i­ca Tomez­zoli — per­ché è sem­plice, essen­ziale, sen­za fron­zoli, luci che si muovono. In una paro­la: molto bel­lo.”

E’ bel­lo pro­prio per­ché è sem­plice — incalza Gio­van­na Fur­ri — e poi è pro­prio orig­i­nale sui due piani. Un plau­so a chi avu­to l’idea e lo ha quin­di real­iz­za­to per la nos­tra comu­nità par­roc­chiale.”

Il rica­va­to dalle offerte pre­sepi­ali sarà quin­di con­seg­na­to alla casa di accoglien­za Il Nido di Verona, a sosteg­no delle loro attiv­ità, rispet­tan­do i desideri dei ragazzi del cat­e­chis­mo e delle cat­e­chiste che vi oper­a­no.

Ser­gio Baz­er­la

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