Approvata la variante

Le abitazioni possono avere un piano in più

11/03/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

Il Con­siglio comu­nale ha vota­to la vari­ante parziale numero 6, mod­i­f­i­can­do la parte di norme di attuazione del piano rego­la­tore del 2000 che rego­la­men­ta­va le altezze delle case e degli edi­fi­ci. Con ques­ta vari­ante le altezze delle case ven­gono por­tate da 7,50 a 8 metri, trasfor­man­do così molti sot­totet­ti da mansarde con agi­bil­ità a mansarde abit­abili. Di fat­to, i piani delle abitazioni e dei fab­bri­cati aumenter­an­no da due a tre piani, man­te­nen­do però il ter­zo piano come sot­totet­to. La vari­ante è sta­ta delib­er­a­ta in base al com­ma 4 dell’articolo 50 del­la legge regionale 61/85. Un arti­co­lo che ha aper­to un dibat­ti­to tra il sin­da­co e il vicesin­da­co e la con­sigliera di mino­ran­za Sab­ri­na Tra­monte, che ha abban­do­na­to l’aula non parte­ci­pan­do al voto, per­chè ha dichiara­to che la delib­era che appor­ta le mod­i­fiche alle norme di attuazione è ille­git­ti­ma. «Per­chè il com­ma 4 dell’articolo 50 dice che pre­sup­pos­to per l’approvazione delle vari­anti, è l’assenza di aumen­to di cari­co urban­is­ti­co sul ter­ri­to­rio», ha det­to la Tremonte. «Cosa che non sig­nifi­ca cari­co vol­u­met­ri­co per il man­ten­i­men­to del dimen­sion­a­men­to del piano vigente». «Con queste mod­i­fiche», ha pros­e­gui­to Tra­monte, sono sta­ti mod­i­fi­cati i para­metri urban­is­ti­ci, non con­sen­ti­ti dal­la legge stes­sa che la mag­gio­ran­za ha uti­liz­za­to». Il vicesin­da­co Gian­car­lo Sabai­ni, ha subito repli­ca­to. «Non è asso­lu­ta­mente vero che viene alter­ato il cari­co edilizio urban­is­ti­co, per­chè non viene vari­a­to l’indice di edi­fi­ca­bil­ità», ha affer­ma­to. «È vero ci si può alzare di mez­zo metro, ma si deve costru­ire mez­zo metro in meno in larghez­za, per­chè il vol­ume con­ces­so non cam­bia». «In questo modo», ha pros­e­gui­to il sin­da­co Loren­zo Sar­tori, «si faran­no case più alte, ma più strette e ci sarà più verde a dis­po­sizione». «In ogni caso», ha aggiun­to, «le mod­i­fiche delle altezze sono state fat­te per sanare tutte quelle situ­azioni di locali nei sot­totet­ti che fino a oggi non pote­vano godere dell’abitabilità. Per appli­care l’articolo 50 del­la legge regionale ci siamo avval­si del parere di tec­ni­ci, che ci han­no assi­cu­ra­to la cor­ret­tez­za del­la pro­ce­du­ra», ha chiu­so Sar­tori. Per­al­tro l’applicazione delle nuove norme, sono riferite anche a tutte le abitazioni già real­iz­zate, che potran­no alzarsi fino a 8 metri, ma solo se non han­no già usufruito di tut­ta la vol­ume­tria autor­iz­za­ta con la con­ces­sione edilizia. Le Zto (zone ter­ri­to­rio omo­ge­neo) che potran­no portare l’altezza degli edi­fi­ci a 8 metri, (misura in gron­da), sono la B (urban­iz­zazione res­i­den­ziale o di com­ple­ta­men­to), la C 2 (zone res­i­den­ziali di espan­sione nuo­va) e la D4c/e (zone per aggregazioni tur­is­ti­co-alberghiere di com­ple­ta­men­to e di espan­sione). Men­tre per le zone indus­tri­ali e arti­gianali, la D1c di com­ple­ta­men­to potrà vari­are le altezze a 8 metri per le abitazioni e fino a 9 metri per gli impianti pro­dut­tivi; la D1e di espan­sione potrà rag­giun­gere l’altezza degli impianti per attiv­ità logis­ti­ca su super­fi­ci non infe­ri­ori a 4 mila metri qua­drati, fino a 12 metri. Le zone C1 spe­ciali dovran­no invece man­tenere l’altezza dei 7,50 metri. Per le nuove costruzioni in queste zone C1 spe­ciali, delib­er­ate con la vari­ante 9 del 2004 e anco­ra al vaglio dell’approvazione del­la Regione, era sta­to mod­i­fi­ca­to il lot­to min­i­mo per l’edificazione da 1.500 a 1.000 metri e la pos­si­bil­ità di edi­fi­care non solo uni e bifa­mil­iari, ma anche aggregazioni di allog­gi fino a sei unità. Con ques­ta nuo­va vari­ante, è sta­to man­tenu­to il lot­to min­i­mo, ma sono state por­tate a quat­tro le aggregazioni di allog­gi, con una super­fi­cie abi­ta­ti­va di ogni unità di un min­i­mo di 80 metri qua­drati. Dis­cor­so a parte, infine, per la zona E1 spe­ciale: nelle aree di pia­nu­ra sarà con­sen­ti­ta la costruzione di man­u­fat­ti a servizio del fon­do com­ple­ta­mente inter­rati, di dimen­sioni mas­si­ma di 200 metri qua­drati e fino a 6 metri di pro­fon­dità, vin­co­lati ad autor­iz­zazione idro­ge­o­log­i­ca forestale.