Un solo punto fuori limite per i bagni a Bardolino. L’andamento meteo scongiura la proliferazione delle alghS
piagge ok, per ora. L’Arpav agli agricoltori: no ai fitofarmaci se sta per pioveree

Le acque del lago passano l’esame

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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Spi­agge e lago tut­to okay. Via lib­era ai bag­ni su tut­ta la Riv­iera degli Olivi, eccet­to in un pun­to, il «278 Lun­go­la­go Cipri­ani», a Bar­dolino (non si conoscono le cause) men­tre è sot­to sup­ple­tive (indagi­ni dopo una routi­nar­ia sfa­vorev­ole) il «245 Vil­la Pare­ani» a Mal­ce­sine. Il ven­to e le piogge han­no fino­ra sven­ta­to anche il peri­co­lo alghe, l’acqua appare traspar­ente e tut­ti i para­metri (tem­per­atu­ra di aria e acqua, direzione e inten­sità del ven­to, ph, col­orazione, trasparen­za, oli min­er­ali, ten­sioat­tivi, feno­li e ossigeno dis­ci­olto) sono nel­la norma.È il bilan­cio di questo pri­mo mese d’estate (la sta­gione bal­n­eare va dall’1 mag­gio al 30 set­tem­bre), un bilan­cio pos­i­ti­vo negli ulti­mi due anni (dal 2006) dato che quest’anno, per la sec­on­da vol­ta, si parte l’1 aprile (quan­do inizia la sta­gione dei cam­pi­ona­men­ti) con tut­ta la nos­tra spon­da idonea alla balneazione.Le ras­si­cu­razioni per cit­ta­di­ni e tur­isti arrivano diret­ta­mente dai ver­ti­ci dell’Arpav (Agen­zia regionale per la pre­ven­zione e pro­tezione ambi­en­tale del Vene­to), che ieri ha orga­niz­za­to un’uscita stra­or­di­nar­ia a cui han­no parte­ci­pa­to, oltre a Gior­gio Franzi­ni biol­o­go respon­s­abile dell’ Uffi­cio del Dipar­ti­men­to Arpav di Verona che di rou­tine cura il mon­i­tor­ag­gio, anche Andrea Dra­go diret­tore gen­erale Arpav e Gian­car­lo Cunego diret­tore Dipar­ti­men­to Arpav di Verona. Il grup­po, con lo staff del lab­o­ra­to­rio del dipar­ti­men­to scaligero, è sal­pa­to dal­la Nau­ti­ca Mod­e­na in local­ità La Mar­ra a Lazise. A bor­do del moto­scafo San Nicolò, cap­i­tana­to da Gio­van­ni Olivet­ti, ha con­trol­la­to tut­ti i para­metri pre­visti dal Dpr 470/82 al pun­to «283 Spi­ag­gia D’Oro», il set­ti­mo cam­pi­ona­men­to dell’anno (se ne fan­no 12 in totale). Come sem­pre, a cir­ca 3 metri dalle riva, sono sta­ti con­trol­lati pH, col­orazione, trasparen­za, even­tuale pre­sen­za di oli min­er­ali, ten­sioat­tivi e feno­li, ossigeno dis­ci­olto e, in una bot­tigli­et­ta ster­ile, è sta­ta rac­col­ta l’acqua che sarà anal­iz­za­ta per ver­i­fi­care l’eventuale pre­sen­za di col­ifor­mi totali, fecali e strep­to­coc­chi. A parte questo dato, che si conoscerà tra 24–48 ore, tut­ti i para­metri sono regolari.«Abbiamo inizia­to la sta­gione con tutte le zone idonee alla bal­neazione e ciò sig­nifi­ca che la qual­ità delle acque negli ulti­mi due anni è sod­dis­facente», com­men­ta Dra­go. «Per quan­to riguar­da le alghe la loro pre­sen­za è lega­ta al fos­foro nel­la zona d’acqua rag­giun­ta dal­la luce e, dai con­trol­li men­sili (l’ultimo è sta­to fat­to mart­edì, il giorno pri­ma), i liv­el­li di cianoficee (nel cui grup­po alcune sono poten­zial­mente tossiche per cui van­no con­trol­late) sono nel­la nor­ma e le fior­i­t­ure algali si sono viste solo a mag­gio». E com­men­ta: «Ciò dipende dal fat­to che il sis­tema di col­let­ta­men­to è miglio­ra­to, gra­zie alle miglior­ie appor­tate all’impianto e al bypass che por­ta gli scarichi d’emergenza nel Min­cio, un eco­sis­tema meno del­i­ca­to del Gar­da. In prat­i­ca nel­la zona veronese si scar­i­ca il 10 per cen­to di quel­lo che si scar­i­ca­va nel 2003».Il del­i­ca­to ambi­ente-lago va comunque costan­te­mente mon­i­tora­to e Dra­go riv­olge un invi­to anche agli agri­coltori: «Non solo la popo­lazione e la pre­sen­za di indus­trie inquinano, anche il com­par­to dell’agricoltura può incidere vis­to l’utilizzo di fito­far­ma­ci. Con­sigliamo quin­di agli agri­coltori di con­trol­lare le pre­vi­sioni meteo sul nos­tro sito www.arpa.veneto.it . Così si pos­sono evitare trat­ta­men­ti alla vig­ilia di piogge». Spes­so stu­diosi han­no fat­to notare l’esigenza di una stu­dio che valu­ti il pos­si­bile potere inquinante degli afflu­en­ti: «A parte il Sar­ca, che è nel­la zona trenti­na, nel Gar­da entra­no cor­si a carat­tere tor­ren­tizio che mon­i­to­ri­amo». Poi pre­cisa: «L’Arpav mette a dis­po­sizione di Provin­cia e Comu­ni la sua équipe spe­cial­iz­za­ta. Siamo pron­ti a col­lab­o­rare così ai vari prog­et­ti, ma anche le ammin­is­trazioni locali garde­sane devono fare la loro parte. Han­no tra le mani un tesoro: il Gar­da è la loro prin­ci­pale fonte eco­nom­i­ca».

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