L’esito dei controlli in oltre cento località delle sponde bresciana e veronese

Le analisi dell’Aslbocciano tre spiagge

02/10/2007 in Balneabilità
A Affi
Di Luca Delpozzo
Sara Mauroner

Il lago di Gar­da sta bene e negli ulti­mi anni la qual­ità dell’acqua è miglio­ra­ta. È il giudizio com­p­lessi­vo che si può ricavare dalle ultime ril­e­vazioni com­piute dall’Asl di Bres­cia e dal dipar­ti­men­to di Verona dell’Arpav. Nonos­tante l’autunno sia già inizia­to, con­tin­u­ano i mon­i­tor­ag­gi delle 52 spi­agge del litorale bres­ciano e delle 65 di quel­lo veronese. Sec­on­do le ultime ril­e­vazioni, sono i nos­tri vici­ni ad avere il pri­ma­to per l’acqua più puli­ta. Sec­on­do l’aggiornamento del 25 set­tem­bre dell’Arpav, le bandiere blu sven­tolano per tut­ta la cos­ta veronese.QUALCHE PROBLEMA anco­ra da risol­vere invece per la spon­da bres­ciana. Le spi­agge tabù, precluse alla bal­neazione, sono tre: cen­tro bal­n­eare di Lona­to, Lido Tor­co­lo a Maner­ba e il por­to di Padenghe. Qualche sper­an­za di recu­pero invece per la Spi­ag­gia d’Oro a Desen­zano e per la local­ità Spiz­za­go a San Felice che per ora riman­gono non balneabili.«Le anal­isi del 20 set­tem­bre in queste due local­ità han­no dato esi­to favorev­ole — spie­ga la diret­trice del dis­tret­to sociosan­i­tario del Gar­da Fiorel­la Cado­ria. — Per uscire dal­lo sta­to di non bal­ne­abil­ità sono nec­es­sarie però due anal­isi favorevoli con­sec­u­tive. Occorre ril­e­vare che la qual­ità dell’acqua è miglio­ra­ta notevol­mente negli ulti­mi anni. È dif­fi­cile attribuire il mer­i­to ad un solo sogget­to. Oltre alle cause nat­u­rali, bisogna dare atto a tut­ti i Comu­ni riv­ieraschi di esser­si impeg­nati in una bonifi­ca mag­giore. A questo bisogna anche aggiun­gere la risoluzione dei prob­le­mi del col­let­tore Gardauno».ANCHE I VERONESI han­no però avu­to qualche gior­na­ta nera durante l’estate. Sia a Lazise che a Bar­dolino, ci sono sta­ti in agos­to prob­le­mi di cui non si sono capite le cause. «Nelle indagi­ni sup­ple­tive non si sono ril­e­vati supera­men­ti dei para­metri per cui i pun­ti sono rimasti idonei alla bal­neazione e noi non abbi­amo avu­to indi­cazioni utili a capire le ragioni del prob­le­ma», spie­ga Gior­gio Franzi­ni, respon­s­abile dell’Ufficio Lago di Gar­da del dipar­ti­men­to di Verona dell’Arpav. A Lazise i prob­le­mi, per col­ifor­mi, han­no riguarda­to la local­ità Vanon, il pun­to 285 a sud del paese e la local­ità Orba di Pacen­go. I liv­el­li in ecces­so «non sono sta­ti però evi­den­ziati nelle anal­isi sup­ple­tive». Un’analisi di rou­tine, il 28 agos­to, ave­va por­ta­to a riscon­trare prob­le­mi con­sis­ten­ti a Bar­dolino, sem­pre per col­ifor­mi fecali in ecces­so: «Sono tut­ti pun­ti qua­si con­tigui — com­men­ta Franzi­ni — che deno­tano quin­di la pre­sen­za di una immis­sione vic­i­na di liquame da fog­natu­ra. Anche qui, però, sic­come le cinque suc­ces­sive anal­isi routi­nar­ie sono state favorevoli, è sta­to impos­si­bile risalire all’origine del prob­le­ma, nonos­tante l’immediata ispezione fat­ta dal Comune e dall’». Bene anche per quan­to riguar­da le alghe che sono state assen­ti per tut­ta l’estate.