È iniziato anche un lavoro di pulizia dell’alveo per ripristinare la funzionalità idraulica del corso d’acqua della valle dei Molini. Il Genio civile replica alle critiche degli ambientalisti sui lavori al torrente

«Le briglie non danneggiano il Gusa»

17/03/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
(b.b.)

Le briglie messe al Gusa-Tesina nel­la Valle dei Moli­ni sono «faraoniche». Il lavoro è fini­to, man­cano solo alcu­ni ritoc­chi che saran­no fat­ti entro l’estate. La manuten­zione ordi­nar­ia dell’alveo è inizia­ta invece la scor­sa set­ti­mana. Lo annun­ciano i respon­s­abili degli uffi­ci dell’unità oper­a­ti­va del Genio civile di Verona che, a pre­scindere dalle lamentele fat­te da alcu­ni cit­ta­di­ni, fan­no sapere che tale sis­temazione idrauli­ca è impor­tan­tis­si­ma e, appun­to, di vitale importanza.«La nos­tra indagine idrauli­ca che risale al 2000 ha con­fer­ma­to lo sta­to di crit­ic­ità del Gusa, soprat­tut­to nel trat­to che riguar­da il cen­tro abi­ta­to di Gar­da dove, in cor­rispon­den­za di alcu­ni pon­ti­cel­li e data la pre­sen­za di sezioni idriche molto ridotte, si era­no pro­poste alcune ipote­si prog­et­tuali final­iz­zate a garan­tire un adegua­to mar­gine di sicurez­za», ricor­da Clau­dio Moscar­do diret­tore dei lavori. «Infat­ti nel 1992, l’onda di piena causò tracimazioni e l’allagamento del cen­tro con peri­coli per l’incolumità pub­bli­ca e ingen­ti dan­ni ai fab­bri­cati». Con­tin­ua: «La soluzione più adegua­ta risultò costru­ire le tre vasche di lam­i­nazione con briglie», spie­ga, «che, come ril­e­va­to dal­la relazione di screen­ing di inci­den­za ambi­en­tale redat­ta da un pro­fes­sion­ista ester­no, da noi approva­ta e spedi­ta al Min­is­tero dell’ambiente e tutela del ter­ri­to­rio, non pro­duce impat­to neg­a­ti­vo né sul­la flo­ra né sul­la fau­na pre­sente», dice rifer­en­dosi al ricor­so pre­sen­ta­to da Legam­bi­ente in mer­i­to alla pre­sen­za di un sito di inter­esse comu­ni­tario (Sic).A Francesca Dall’Ora, che vive qui e a dicem­bre s’è lau­re­a­ta a Pado­va in scien­ze nat­u­rali con la tesi «Val­u­tazione delle qual­ità ambi­en­tali e pae­sag­gis­tiche del tor­rente Tesina-Gusa nel sito Sic It3210007», Pao­lo Mar­che­t­ti, respon­s­abile del servizio tec­ni­co del Genio, risponde: «I nos­tri uffi­ci sono sem­pre aper­ti a un con­fron­to, comunque i nos­tri inter­locu­tori sono e devono essere quel­li pre­visti dal­la legge». E Luig­i­no Gon­za­to, diret­tore oper­a­ti­vo dei lavori: «Men­tre stava­mo inizian­do a lavo­rare andai per­sonal­mente a cer­care la sig­no­ri­na Dall’Ora per un col­lo­quio e per cer­care di fare capire a lei e agli altri cit­ta­di­ni le nos­tre inten­zioni, ma non riuscii mai a trovar­la. Siamo comunque anco­ra qui per discutere».Intanto non si tor­na indi­etro. «Il lavoro è indis­pens­abile», rib­adisce Moscar­do, «dato che la por­ta­ta mas­si­ma del Gusa nel trat­to che attra­ver­sa l’abitato è di cir­ca 43 metri cubi al sec­on­do, rifer­i­to a tem­pi di ritorno di 50 anni. Tale sezione può smaltirne cir­ca 30 per cui le vasche han­no il com­pi­to, oltre che di favorire la sed­i­men­tazione del mate­ri­ale ostru­ente, di trat­tenere i restanti metri cubi, facen­doli defluire lenta­mente tramite le fer­i­toie centrali».È par­ti­to il lavoro di espur­go e rimozione del­la veg­e­tazione infes­tante e delle immon­dizie pre­sen­ti in alveo, «fat­to per ripristinare la fun­zion­al­ità idrauli­ca», dice Gon­za­to. I lavori sono già sta­ti con­seg­nati ad una dit­ta ester­na: «Inizier­an­no da Gar­da per andare ver­so monte fino alle briglie». Il cos­to dell’intervento è di cir­ca 40mila euro. I tec­ni­ci assi­cu­ra­no che non riguarderà il pun­to dove si trovano le cas­catelle nat­u­rali in traverti­no, roc­cia orig­i­na­ta dall’incrostazione di muschi e sostanze veg­e­tali «habi­tat pro­tet­to a liv­el­lo europeo», sec­on­do Dall’Ora.Costerà invece 100mila com­pletare l’opera: «Il com­ple­ta­men­to non prevede inter­ven­ti strut­turali. Inter­ver­re­mo per pro­teggere la scarpa­ta dall’erosione ponen­do mas­si ciclop­i­ci di pietra locale in sago­ma sul­la sin­is­tra idrauli­ca», dice Mar­che­t­ti, «la scarpa­ta sarà piantu­ma­ta con talee e tornerà verde». Il Genio sta poi accor­dan­dosi col Comune per porre un para­pet­to sul­la stra­da che corre in aderen­za al tor­rente «un guard rail che risponde alla nor­ma­ti­va stradale rivesti­to in leg­no dall’aspetto esteti­co grade­v­ole», assi­cu­ra Marchetti.Nel pun­to in cui l’alveo del fiume, oltre le briglie, è spes­so occu­pa­to da auto «potremo porre dei mas­si, come sug­ger­i­to da Dall’Ora», dicono negli uffi­ci, «il cartel­lo sarà tolto appe­na fat­to tut­to questo, la cura del sen­tiero spet­ta invece al Comune».