Trasporto riuscito sotto lo sguardo soddisfatto dei rappresentanti del Consorzio funicolare. Dieci minuti di elicottero dalla Motta alla stazione di San Michele Da luglio la nuova funivia collegherà il lago a Tratto Spino

Le cabine «volano» sul Baldo

16/05/2002 in Attualità
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Malcesine

Oper­azione rius­ci­ta. In poco più di dieci minu­ti le due fiamman­ti cab­ine rotan­ti del­la nuo­va funi­via e il doppio ser­ba­toio per l’ap­provvi­gion­a­men­to del­l’ac­qua sono sta­ti trasportati con un eli­cot­tero K‑max dal parcheg­gio in riva al lago di local­ità Mot­ta ai cir­ca 600 metri del­la stazione inter­me­dia di San Michele. Fra qualche giorno le due nav­i­celle ver­ran­no issate sulle funi por­tan­ti men­tre per i pri­mi di luglio è pre­vista l’aper­tu­ra del­l’impianto di risali­ta che in meno di 11 minu­ti per­cor­rerà ad una veloc­ità mas­si­ma di 10 metri al sec­on­do i quat­tro chilometri e 325 metri di lunghez­za che sep­a­rono le sponde del Benà­co ai 1760 metri di Trat­to Spino. L’at­te­so inter­ven­to, rimanda­to ben tre volte per prob­le­mi col­le­gati al tras­bor­do via cielo, è avvenu­to ieri mat­ti­na davan­ti ad una fol­la di curiosi e addet­ti ai lavori. Un pas­sag­gio segui­to con il sor­riso stam­pa­to sul volto dai rap­p­re­sen­tan­ti del con­sorzio funi­co­lare Mal­ce­sine-Monte , ente pre­siedu­to da Giuseppe Ven­turi­ni e com­pos­to con dif­fer­en­ti quote di parte­ci­pazione da Provin­cia (45%), Comune di Mal­ce­sine (30%) e Cam­era di Com­mer­cio (25%). Tut­ti con il naso all’in­sù ad osser­vare la poten­za e l’agilità dell’elicottero biro­tore prove­niente diret­ta­mente dal­l’Aus­tria che con una sem­plice manovra ha aggan­ci­a­to i ven­titrem­i­la chili del­la nav­i­cel­la e in quat­tro minu­ti ha com­ple­ta­to il trasvo­lo. Oper­azione ripetu­ta tre volte nel­la mas­si­ma sicurez­za e con la pos­si­bil­ità per gli oper­a­tori tele­vi­sivi e i fotografi di immor­ta­larne le fasi sedu­ti a bor­do di un sec­on­do eli­cot­tero d’ap­pog­gio. A ter­ra, spaz­zo­lati dalle raf­fiche di ven­to mosse dalle pale dei mezzi volan­ti, tra gli altri anche il sin­da­co Giuseppe Lom­bar­di, il prog­et­tista del­la Funi­plan di Rovere­to, Mario Pedrot­ti, il respon­s­abile del pro­ced­i­men­to dei lavori Gian­fran­co Bor­to­lus­si, l’im­man­ca­bile Giuseppe Bologni­ni oltre al pres­i­dente del­l’As­co provin­ciale Fer­nan­do Moran­do. «E’ una sod­dis­fazione enorme vedere uno degli ulti­mi tas­sel­li di ques­ta grande opera andare al pro­prio pos­to. Fra poche set­ti­mane, a lavori ulti­mati, potremo fre­gia­r­ci di un impianto di risali­ta uni­co al mon­do nel suo genere gra­zie alle due cab­ine rotan­ti. Una vera attrazione che creerà un indot­to eco­nom­i­co non solo per l’al­to Gar­da ma per tut­ta l’area veronese. Va dato mer­i­to di tut­to questo al pres­i­dente Giuseppe Ven­turi­ni che ha saputo portare a ter­mine nei tem­pi presta­bil­i­ti un’­opera basi­lare per il rilan­cio del Bal­do», ha det­to Moran­do in qual­ità di mem­bro del diret­ti­vo del con­sorzio funi­co­lare. Al suo fian­co annuisce Fran­co Tode­sco pres­i­dente del­la Fed­er­azione ital­iana sport inver­nali (Fisi). «Una vol­ta a pieno regime la funi­via sarà un mez­zo trainante per gli sport inver­nali del­l’en­troter­ra garde­sano. L’aus­pi­cio è che lo stes­so Con­sorzio si fac­cia presto cari­co del­la ristrut­turazione degli altri impianti che for­mano il carosel­lo del Bal­do. Ma non solo. Il sog­no è arrivare all’in­neva­men­to arti­fi­ciale e ad un accor­do con il Trenti­no per un uni­co com­pren­so­rio con San Valenti­no e La Pol­sa». Più lega­to ovvi­a­mente al pre­sente Giuseppe Ven­turi­ni, comunque elet­triz­za­to nel vedere pren­dere for­ma defin­i­ti­va l’impianto di risali­ta. In un cer­to sen­so anche una pic­co­la riv­inci­ta nei con­fron­ti di chi gufa­va con­tro. «Dice­vano che non sarem­mo mai rius­ci­ti a rimanere nei tem­pi e invece per luglio, come pre­vis­to, la funi­via sarà aper­ta. Non abbi­amo spe­so una lira in più dei 40 mil­iar­di pre­visti e nonos­tante le promesse di con­tribu­ti non man­tenute dal­la Regione», si scal­da Ven­turi­ni, «siamo rius­ci­ti a real­iz­zare nel­la stazione a valle il parcheg­gio inter­ra­to da 200 posti auto».Un «giro» panoram­i­co per ottan­ta per­sone Uniche al mon­do. Sti­amo par­lan­do delle due mod­erne cab­ine rotan­ti che faran­no spo­la nel sec­on­do trat­to del­la funi­via di Mal­ce­sine. Le avveniris­tiche «nav­i­celle», cias­cu­na con una capien­za fino ad ottan­ta unità, per­me­t­ter­an­no al passeg­gero di ammi­rare il pae­sag­gio a 360 gra­di gra­zie al lento movi­men­to rota­to­rio del pavi­men­to del­la cab­i­na (cir­ca un giro) durante la risali­ta che dura otto minu­ti. Una soluzione inno­v­a­ti­va e spet­ta­co­lare per due «cor­pi» rotan­ti dal cos­to sin­go­lo di 150mila euro. Una cifra forse cospicua ma che sec­on­do le pre­vi­sioni sarà ben presto ammor­tiz­za­ta dal­la cor­sa dei tur­isti a provare l’eb­brez­za di un giro panoram­i­co con vista moz­zafi­a­to sul più grande lago d’I­talia. Ma non sono sole le cab­ine rotan­ti a qual­i­fi­care l’impianto di risali­ta dove ogni min­i­mo par­ti­co­lare è sta­to appro­fon­di­ta­mente stu­di­a­to. Tra gli obi­et­tivi del nuo­vo impianto l’au­men­to del­la por­ta­ta passeg­geri, 600 all’o­ra il trip­lo rispet­to all’at­tuale, ma anche l’ab­bat­ti­men­to delle bar­riere architet­toniche e il miglio­ra­men­to degli spazi. Impianto che sarà costan­te­mente tenu­to sot­to con­trol­lo e gesti­to da quat­tro dif­fer­en­ti com­put­er che vision­er­an­no ogni fun­zione lega­ta alla sicurez­za. (s.j.)

Parole chiave: