Domenica primo concerto manuale dopo 30 anni di oblio. I festeggiamenti in onore di San Giovanni avranno inizio domani con l’inaugurazione del campo giochi

Le campane della chiesa ritornano a nuova vita

04/07/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Brenzone

I fes­teggia­men­ti in onore di San Gio­van­ni a si apri­ran­no domani al ter­mine del­la mes­sa delle 19, quan­do ver­rà uffi­cial­mente inau­gu­ra­to il nuo­vo cam­po sporti­vo. Alla sua real­iz­zazione han­no con­cor­so sia la locale sezione Anspi sia il ben­e­mer­i­to comi­ta­to di San Roc­co. Seguiran­no imme­di­ata­mente le prime par­tite inau­gu­rali del tro­feo San Gio­van­ni, dis­pu­tate dagli ado­les­cen­ti. La com­pe­tizione, poi, pros­eguirà anche nel­la suc­ces­si­va ser­a­ta di domeni­ca. Pro­prio domeni­ca mat­ti­na, poi, dopo la solenne cer­i­mo­nia delle 10.30, sarà la vol­ta del ritorno alla vita per il con­cer­to di cam­pane, che, a dis­tan­za di 30 lunghi anni dal­la elet­tri­fi­cazione totale, tor­na final­mente a squil­lare per opera di maestri suona­tori di cam­pane di Cisano e San Zeno di Mon­tagna. Il quat­tro­cen­tesco cam­panile di Bren­zone tornerà ad ospitare i suona­tori con una cer­i­mo­nia che si è volu­ta solenne. Alle 11.30 il taglio del nas­tro, quin­di la benedi­zione alla torre e il pri­mo con­cer­to man­uale da trent’anni. Al ter­mine del­la suona­ta, dis­cor­si, ringrazi­a­men­ti e fes­toso brin­disi finale. Non si trat­ta di una ricon­quista for­tui­ta; si deve soprat­tut­to alla disponi­bil­ità del par­ro­co, don Dani­lo Rudi (che fes­teggia, tra l’altro, i suoi 50 anni di sac­er­dozio) e alla pas­sione di Mat­teo Simonel­li, un gio­vane che unisce stu­di di organ­ista all’amore per l’arte cam­pa­naria. «Le cam­pane mi appas­sio­n­ano da sem­pre», spie­ga. «Da bam­bi­no, quan­do le sen­ti­vo suonare, sep­pur mosse dai motori elet­riche, ne rimane­vo affas­ci­na­to. Qualche tem­po fa, qua­si per caso, ho com­in­ci­a­to a pren­dere con­tat­ti più seri con le squadre cam­pa­narie lim­itrofe, in par­ti­co­lare con quel­la di Cisano; mi sono infor­ma­to sul sis­tema veronese, e assieme ad altri ho com­in­ci­a­to ad accarez­zare l’idea di resti­tuire al suono man­uale anche il nos­tro con­cer­to di cinque cam­pane in Fa nat­u­rale. Quan­do poi, un paio di mesi addi­etro, si sono ver­i­fi­cati gravi prob­le­mi all’impianto elet­tri­fi­ca­to, il par­ro­co ha acconsen­ti­to a lib­er­are le cam­pane dalle catene, anche in con­sid­er­azione dei gravi dan­ni causati alle stesse cam­pane dall’obsoleto impianto». Allo stes­so tem­po si è provve­du­to a instal­lare un impianto di semi­elet­tri­fi­cazione che garan­tisce auto­mati­ca­mente il suono a stor­mo sen­za esclud­ere i con­cer­ti solen­ni; è sta­to ripara­to il mec­ca­n­is­mo dell’orologio, ed è sta­to mes­so in opera uno dei pochissi­mi car­il­lon del ter­ri­to­rio veronese, capace di far apprez­zare appieno anche le poten­zial­ità musi­cali insite in queste cam­pane. In futuro, però, non mancher­an­no i con­cer­ti solen­ni per i quali si sta già approntan­do una for­mazione locale: «C’è gia un grup­pet­to di gio­vani», pre­cisa Mat­teo, «e prestis­si­mo inizier­e­mo un cor­so per impara­re a suonare le cam­pane: chi volesse aggiunger­si non deve far altro che venire a trovarci».