Coppie di fatto e amministrazioni locali. Le esperienze di Bardolino, Garda, Malcesine e Peschiera in materia di graduatorie. A far fede assieme ad altri requisiti basta il certificato di stato di famiglia

Le case popolari a chi convive

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Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

Polemiche a non finire nel panora­ma politi­co nazionale per la delib­era del con­siglio comu­nale di Pado­va, che per­me­tte alle cop­pie di fat­to, sia etero che omoses­su­ali, di ottenere il riconosci­men­to di famiglia ana­grafi­ca basa­ta su vin­coli affet­tivi. Una delib­era che ha svilup­pa­to una legge che esiste dal 1954 e che prevede che alle ana­grafi dei comu­ni siano reg­is­trate anche le con­viven­ze. Pado­va è anda­ta oltre, inseren­do il rilas­cio di un attes­ta­to in cui si cer­ti­fi­ca che esiste una cop­pia che con­vive. Non è una novità però, poiché anche moltissi­mi altri comu­ni ital­iani han­no già introdot­to il riconosci­men­to con dei reg­istri dove si iscrivono le con­viven­ze, come del resto l’iscrizione ana­grafi­ca che esiste già in tut­ti i comu­ni ital­iani: si chia­ma cer­ti­fi­ca­to di sta­to di famiglia, sul quale ven­gono ripor­tati i com­po­nen­ti del nucleo famil­iare, che può essere com­pos­to in svariati modi, tra cui anche da cop­pie non sposate.Questo vale per tut­ti i comu­ni, solo che alcu­ni con­sid­er­a­no il cer­ti­fi­ca­to di sta­to di famiglia per riconoscere alcu­ni dirit­ti legati alla con­viven­za, men­tre altri comu­ni riconoscono i dirit­ti attra­ver­so il cer­ti­fi­ca­to mat­ri­mo­ni­ale. Ci si può stupire quin­di di fronte a tan­to clam­ore, tant’ è che moltissi­mi comu­ni van­no ben oltre il riconosci­men­to ana­grafi­co, arrivano ad asseg­nare le case popo­lari alle cop­pie di fatto.È quel­lo che è emer­so andan­do a spul­cia­re in qualche ammin­is­trazione a cam­pi­one, come ad esem­pio Bar­dolino, Peschiera e Gar­da, dove sono sta­ti tran­quil­la­mente asseg­nati allog­gi a cop­pie con­viven­ti, sen­za che la cosa abbia soll­e­va­to proteste.«A Bar­dolino», spie­ga il sin­da­co Pietro Meschi, «abbi­amo volu­to riconoscere situ­azioni di con­viven­za di fat­to da almeno tre anni, nei cri­teri richi­esti per parte­ci­pare alla grad­u­a­to­ria di asseg­nazione delle case con­ven­zion­ate con il comune. Sul­la ques­tione però non vogliamo andare oltre, per quel­lo ci vuole una leg­is­lazione nazionale o regionale, non pos­sono essere i sin­goli comu­ni che di vol­ta in vol­ta si autore­go­la­men­tano, per­ché questo crea dis­crim­i­nazioni tra pae­si». A Bar­dolino infat­ti, con il ban­do del 6 set­tem­bre 2005, sono in cor­so di costruzione 99 appar­ta­men­ti, di cui il cinque per cen­to asseg­nati a cop­pie di fat­to. I cri­teri per la for­mazione delle grad­u­a­to­rie sta­bilis­cono che pos­sono acced­ervi «nuclei famil­iari di cui fan­no parte anche i con­viven­ti, con con­viven­za sta­bile da almeno tre anni, attes­ta­ta da cer­ti­fi­ca­to ana­grafi­co di sta­to di famiglia». Prin­ci­pio che vale anche per l’erogazione di con­tribu­ti o servizi assistenziali.Sulla stes­sa lin­ea anche Peschiera, il sin­da­co infat­ti spie­ga: «Nel nos­tro comune ci sono 180 appar­ta­men­ti tra case Ater, (l’ente pub­bli­co regionale che gestisce le ex case popo­lari) e allog­gi comu­nali, per le quali non abbi­amo mai pos­to la con­dizione di essere sposati per l’assegnazione. Vi pos­sono accedere tut­ti: sin­goli, divorziati, cop­pie di fat­to, la ques­tione di essere sposati o meno non cen­tra niente con i dirit­ti acquisi­ti, la con­dizione che viene richi­es­ta è la dichiarazione di quan­do si aggiunge una per­sona nell’appartamento affit­ta­to. Poiché la legge regionale dice che per ogni per­sona che si aggiunge ci vogliono dei metri qua­drati a dis­po­sizione per il ricon­giung­i­men­to famil­iare e poiché l’affitto si paga in base al red­di­to, viene richi­es­ta la comu­ni­cazione per cal­co­lare il cumu­lo di red­di­to. Poi non è che si vada a chiedere se sono sposati o meno. Abbi­amo da poco delib­er­a­to una vari­ante impor­tante per l’edilizia con­ven­zion­a­ta, ora al vaglio del­la Regione; se ci ver­rà approva­ta, quan­do ritor­na sta­bilire­mo anche i cri­teri per l’assegnazione».La stes­sa vari­ante l’ha fat­ta anche Mal­ce­sine, anch’essa in atte­sa di approvazione dal­la Regione. Il sin­da­co Giuseppe Lom­bar­di pre­cisa: «Non abbi­amo affronta­to la ques­tione delle asseg­nazioni, quan­do sarà il momen­to pen­so fare­mo rifer­i­men­to ai ban­di già emes­si in mate­ria dal comune di Tor­ri e Bar­dolino». Il cri­te­rio di asseg­nazione non cam­bia neanche a Gar­da, come spie­ga il sin­da­co Davide Bendinel­li: «Abbi­amo qua­si ulti­ma­to (siamo alla solet­ta) 41 allog­gi di edilizia con­ven­zion­a­ta e 12 di edilizia sovven­zion­a­ta. I cri­teri di asseg­nazione li abbi­amo estrap­o­lati dal­la legge regionale sull’edilizia con­ven­zion­a­ta. È sta­ta spedi­ta una let­tera a tut­ti i res­i­den­ti e tra quel­li che han­no parte­ci­pa­to ci sono anche le cop­pie di con­viven­ti. Nes­suno ha chiesto il cri­te­rio che siano sposati e lo riten­go gius­to».

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