Lega Nord a tutto campo, il segretario Gelmini e il consigliere regionale Flocchini avvertono: «Pronti al braccio di ferro con la Regione».Lega Nord a tutto campo, il segretario Gelmini e il consigliere regionale Flocchini avvertono: «Pronti al braccio di

«Le centrali? Sarebbe un autogol»

10/10/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Pietro Gorlani

La Lega nord rib­adisce il suo fer­mo «no» a qual­si­asi cen­trale ter­moelet­tri­ca nel Bres­ciano ed esprime viva sod­dis­fazione per le posizioni adot­tate dal­la Provin­cia. Ma si spinge oltre, dichiaran­do di essere pronta al brac­cio di fer­ro con la Regione, qualo­ra la Giun­ta Formigo­ni insistesse per la costruzione del­la cen­trale di Offla­ga. Dure critiche alle posizioni dell’assessore regionale all’Ambiente Fran­co Nicoli Cris­tiani, il quale nei giorni scor­si ave­va riv­olto un «cal­do invi­to» a tutte le ditte pro­po­nen­ti cen­trali nel bres­ciano (Seb, Asm, Ansal­do, Inter­na­tion­al Pow­er, Sole) ad accor­dar­si per una «spar­tizione» del­la cen­trale di Offla­ga. «Cre­do che Nicoli Cris­tiani stia pren­den­do una grande can­to­na­ta nel dire queste stu­p­idag­gi­ni — com­men­ta sec­ca­mente Mas­si­mo Gelmi­ni, seg­re­tario provin­ciale del Car­roc­cio -; ci piac­erebbe piut­tosto sen­tire l’assessore esprimere la sua con­tra­ri­età a questi impianti e sot­to­lin­eare l’incoerenza dei Ds che si bat­tono con­tro le cen­trali quan­do l’Asm di Bres­cia — il cui mag­gior azion­ista è il Comune gov­er­na­to dal cen­trosin­is­tra — spinge per la cen­trale di Offla­ga». Bor­date per il cen­trosin­is­tra arrivano anche dall’assessore provin­ciale Rober­to Faustinel­li e dal con­sigliere regionale Gian­maria Floc­chi­ni. «Vogliamo che Asm e Comune pren­dano una deci­sione chiara: devono riti­rare la doman­da per l’impianto di Offla­ga — spie­ga Faustinel­li -. Più volte il sin­da­co Corsi­ni è sta­to cal­da­mente invi­ta­to a pren­dere una posizione in mer­i­to, ma il suo silen­zio è esplica­ti­vo». E ven­gono ricor­date a tal propos­i­to le promesse del con­sigliere provin­ciale Aldo Rebec­chi di fare pres­sioni sul­la giun­ta Corsi­ni per­chè pren­desse le dis­tanze dall’impianto. E anco­ra, le promesse scior­i­nate dal pres­i­dente di Asm Ren­zo Capra di rin­un­cia­re alla cen­trale di Offla­ga qualo­ra la volon­ta popo­lare e il ref­er­en­dum avessero espres­so vol­ere con­trario. Bac­chet­tate anche ad Aldo Bono­mi, pres­i­dente dell’Aib, l’Associazione indus­tri­ale bres­ciana, il quale — all’indomani del black­out nazionale del 29 set­tem­bre — ave­va grida­to a gran voce la neces­sità di nuove cen­trali, scaglian­dosi con­tro i suoi oppos­i­tori. «Che Dio ci salvi dal­la disce­sa di Bono­mi in polit­i­ca — com­men­ta Gelmi­ni — un con­to è par­lare di ener­gia a bas­so prez­zo, un con­to è per­sis­tere nel vol­er fare busi­ness». Floc­chi­ni ricor­da i con­tenu­ti del­lo stu­dio sul sis­tema ener­geti­co bres­ciano, com­mis­sion­a­to dal­la Provin­cia alla soci­età Rie: «E’ con­ve­niente importare ener­gia dal­la Fran­cia, dal­la Svizzera, dall’Austria». Il cos­to dell’energia impor­ta­ta è infat­ti di 28 cen­tes­i­mi al chilowat­to­ra; il cos­to di un chilowat­to­ra prodot­to da una mod­er­na cen­trale tur­bo­gas non scen­derebbe sot­to i 46 cen­tes­i­mi: cir­ca il doppio. Non da ulti­mo, critiche anche a «cer­ti politi­ci di An, quali Ste­fano Saglia, e alle loro posizioni in favore di nuove cen­trali», ha ricorda­to Gelmi­ni. Unami­mi apprez­za­men­ti, invece, per il buon lavoro svolto dal­la Provin­cia. Floc­chi­ni, capogrup­po in con­siglio provin­ciale del­la Lega nord, spende invece parole di sti­ma per il «buon lavoro svolto dal­la Provin­cia e dal suo pres­i­dente Cav­al­li. Ques­ta mag­gio­ran­za ha segui­to la ques­tione con seri­età, non facen­dosi pren­dere dall’ansia quan­do tut­ti vol­e­vano le cen­trali ma sen­za nem­meno spin­gen­dosi dal­la parte oppos­ta in appog­gio ai comi­tati. Ha com­mis­sion­a­to uno stu­dio serio e divul­gherà questo stu­dio pres­so tutte le sedi adeguate». Bres­cia ha già dato tan­to, trop­po in fat­to d’ambiente, ha aggiun­to Floc­chi­ni ricor­dan­do l’inceneritore, le diverse dis­cariche, le attiv­ità indus­tri­ali peri­colose: «E’ ora di pen­sare alla tutela del­la salute e del ter­ri­to­rio». E gli espo­nen­ti del Car­roc­cio ricor­dano anche i 76 mila Mw di poten­za teor­i­ca instal­la­ta in Italia con­tro un con­sumo che, nei momen­ti di pun­ta, non super­a­no i 52 mila Mw e la poten­za nazionale prodot­ta era di 48.900 Mw. Ma se aggiunugiamo i 6 mila Mw impor­tati, arriv­i­amo ad una poten­za disponini­bile di 54.900 Mw, più che suf­fi­ciente alle esi­gen­ze nazion­ali. Inoltre, il min­is­tero delle Attiv­ità Pro­dut­tive ha già autor­iz­za­to la costruzione di nuove cen­trali per ulte­ri­ori 12 mila Mw. Quin­di il black­out e gli allarmis­mi sono stru­men­tali al deside­rio di busi­ness di cer­ti impren­di­tori, sostiene la Lega. «Noi stare­mo vici­ni a tut­ti quei cit­ta­di­ni che non vogliono questi impianti nelle loro terre — chi­ude Gelmi­ni -. Anche in Regione andremo fino in fon­do. Anche lì le nos­tre posizioni sono fer­ma­mente con­trarie alle cen­trali». Ma sec­on­do il decre­to Marzano, Regione e Min­is­tero pos­sono approvare impianti supe­ri­ori ai 300 Mw anche con il «no» di provin­cie e comu­ni. «A liv­el­lo politi­co sarebbe un dis­as­troso auto­gol» sosten­gono all’unanimità gli uomi­ni del Carroccio.