Per S.Pietro in Gardola un futuro da museo con i reperti medievali. In estate nuovi scavi a Limone e Tremosine

Le chiese dell’Alto Garda

01/04/2004 in Cultura
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Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Il vol­ume «Chiese del­l’al­to Gar­da bres­ciano. Vescovi, eremi­ti, monas­teri, ter­ri­to­rio tra tar­doan­ti­co e roman­i­co» è sta­to pre­sen­ta­to l’al­tro pomerig­gio a Salò. L’opera, frut­to del lavoro di Gian Pietro Bro­gi­o­lo, Mon­i­ca Ibsen, Vin­cen­zo Gherol­di, Annal­isa Colec­chia, era già sta­ta mes­sa in dis­tribuzione l’au­tun­no scor­so a Tig­nale, in occa­sione del­la pre­sen­tazione degli scavi avvenu­ti pres­so la chiesa di San Pietro a Gar­dola, chiesa che rien­tra tra quelle esam­i­nate nel vol­ume. Pre­sen­ti, accan­to al sin­da­co di Salò, Gian­piero Cipani, e al Pres­i­dente del­la Comu­nità Par­co, Bruno Faus­ti­ni, il Diret­tore Arche­o­logi­co Isa Rof­fia e la Diret­trice dei Musei Civi­ci di Bres­cia, Rena­ta Stra­diot­ti. In sala anche i sin­daci di Gar­done Riv­iera, Alessan­dro Baz­zani, e di Tig­nale, Man­lio Bon­in­con­tri. Sono inter­venu­ti lo stes­so Bro­gi­o­lo e l’at­tuale pres­i­dente del­l’As­so­ci­azione Stori­co Arche­o­log­i­ca del­la Riv­iera (A.S.A.R.) Mon­i­ca Ibsen, oltre all’ex pres­i­dente, Mire­lia Scud­el­lari. Nel com­mentare la pub­bli­cazione, Isa Rof­fia ha mes­so l’ac­cen­to sui recen­ti scavi por­tati a ter­mine a Tig­nale ed ai ritrova­men­ti por­tati alla luce nel­la tom­ba medievale anco­ra dota­ta di corre­do fune­bre. Il corre­do stes­so è in avan­za­ta fase di restau­ro, pre­sen­tan­do aspet­ti inter­es­san­ti e non ipo­tiz­za­ti. Il mate­ri­ale potrebbe tornare nel­la sua sede più nat­u­rale, purché si pro­ce­da ad ospi­tar­lo idonea­mente. Per la chiesa di San Pietro in Gar­dola, dunque, si pro­fi­la un futuro come sul ter­ri­to­rio. Un’anal­isi più tec­ni­ca del testo è sta­ta illus­tra­ta da Rena­ta Stra­diot­ti men­tre l’arche­ol­o­go Gian­pietro Bro­gi­o­lo ha illus­tra­to l’at­tiv­ità del­l’Asar che, decol­la­ta a liv­el­lo volon­taris­ti­co, è anda­ta via via spe­cial­iz­zan­dosi al pun­to che gli scavi più recen­ti (quel­li di Tig­nale, appun­to) sono avvenu­ti con la parte­ci­pazione di stu­den­ti uni­ver­si­tari e con il sosteg­no del­l’Am­min­is­trazione comu­nale. L’oc­ca­sione è sta­ta propizia per antic­i­pare altre opere che ver­ran­no intrap­rese la prossi­ma estate a Limone e Tremo­sine. Dice Bro­gi­o­lo: «Il vol­ume ospi­ta sag­gi che offrono una pri­ma sin­te­si su alcu­ni aspet­ti toc­cati dal­la ricer­ca: le chiese in relazione alle trasfor­mazioni del­l’inse­di­a­men­to tra età romana e alto Medio­e­vo, i rap­por­ti tra chiese, inse­di­a­men­ti, aris­tocra­zie tra X e XIII sec­o­lo, le pro­duzioni e le tec­niche pit­toriche. Si trat­ta di alcune linee di appro­fondi­men­to per una sto­ria del­l’al­to Gar­da. Per ora ci siamo con­cen­trati sulle fasi più antiche e, per quan­to con­cerne le chiese, questo vol­ume si con­clude con il roman­i­co, anche se sarebbe utile trovare forze disponi­bili per pros­eguirne lo stu­dio fino al XVIII sec­o­lo, per­ché le forme degli abi­tati e del pae­sag­gio han­no assun­to le forme attuali solo in età moderna».

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