Il Comune ha avviato la procedura per la riscossione di quasi 45mila euro di affitto per il Lido bagni. L’Ipab: «È l’amministrazione in debito per la manutenzione»

«Le Colonie devono pagare»

08/11/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

Le Colonie Alpine risul­tano iscritte a ruo­lo coat­ti­vo da parte dell’agenzia di riscos­sione per con­to del Comune. È l’ultimo atto dell’accordo man­ca­to tra ammin­is­trazione e Ipab per la vicen­da del­la ges­tione del Lido bagni.Nelle scorse set­ti­mane, vista da un lato la ges­tione poco sod­dis­facente nel peri­o­do esti­vo da parte delle Colonie — ques­ta la posizione del sin­da­co, — e la delu­sione dal pun­to di vista del ritorno eco­nom­i­co per l’Ipab durante la con­duzione del locale, le due par­ti oggi ai fer­ri cor­ti ave­vano deciso con­sen­sual­mente di antic­i­pare al 2 gen­naio 2007 la fine del con­trat­to. La sca­den­za nat­u­rale sarebbe sta­ta il 15 gen­naio 2008. Una scelta, com’era sta­to illus­tra­to da entrambe le par­ti, lega­ta a motivi di carat­tere eco­nom­i­co per le Colonie, che non rius­ci­vano a lavo­rare prat­i­can­do prezzi sociali, come il pres­i­dente Amos Guat­ta Cal­di­ni ave­va spec­i­fi­ca­to; lega­ta a motivi di insod­dis­fazione per la ges­tione delle due sta­gioni estive sec­on­do l’amministrazione comu­nale. I ver­ti­ci dei due enti han­no fino­ra evi­ta­to polemiche. Però man­ca l’accordo eco­nom­i­co. L’Ipab sarebbe deb­itore del Comune, stan­do ai con­ti fat­ti a viale Fratel­li Lavan­da, per poco meno di 45 mila euro. Sol­di dovu­ti per il man­ca­to ver­sa­men­to dell’affitto nel 2006, cui si aggiunge la sanzione per i 30 giorni di ritar­do nel pagamento.Dal can­to suo l’Ipab, con un doc­u­men­to a fir­ma del pres­i­dente Guat­ta Cal­di­ni, chiede qua­si 60mila euro al Comune per i lavori di mes­sa a nor­ma degli impianti elet­tri­co, idrauli­co e igien­i­co-san­i­tario, dato che, sem­pre sec­on­do le Colonie, il Lido era sta­to con­seg­na­to dal Comune, a giug­no 2005, non in pos­ses­so dei req­ui­si­ti igien­i­co san­i­tari necessari.Guatta Cal­di­ni ha scrit­to inotlre: «La situ­azione è sta­ta doc­u­men­ta­ta con fotografie e con il sopral­lu­o­go di un tec­ni­co comu­nale e del coman­dante del­la polizia municipale».Ci sono poi le inter­rogazioni al sin­da­co e ai capi­area da parte del con­sigliere di mino­ran­za Ste­fano Nico­tra di Nav­ighi­amo per Tor­ri che ormai da mesi con­tes­ta la ges­tione del lido e ne chiede la revo­ca. Fat­to sta che dopo un notev­ole scam­bio epis­to­lare tra Colonie e Comune ora c’è anche l’iscrizione a ruo­lo coat­ti­vo nei con­fron­ti delle Colonie per il recu­pero del dovuto.E non è tut­to. Sem­pre sec­on­do gli uffi­ci del Comune, «I lavori di stra­or­di­nar­ia manuten­zione dove­vano essere richi­esti dalle Colonie al Comune e da questo ese­gui­te. Non risul­ta, agli atti del munici­pio, alcu­na autor­iz­zazione rilas­ci­a­ta alle Colonie per le manuten­zioni stra­or­di­nar­ie per le quali invece è nec­es­saria». Di qui la con­clu­sione che la richi­es­ta di Guat­ta Cal­di­ni sarebbe «pri­va di fon­da­men­to giuridico».Di diver­so parere il pres­i­dente dell’Ipab che ril­e­va: «I lavori dove­vano essere ese­gui­ti dal Comune pri­ma del­la con­seg­na dell’immobile. Se le Colonie non avessero fat­to i lavori, il Lido non avrebbe potu­to aprire per la sta­gione tur­is­ti­ca 2005, con grave dan­no di immag­ine ed eco­nom­i­co per entram­bi gli enti». «È evi­dente», con­clude Guat­ta Cal­di­ni, «che l’Ipab ha oper­a­to nell’interesse del Comune real­iz­zan­do i lavori e assumen­dosi gli oneri che sareb­bero spet­tati al Comune, per doveroso spir­i­to di col­lab­o­razione tra enti pub­bli­ci. Il man­ca­to accogli­men­to del­la richi­es­ta di paga­men­to cos­ti­tu­isce un indeb­ito arric­chi­men­to del Comune, perseguibile ai sen­si del Codice Civile. Sen­za con­tare che le Colonie, aven­do pre­so in cari­co un immo­bile non ido­neo all’espletamento del servizio con­ven­zion­a­to, avreb­bero potu­to chiedere i dan­ni al Comune».Insomma, una vicen­da assai intri­ca­ta e del­i­ca­ta, per risol­vere la quale l’Ipab ha pro­pos­to di affi­dare l’interpretazione del con­trat­to ad una com­mis­sione arbi­trale. Dal can­to suo Nico­tra, le cui pres­sioni han­no accel­er­a­to le azioni dell’amministrazione, spie­ga: «Non ho nul­la di per­son­ale nei con­fron­ti delle Colonie Alpine. Voglio però che pagh­i­no il dovu­to. Dopo si sieder­an­no a un tavo­lo arbi­trale col sin­da­co. Aven­do io vota­to pro affi­da­men­to diret­to del Lido alle Colonie, ora voglio solo che arrivi in cas­sa quan­to dovu­to al Comune».Sulla iscrizione a ruo­lo, infine, Guat­ta Cal­di­ni non sua mezzi ter­mi­ni: «È molto inop­por­tu­na, dato che sti­amo aspet­tan­do una rispos­ta uffi­ciale alla richi­es­ta di ottenere un arbi­tra­to. Con­sul­terò il nos­tro avvo­ca­to». Poi la stoc­ca­ta: «Da parte del Comune qual­cuno ha una fret­ta alquan­to sospet­ta, vis­to che col sin­da­co sti­amo cer­can­do invece di trovare un accor­do sen­za adire le vie legali. Ho l’impressione che l’ufficio comu­nale pre­pos­to non pun­ti a una soluzione rap­i­da del prob­le­ma e non abbia capi­to che nes­suna delle due par­ti in causa ha ragione al cen­to per cento».

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