Dopo le polemiche sulla sardellata offerta agli amministratori di Pavullo Al Natale tra gli olivi uno stand con le specialità emiliane

Le crescentine si scoprono gemelle

31/08/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Garda

«A parte il fat­to che a quel­li di Pavul­lo i bigli­et­ti del­la sardel­la­ta li ho pagati di tas­ca mia…». Attac­ca così il vicepres­i­dente Gian Pao­lo Rossi: la polem­i­ca scate­na­ta dall’ex sin­da­co Gior­gio Comenci­ni sui pre­sun­ti invi­ti donati dal Comune garde­sano agli ammin­istar­tori del cen­tro mod­e­nese non va pro­prio giù. Tut­to era nato dalle affer­mazioni del sin­da­co Davide Bendinel­li sul­la recente sardel­la­ta: il pri­mo cit­tadi­no ave­va sot­to­lin­eato come quest’anno i parte­ci­pan­ti del­la crociera not­tur­na fos­sero tut­ti pagan­ti. «Quest’affermazione», ave­va repli­ca­to Comenci­ni, «appare del tut­to pri­va di fon­da­men­to, dal momen­to che l’amministrazione ha stanzi­a­to una cifra pari a euro 340 per l’ospitalità di una rap­p­re­sen­tan­za del comune di Pavul­lo». E gli ospi­ti di Pavul­lo, cit­tad­i­na del Mod­e­nese, osse­va­va l’ex sin­da­co, «sono con­ter­ranei del vicesin­da­co dot­tor Gian Pao­lo Rossi». «L’amministrazione», spie­ga ora il vicesin­da­co, «ha paga­to il per­not­ta­men­to, come si fa ogni vol­ta che rap­p­re­se­tan­ti di altri Comu­ni sono ospi­tati in vista dell’organizzazione di man­i­festzioni. I bigli­et­ti per la sardel­la, e anche il pran­zo, invece, ce li ho mes­si per­sonal­mente, per­ché vole­vo far bel­la figu­ra coi miei ex concit­ta­di­ni, tan­to chi li ho por­tati a man­gia­re a pun­ta San Vig­ilio. E il tut­to in vista del­la loro parte­ci­pazione alla prossi­ma edi­zione del tra gli olivi». Pavul­lo è il capolu­o­go dell’area del Frig­nano. È il cen­tro ammin­is­tra­ti­vo, com­mer­ciale e tur­is­ti­co più impor­tante dell’Appennino mod­e­nese. È sede del­la Comu­nità mon­tana, del dis­tret­to san­i­tario, del polo ospedaliero, del­la pre­tu­ra, del­la Cam­era di com­mer­cio: insom­ma, una pic­co­la cap­i­tale. Tra i mon­u­men­ti con­ta il palaz­zo ducale e il castel­lo di Mon­te­cuc­co­lo. «A Pavul­lo ho vis­su­to la mia giovinez­za, pri­ma di lau­rear­mi e trasferir­mi come medico a Gar­da», dice Rossi, «e da tem­po desider­a­vo instau­rare un rap­por­to di col­lab­o­razione con ques­ta cit­tad­i­na. Il sin­da­co e i col­leghi di Giun­ta si sono mostrati d’accordo, e abbi­amo avvi­a­to un pro­gram­ma di part­ner­ship, trovan­do imme­di­a­ta rispos­ta dell’assessore alla cul­tura di Pavul­lo, Ste­fa­nia Gargiu­lo, che ha invi­a­to a Gar­da una del­egazione gui­da­ta dal con­sigliere del­e­ga­to alle man­i­fes­tazioni, Mari­no Fer­rari, e dall’organizzatore degli even­ti gas­tro­nomi­ci del­la zona, Gabriele Mez­za­qui. Noi abbi­amo ricam­bi­a­to la visi­ta, sta­bilen­do che gli ami­ci di Pavul­lo saran­no a Gar­da coi loro stand dal 6 all’8 dicem­bre». E l’occasione potrebbe essere davvero ghiot­ta. Per­ché se Pavul­lo è nota soprat­tut­to per la sua pro­duzione di ceramiche, non bisogna dimen­ti­care che la cit­tad­i­na è nell’area del Parmi­giano reg­giano e ospi­ta sta­bil­i­men­ti di sta­gion­atu­ra di pro­sciut­ti e insac­cati. I suoi funghi porci­ni sono par­ti­co­lar­mente rino­mati. Ma il piat­to prin­ci­pale di Pavul­lo è la cres­centi­na, chia­ma­ta erronea­mente anche tigel­la. La cres­centi­na era l’alimento base del­la tradizione con­tad­i­na. Fat­ta con fari­na, acqua e sale. Va gus­ta­ta fra­grante, appe­na tol­ta dal­la fonte di calore. Viene insapor­i­ta con lar­do bat­tuto, ros­mari­no e aglio e una buona spolver­a­ta di parmi­giano. La si potrà assag­gia­re in dicem­bre sul lun­go­la­go di Garda.

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